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Cronaca | 03 luglio 2020, 09:46

Donna anziana cade sul ponte di Grana ad Albissola. La figlia: "Mia madre si è fratturata un polso e tre costole ma in ospedale nessuno se ne è accorto"

Il racconto della figlia: "Mia madre aveva dei dolori atroci e non riusciva a respirare"

immagine di repertorio

immagine di repertorio

Una donna attraversa il ponte “Sandro Pertini” nella frazione albissolese di Grana, cade e si infortuna gravemente, ma dall’ospedale la rimandano a casa soltanto con un cerotto sulla fronte.

È successo nei giorni scorsi a B.M. (utilizziamo solo le iniziali per il rispetto della privacy).

La figlia ci racconta la dinamica della vicenda: “Quel ponte è davvero dissestato, tutto buche e dislivelli, a mia madre è bastato mettere un piede male e ha fatto una brutta caduta, a faccia in giù sull’asfalto. Non voglio neanche pensarci, ma in queste circostanze basta sbattere la testa e si può anche morire. Trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Savona, con tutto un fianco gonfio, è stata dimessa in breve tempo con una medicazione alla fronte”.

Prosegue la figlia: “Il giorno dopo, però, ha iniziato a gonfiarsi il polso in maniera preoccupante. Mia madre diceva che non era nulla, ma intanto piangeva dal male. Mi ha detto che, nonostante avesse sbattuto il braccio, nessuno le aveva fatto un esame radiologico. Così, dopo due giorni di sofferenza, l’ho riportata in ospedale. I raggi hanno rivelato una frattura al polso, ma alla prima visita subito dopo la caduta nessuno se ne era accorto”.

E la storia non è finita, come ci spiega ancora la figlia: “Mia madre non riusciva a respirare e a deambulare, ogni colpo di tosse era come una coltellata al petto, era costretta a dormire seduta sul divano perché sdraiata rischiava di andare in apnea. Siccome nella mia vita mi è capitato di fratturarmi una costola, ho riconosciuto i sintomi e ho insistito per portarla, altri due giorni dopo, ancora al pronto soccorso”.

“Ovviamente non mi hanno fatto entrare per rispetto delle regole sul Covid-19 – ci racconta ancora la figlia – ma vedevo che le ore passavano e tantissima gente continuava a passare davanti a mia madre, finché ho scoperto che era stata catalogata semplicemente come ‘codice bianco’, nonostante la gravità della situazione. Mia madre era distrutta dal dolore e non riusciva nemmeno a respirare, avrebbe potuto addirittura avere un polmone perforato. Ho chiamato subito il mio medico di base che mi ha suggerito di impormi e di puntare i piedi, così finalmente mia madre è stata fatta entrare e un esame radiologico ha rivelato ben tre costole rotte, passate inosservate nelle due visite precedenti".

Ecco l’epilogo della vicenda: “Sono andata a chiedere spiegazioni in Comune, facendo presente la grave situazione strutturale del ponte e, nonostante parole di solidarietà verso mia madre, dal comune hanno iniziato lo “scaricabarile”, dicendo che dovevano valutare se è responsabilità del Comune o di ANAS”.

La figlia conclude con un appello: “Vorrei che mia madre fosse risarcita per tutto quello che ha passato e vorrei anche che tutta quell’area in frazione Grana fosse messa in sicurezza, perché episodi come quello di mia madre potrebbero succedere a chiunque, magari con conseguenze ancora più gravi”.

A. Sg.

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