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Solidarietà | 26 giugno 2020, 11:35

Tutto pronto per l'impresa sportiva "Everesting": 52 volte il dislivello Casanova Lerrone-Garlenda per la Croce Bianca

Gli atleti Daniel Moretto, Davide e Giuseppe Di Maria e Corrado Petrucci copriranno un dislivello di 8848 m, pari al Monte Everest, per donare un defibrillatore alla Pubblica Assistenza

Daniel Moretto in allenamento (foto tratta dal suo profilo Facebook)

Daniel Moretto in allenamento (foto tratta dal suo profilo Facebook)

Era il 3 giugno quando su Savonanews annunciavamo, con larga anteprima, l’impresa sportiva di Daniel Moretto, ciclista e milite della Croce Bianca Albenga (leggi l’articolo QUI).

Ora questa data tanto attesa è arrivata: domani pomeriggio, a partire dalle 15:30, Moretto partirà da Casanova Lerrone e coprirà per ben 52 volte il tragitto tra la salita che porta a questo Borgo storico del XIII Secolo fino al ponte di Garlenda. Perché proprio cinquantadue salite e discese? Perché gli oltre 350 km coperti in termini di dislivello tra i due comuni corrispondono esattamente agli 8848 metri del Monte Everest, la cima più alta del nostro pianeta. Per questo motivo il progetto è stato battezzato “Everesting”.

La finalità è quella di dotare la Croce Bianca Albenga di un nuovo defibrillatore. Per questo motivo alla partenza sarà presente uno stand del sodalizio di Pubblica Assistenza che raccoglierà offerte da devolvere tutte a questa causa. Inoltre dalle 19 sarà attivato un piccolo punto di ristoro (senza assembramenti e nel pieno rispetto delle regole di sicurezza e distanziamento della Fase 2 di contrasto al Covid-19, tuttora in corso); anche in questo caso i proventi di panini, spuntini e bevande saranno investiti nell’acquisto del defibrillatore. Naturalmente, per chi fosse impossibilitato a partecipare anche solo per mangiare un panino sul posto, ricordiamo che la raccolta fondi prosegue anche per via telematica sulla piattaforma GoFundMe a questo LINK.

Moretto non sarà da solo, saranno ben quattro atleti a cimentarsi, come ci spiega lui in questa intervista della vigilia.

Moretto, come è nata l’idea del parallelismo con l’Everest?

“Il progetto ha preso forma durante il lockdown. In quel momento, non sapendo ancora quando si sarebbe potuti uscire di casa, avevamo deciso che tutto si sarebbe svolto pedalando sui rulli, fino a coprire appunto il dislivello di 8848 metri dell’Everest. Nel momento in cui è stato annunciato che in Fase 2 si sarebbero potute riprendere con le giuste cautele alcune attività sportive, abbiamo deciso di riconvertire il tutto su un tracciato vero”.

Quanti e quali saranno gli atleti che prenderanno parte all’iniziativa?

“Saremo quattro in tutto. Oltre a me parteciperanno Davide Di Maria, Giuseppe Di Maria e Corrado Petrucci. Non siamo in competizione, non ci sono limiti di tempo per portare a termine il percorso, non ci saranno un cronometro o una classifica. C’è una sola regola: non si deve dormire. Non smetteremo mai di pedalare. Ovviamente le nostre condizioni fisiche saranno costantemente monitorate dal personale della Croce Bianca presente sul tracciato per prevenire ogni rischio. Ovviamente possiamo fin da ora prevedere che la manifestazione si protrarrà fino al mattino di domenica 28”.

Quanto allenamento richiede un evento di questa portata?

“Per due mesi ci siamo allenati senza tregua, tutti e quattro, alzandoci alle prime luci dell’alba. Durante il lockdown pedalavamo in casa sui rulli dopodiché, rispettando gli aggiornamenti dei vari decreti ministeriali, gradualmente abbiamo iniziato ad allenarci sul territorio”.

Alberto Sgarlato

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