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Sanità | 03 luglio 2020, 17:15

Uil-Fpl: "La Regione non intende retrocedere con la privatizzazione degli ospedali, ma le criticità sono troppe"

Dalle segreterie territoriali del sindacato una critica ad Alisa: "Una struttura dai costi elevati e dalla quale ci aspetteremmo molto di più"

Uil-Fpl: "La Regione non intende retrocedere con la privatizzazione degli ospedali, ma le criticità sono troppe"

I segretari territoriali Cinzia Guanci e Franco Bertolo, delle Segreterie Territoriali Uil-Fpl del Ponente Ligure, tracciano una serie di considerazioni sui più recenti sviluppi legati alla sanità.

Spiegano Guanci e Bertolo: "Con la presente volevamo riprendere ed approfondire alcune tematiche riportate nel precedente articolo (leggi QUI) iniziando dalle criticità legate alla sanità privata. I vertici Regionali infatti non intendono retrocedere dalla loro intenzione di privatizzare alcuni ospedali del territorio, nonostante l’evidente criticità che si è riscontrata in questo periodo emergenziale soprattutto in quelle Regioni (vedi ad esempio la Lombardia) dove questo modello organizzativo si è già intrapreso da alcuni anni.

In Liguria ed in modo specifico presso le Asl del Ponente si è comunque riusciti ad agire in modo più efficace, anche se con grosse difficoltà, solo perché la nostra organizzazione sanitaria, ancora fortemente pubblica, si è mobilitata per convertire intere strutture in COVID-19. In alcune realtà, come quella dell’Ospedale di Albenga , l’Asl2 ha creato una collaborazione con il Policlinico di Monza. Collaborazione che si è attuata “utilizzando” il personale del Policlinico come personale ASL, per sopperire alla FOLLE carenza di figure sanitarie che negli anni si è verificata, forse proprio per non far funzionare come dovrebbe la sanità pubblica a beneficio di questo percorso verso il privato che avrebbe dovuto risolvere i problemi della Sanità Ligure.

La carenza di personale è stata inoltre affrontata reperendo professionalità prevalentemente di Oss e Infermieri con assunzioni a tempo determinato, togliendoli di fatto dalle strutture socio sanitarie come RSA (Residenza socio assistenziale), RP (Residenza Protetta) e Comunità già in grossa difficoltà in quanto, i livelli minimi assistenziali comunemente conosciuti come minutaggi, che stabiliscono il numero di personale necessario all’interno della Struttura, sono già notevolmente inadeguati per il fabbisogno degli utenti. Proviamo ad immaginare in una situazione di emergenza le difficoltà che hanno avuto le strutture dovendo gestire le continue defezioni del personale.

Ricordiamo che le realtà che accolgono gli utenti fanno parte del tessuto territoriale dell’assistenza sanitaria e purtroppo i numeri di decessi sono stati elevati e molti di essi neanche riconducibili al Covid-19 a causa della carente determinazione tramite tampone. E’ impossibile non rilevare che i tamponi sono stati, soprattutto nella fase iniziale, carenti e discontinui anche per tutto il personale del comparto pubblico e privato.

Non dimentichiamo che la nostra Regione ha un’agenzia Alisa che DOVREBBE vigilare e supportare le ASL nella gestione sanitaria e che ha un costo MOLTO ELEVATO, dalla quale ci aspetteremmo dei risultati diversi, forse potremmo fare delle riflessioni sulla possibilità di investire quelle risorse economiche direttamente nell’ambito sanitario pubblico. Anche sulle gare d’appalto che li vede attori protagonisti, non mancano i ricorsi basti pensare alla diatriba sull’ospedale di Albenga che vede due ricorsi già vinti dal Policlinico di Monza e l’assessore ha già manifestato l’intenzione di un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato. Queste procedure si ripercuotono sui cittadini non solo da un punto di vista economico ma anche da un punto di vista sanitario visto che l’ospedale di Albenga da qualche anno subisce un depauperamento continuo.

Come organizzazione sindacale ci sentiamo di rivendicare degli appalti equi e funzionali perché sono ancora troppi gli appalti al ribasso, chiediamo di mettere in primo piano le reali esigenze degli utenti permettendo così al personale coinvolto di poter lavorare in modo più dignitoso ed efficace, in quanto basti pensare al servizio ausiliario, ormai completamente esternalizzato, che per essere eseguito ha dei tempi veramente insufficienti.

Concludiamo ricordando ai nostri amministratori regionali che gli utenti, che spesso sono OBBLIGATI a rivolgersi a strutture ospedaliere dislocate su tutto il territorio che la situazione viaria in Liguria è pessima e non trova soluzione migliorativa neanche nei mezzi di comunicazione alternativi (es. ferrovia). Forse i nostri amministratori regionali potrebbero confrontarsi o chiedere ai loro punti di riferimento nazionali una maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini perché non basta suonare ad un citofono per risolvere i problemi che tutte le famiglie stanno affrontando soprattutto in questo delicato momento.

Ricordiamo che in questo periodo TUTTO IL PERSONALE pubblico e privato ha dato dimostrazione di grande abnegazione e professionalità, che come sempre, viene ricordato ed evidenziato nel momento del massimo bisogno ma troppo presto dimenticato.

La nostra organizzazione non solo li ringrazia ma è fiera di rappresentarli".

Comunicato stampa

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