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Attualità | 23 giugno 2020, 17:11

Il comandante regionale delle Fiamme Gialle: "Quanto accaduto con il Covid cambierà le nostre attività: grande attenzione al ruolo della criminalità organizzata nella crisi" (VIDEO)

Il generale di brigata Rosario Massino ha incontrato la stampa per fare il punto sulle attività dei finanzieri liguri durante il 2019 e i primi cinque mesi del 2020

Il comandante regionale delle Fiamme Gialle: "Quanto accaduto con il Covid cambierà le nostre attività: grande attenzione al ruolo della criminalità organizzata nella crisi" (VIDEO)

Le fiamme gialle liguri, questa mattina, hanno celebrato il 246° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, e il comandante regionale della Liguria, generale di brigata Rosario Massino, ha incontrato la stampa per fare un bilancio dell'attività del corpo in Liguria durante il 2019 e i primi 5 mesi di quest'anno.

Massino ha anche posto in evidenza come lo scenario di emergenza inedito e improvviso determinato dalla diffusione del Coronavirus, abbia comportato un radicale cambiamento delle attività a tutela della legge.

"Abbiamo dovuto rapidamente modificare le nostre attività verso un dispositivo di controllo rispetto al quale nessuno era preventivamente preparato, e mi riferisco in particolare al monitoraggio relativo al rispetto delle varie ordinanze e decreti a tutela della salute pubblica - ha specificato il generale Massino -. Occorre tuttavia sottolineare come comandanti e uomini della guardia di finanza abbiano risposto molto positivamente, consegnandoci un bilancio nettamente positivo anche grazie alla collaborazione diffusa della popolazione che da parte sua ha risposto egregiamente. Noi non siamo andati a cercare la violazione, ma abbiamo piuttosto cercato di incentivare comportamenti corretti, procedendo a sanzioni solo qualora abbiamo riscontrato il mancato sospetto delle regole".

"Certamente - ha aggiunto Massino riferendosi alla'emergenza legata al Covid-19 -  quello che è successo è destinato a modificare nel futuro le nostre attività, che saranno principalmente orientate a prevenire e reprimere le infiltrazioni della criminalità economica organizzata nel sistema, che certamente sarà attirata dagli importanti flussi economici in arrivo dallo stato e dall'Europa per fare fronte alla crisi che accompagna l'epidemia. La lezione rimane quella dei grandi giudici vittime della mafia: seguire il denaro come traccia che porta alle grandi attività illecite".

Negli ultimi mesi i finanzieri liguri sono stati chiamati ad adeguare il dispositivo di vigilanza per sostenere l’economia sana del paese e attenuare la situazione di sofferenza manifestata da cittadini, imprese e professionisti, a causa della pandemia da Covid-19.

Sono quindi state intensificate le attività di controllo economico del territorio e del web, per contrastare le condotte di chi, approfittando della situazione emergenziale, ha posto in essere pratiche commerciali disoneste, truffe e frodi in danno della popolazione, con la vendita a prezzi esorbitanti di dispositivi sanitari, talvolta non conformi alle norme.

Nel corso dell’anno 2019 la Guardia di Finanza della Liguria ha eseguito 32.083 interventi ispettivi e 1.168 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale.

Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni, illeciti doganali e traffici illeciti di prodotti petroliferi sono alcuni dei fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi sul territorio nazionale su cui si sta concentrando l’attenzione della finanza al fine di contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali, particolarmente dannosi soprattutto nei periodi di crisi.

Un’azione che, nel corso del 2019, si è concretizzata in Liguria nell’esecuzione di 2.326 interventi ispettivi e di 190 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di riscontrare 206 reati fiscali (principalmente riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione) e di denunciare 240 soggetti, di cui 3 tratti in arresto.

I casi di evasione fiscale internazionale scoperti, principalmente riconducibili a stabili organizzazioni occulte, estero-vestizioni della residenza fiscale, manipolazioni dei prezzi di trasferimento e illecita detenzione di capitali all’estero, sono in tutto 38.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alle frodi carosello: sono 34 i casi scoperti di societàcartiere” o “fantasma” utilizzate per evadere l’IVA, anche mediante indebite compensazioni.

Non meno significativo è l’impegno del Corpo nel contrasto all’economia sommersa, come testimonia l’individuazione di 334 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente circa 17 milioni di IVA. Inoltre, sono stati verbalizzati 259 datori di lavoro per aver impiegato 696 lavoratori in “nero” o irregolari

Ammontano, invece, a 294 gli interventi svolti nel settore delle accise, al fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul territorio nazionale mediante servizi di prevenzione nei porti, negli aeroporti e nelle rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti, nonché, nei casi più gravi, attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria volte a neutralizzare l’operatività delle organizzazioni criminali, anche di carattere transnazionale, operanti nel settore. 

Intenso anche l’impegno a contrasto del contrabbando: nel 2019 sono stati eseguiti 106 interventi che hanno portato al sequestro di circa 9,2 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e di 10 mezzi aerei, navali e terrestri.

Nel settore del gioco illegale ed irregolare, sono stati eseguiti nel 2019 271 controlli riscontrando 17 violazioni

Sempre nel corso del 2019 sono stati messi in campo 10 piani operativi al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e a quelle condotte che pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.

Si tratta di un settore strategico per il Paese, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico nazionale, consente di affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le famiglie, contribuisce a contenere l’esborso complessivo dello Stato e si traduce, in ultima analisi, in un miglioramento complessivo della qualità della spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende: benessere, crescita e sviluppo.

421 sono gli interventi complessivamente svolti, nel 2019, a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 58 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 8 deleghe svolte con la Corte dei conti.

Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a circa 2,6 milioni di euro.

Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, all’indomani dell’introduzione del “reddito di cittadinanza”, le fiamme gialle hanno realizzato specifici controlli: gli interventi eseguiti hanno consentito di denunciare 11 soggetti. Tra questi figurano anche soggetti intestatari di ville e autovetture di lusso, evasori totali, persone dedite a traffici illeciti e facenti parte di associazioni criminali di stampo mafioso, già condannate in via definitiva.

Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa previdenziale e sanitaria sono stati portati a termine 46 interventi con la scoperta di frodi per un ammontare di oltre 580 mila euro, e la segnalazione di 14 persone.

Sono poi state denunciate 41 persone per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione. In tale ambito, riveste importanza strategica la collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

È utile sottolineare, a fattor comune, come un sicuro 

Particolare impegno è stato riservato al contrasto di ogni forma di infiltrazione e degli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità organizzata ed economico-finanziaria, attività di rilevanza assoluta nello scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a salvaguardia del “sistema Paese” nella delicata fase post emergenza.

Nel corso del 2019, con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 83 soggetti, ed ammonta ad oltre 17,6 milioni di euro circa il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro.

Sono stati anche svolti 7 accertamenti nei confronti di 11 soggetti connotati da cosiddetta pericolosità economico-finanziaria”, ovvero soggetti che per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria e fallimentare.

Sono stati eseguiti 1.482 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. 

In materia di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti sono state sviluppate 52 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia di 100 persone per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio, dei quali 17 sono stati tratti in arresto. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno ai 36,8 milioni di euro, mentre sono stati effettuati sequestri su ordine della magistratura per circa 15 milioni di euro

Sul fronte della prevenzione, sono state ricevute e approfondite 839 segnalazioni di operazioni sospette.

Tra le attività svolte nel 2019 a tutela del mercato dei beni e dei servizi si pongono quelle a contrasto dei fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul diritto d’autore.

In tali ambiti, in Liguria sono stati effettuati 447 interventi e dato esecuzione a 88 deleghe dell’autorità giudiziaria, sottoponendo a sequestro circa 1,2 milioni di prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri nonché ingenti quantitativi di prodotti alimentari recanti marchi industriali falsificati o indicazioni non veritiere.

475 sono stati i siti internet oscurati o sequestrati perché utilizzati per commercializzare on line merce contraffatta

Nel corso del 2019 la guardia di finanza ligure ha proceduto al sequestro, complessivamente, di circa 3,7 tonnellate di sostanze stupefacenti, di cui circa 500 kg di hashish e marijuana, 3,2 tonnellate di cocaina e 13,5 kg di altre droghe, nonché 20 mezzi utilizzati per i traffici illeciti della specie, arrestando 82 soggetti.

A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 il Corpo ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, anche on line, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche, reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture e, più in generale, violazioni al Codice degli appalti.

Dalle migliaia di controlli svolti dalla Guardia di Finanza a partire dallo scorso mese di marzo per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia da COVID-19 sono stati denunciati, a vario titolo, circa 900 soggetti per violazioni penali e/o amministrative, commesse nel periodo dell’emergenza.

Con riguardo al contrasto all’infiltrazione della Criminalità Organizzata nel tessuto economico del paese, nei primi cinque mesi del 2020 sono stati svolti accertamenti patrimoniali nei confronti di 3 soggetti, con beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie, di valore pari a oltre 94.600 di euro, proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro.

Incessantemente è continuata la collaborazione istituzionale con le Autorità Prefettizie, quale fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale, attraverso l’esecuzione di 478 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferite alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia

Sul fronte della tutela del mercato dei capitali, nel medesimo arco temporale, le attività sono state svolte, in linea con l’evoluzione del contesto esterno, riservando prioritaria attenzione alle condotte più marcatamente illegali e fraudolente. 

L’impegno profuso in tale comparto operativo, si è, in particolare, concretizzato con il sequestro di beni per un valore di oltre 2,7 milioni di euro a seguito di 18 interventi in materia di riciclaggio e auto-riciclaggio.

La crisi sanitaria connessa al Covid-19 vede la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine.

Nei primi mesi del 2020, per i reati di contraffazione e frode in commercio nonché per violazioni alle norme in tema di sicurezza prodotti, sono stati denunciati 32 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione, e sottoposti a sequestro oltre 6 milioni di mascherine e dispositivi di protezione individuale, oltre 7.000 confezioni di igienizzanti. Oltre 1.500 mascherine e oltre 5 milioni di guanti sono stati requisiti dal Commissario straordinario, su richiesta di Reparti del Corpo e su conforme avviso delle competenti Autorità penali e amministrative, per essere distribuiti a strutture della Protezione Civile, ospedali, enti pubblici.

Sono state sviluppate, poi, attività a contrasto di pratiche anticoncorrenziali e di manovre speculative commesse approfittando dell’aumento della richiesta di taluni beni. In questo ambito, sono stati approfonditi elementi sintomatici di condotte distorsive della corretta dinamica di formazione dei prezzi, con indagini finalizzate a risalire sistematicamente la filiera commerciale, fino alle strutture e ai soggetti del processo produttivo/distributivo dai quali hanno tratto origine le speculazioni. 

In tale ambito, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria 10 soggetti per il reato di manovre speculative su merci e sono stati sequestrati oltre 20.000 beni, alcuni dei quali commercializzati al pubblico con ricarichi sino al 310% rispetto al prezzo di acquisto.

Nel complesso, durante l’emergenza epidemiologia da COVID-19, la Guardia di Finanza della Liguria, unitamente alle altre Forze di Polizia, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento del contagio, attraverso l’impiego giornaliero di circa 100 militari.

Redazione

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