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Attualità | 07 giugno 2020, 07:15

Sagre al via dal 16 giugno. Tra distanze e misure sanitarie, come si muoverà chi ancora non ha rinunciato?

Qualcuno ha già rinunciato da qualche tempo, altri potrebbero ancora optare per lo svolgimento. Ma sempre dovendo seguire le norme anti contagio

Sagre al via dal 16 giugno. Tra distanze e misure sanitarie, come si muoverà chi ancora non ha rinunciato?

Appuntamento immancabile e caratteristico dell'estate ligure sono le sagre. Uno dei tanti momenti di socialità apprezzati da turisti e "locali", finora stoppati dall'emergenza Covid-19, in un futuro prossimo quantomeno stravolti.

Da ieri anche in Liguria è arrivato il via libera al loro svolgimento dal 16 giugno, grazie ad una ulteriore ordinanza in materia di contenimento del Coronavirus firmata dal presidente Toti.

Se qualcuno nel settore ha già rinunciato ufficialmente, come ad esempio per le manifestazioni a tema medievale di Finalborgo e Cairo, o ai celebri "Gunbi" di Toirano, lo spazio di manovra per le associazioni che vorranno cimentarsi nell'organizzazione di eventi di questo genere resta limitato e con vincoli stringenti.

Stando a quanto si legge nel documento della Conferenza Stato-Regioni contenente le linee guida da rispettare citate nell'ordinanza, dovranno essere organizzate per piccoli numeri e con molta prevenzione. Termoscanner, distanziamento, ingressi separati, personale incaricato di monitorare. Viene richiesto pure di riorganizzare gli spazi, anche mediante segnaletica a terra, per consentire l’accesso in modo ordinato e, se del caso, contingentato, al fine di evitare assembramenti di persone.

Misura imprescindibile è quella di assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra clienti, eccezion fatta per i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi. Se possibile, è consigliato organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita, e di allestire nelle diverse postazioni dei divisori tra utenti e personale. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C e tutti dovranno indossare le mascherine, ovviamente non dovuto mentre si consumano cibo o bevande. 

Una misura che richiama le linee guida per bar e ristoranti, alle quali fa riferimento lo stesso documento: mascherine e guanti per il personale, frequente igienizzazione delle superfici e massima cura per la pulizia degli ambienti e degli arredi (come ad esempio i tavoli).

Insomma, un vero e proprio codice comportamentale, con il quale poco alla volta stiamo prendendo confidenza. Certo è che un conto è applicare queste norme parlando di ristoranti, di ben altra rilevanza il loro rispetto può avere in una sagra. E con queste dovranno fare i conti le diverse associazioni, i cui bilanci hanno sempre avuto gran beneficio da eventi come questi, che per il 2020 potrebbero essere solo un ricordo.

Mattia Pastorino

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