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Economia | 08 luglio 2020, 15:32

Dl Rilancio, i balneari: "Confermati i 15 anni per le imprese ma tradite ancora una volta le aspettative dei pertinenziali"

Continua l'impegno del Sib per la tutela della balneazione attrezzata italiana

Antonio Capacchione (SIB)

Antonio Capacchione (SIB)

Il 3 luglio scorso la V Commissione della Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità alcuni emendamenti proposti dal S.I.B. al decreto legge Rilancio per rafforzare il differimento di quindici anni della scadenza delle concessioni demaniali marittime e per eliminare i canoni pertinenziali.

“Abbiamo salutato positivamente questo risultato, ancorché parziale e con alcune criticità, immediatamente evidenziate” – ha affermato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio.

Ieri, a seguito di alcuni rilievi da parte della Ragioneria dello Stato, a nostro avviso del tutto infondati, i Relatori del provvedimento hanno presentato, inaspettatamente, un emendamento per ritirare tutto quanto convenuto da tutte le Forze parlamentari in favore degli imprenditori balneari.

Ci siamo attivati immediatamente e tempestivamente per evitare che ciò accadesse.

“Constatiamo che, se da una parte è stato opportunamente e doverosamente confermato il rafforzamento normativo del differimento della scadenza al 2033 delle concessioni demaniali marittime vigenti - ha continuato Capacchione - dall’altra è stato, purtroppo, ritirato tutto quanto convenuto in favore dei pertinenziali”.

Per l’ennesima volta, si è perpetrata una ignobile ingiustizia verso la parte più debole della nostra categoria.

Ciò è inaccettabile e intollerabile!

Ci auguriamo che si ponga immediatamente rimedio a questo grave errore in danno di circa 300 famiglie che da 13 anni sono vessate, perseguitate e maltrattate dalle nostre Istituzioni.

Continuiamo con forza e determinazione nell'impegno per la tutela e messa in sicurezza giuridica ed economica della balneazione attrezzata italiana.

“Ringraziamo, ancora una volta, tutti i Parlamentari e le Forze politiche che sono al nostro fianco - ha concluso il presidente del S.I.B. - perché consapevoli che la difesa del lavoro balneare e delle 30 mila aziende familiari costituisce un interesse pubblico a tutela del ‘Made in Italy’ e della competitività del nostro Paese nel mercato internazionale delle vacanze.

Comunicato stampa

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