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Cronaca | 01 giugno 2020, 13:42

Omicidio all'autoporto, affidato l'incarico per l'autopsia sul 45enne polacco e fissati gli interrogatori

Potrebbero non esserci dubbi sulla causa del decesso, il Gip Giorgi interrogherà i due bielorussi e il collega polacco accusati di omicidio preterintenzionale

Omicidio all'autoporto, affidato l'incarico per l'autopsia sul 45enne polacco e fissati gli interrogatori

Il Pubblico Ministero Chiara Venturi ha affidato l'incarico al medico legale per l'autopsia sul corpo del 45enne Rjszard Kosinski, ucciso nella serata di sabato all'autoparco di Savona e nella giornata di mercoledì 3 giugno il Gip Fiorenza Giorgi interrogherà i tre arrestati accusati di omicidio preterintenzionale.

Non dovrebbero esserci molti dubbi sulla causa della morte del camionista polacco che avrebbe perso la vita in seguito ad una grave emorragia causata da una coltellata inferta alla tibia femorale e sferrata con ogni probabilità da una lama lunga 28 centimetri. Dzmitry Mikhailau, 40 anni e Aliaksei Filipau 43 anni, entrambi bielorussi, e Piotr Pawel Pawlowski, 40enne polacco, collega della vittima verranno così sentiti dal Pubblico Ministero per cercare le motivazioni del tragico delitto.

La ricostruzione

  Nonostante il delitto sia avvenuto alle sette di sera, i soccorsi sabato sono stati chiamati molto tempo dopo. Quando è giunta infatti, la chiamata alla sala operativa della questura savonese sul posto si sono recati subito gli agenti della squadra Volanti e tra questi uno dei primi ad intervenire è stato il vice ispettore Pierfrancesco Menghini.

“La vittima ancora era viva quando siamo giunti all’autoporto - ha dichiarato la dirigente della squadra mobile che ha diretto le indagini Rosalba Garello - ma poco dopo è deceduto. Ormai non c’era più nulla da fare. Se quella benda di fortuna fosse rimasta a contenere l’emorragia, se non si toccava proprio questa bendatura, una buona probabilità di sopravvivere forse poteva averla”.

Da un primo esame effettuato dal medico legale sul suo corpo, però c’erano anche altri segni di violenza sia alla spalla che alla testa, ma è stata la coltellata alla tibia femorale ad essersi rivelata poi fatale. Secondo le indagini della Mobile i quattro uomini avevano cenato insieme nei pressi della zona dell’autoporto ed è proprio durante questa cena che si è innescata una lite violenta.

“Erano tutti molto ubriachi - ha specificato ieri la dirigente della Mobile - non erano consapevoli di quello che stavano facendo; si sono picchiati fino a provocare queste lesioni che poi hanno causato la morte dell’uomo. Inoltre, uno degli arrestati ossia il cittadino polacco ha una grave ferita allo zigomo e un occhio tumefatto”.

Ancora sono da stabilire con esattezza i momenti successivi alla rissa, ma da una prima ricostruzione pare che la vittima dopo essere stata ferita alla gamba si sia rifugiata all’interno del suo camion dove ha cercato di auto medicarsi con del nastro adesivo per rallentare l’emorragia. Successivamente, visto l’aggravamento delle sue condizioni di salute, è stato spostato e hanno cercato di rianimarlo gettandogli addosso anche dell’acqua. Nonostante i tentativi dei sanitari l’uomo è morto poco dopo.

“Abbiamo riscontrato - ha aggiunto la dirigente della Mobile Garello - le dichiarazioni di alcuni testimoni che ci hanno permesso anche di individuare i presunti autori. Uno dei quali, il collega della vittima, si era invece allontanato e rintanato nella cabina del suo camion”.

Solo uno dei camionisti presenti nell’area, ed estraneo ai fatti, ha allertato le forze dell’ordine. Nella zona, poi dove è morto Kosinski non c’erano telecamere, ma gli agenti della Mobile sono ancora a lavoro per completare le indagini. Dal luogo della rissa infatti, sono stati sequestrati- oltre all’arma usata- anche i pezzi di piatti e bicchieri rotti con cui i quattro potrebbero essersi colpiti. Una volta portati in Questura i tre fermati versavano in condizioni di totale ubriachezza e non sono riusciti a fornire alcun dettaglio sui fatti.

“Erano completamente ubriachi, tanto che uno degli arrestati anche dopo molte ore era ancora sotto l’effetto dell’alcool. Non hanno detto nulla- aveva chiosato la Garello- si sono chiusi totalmente”. 

Luciano Parodi

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