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Attualità | 27 luglio 2020, 12:44

Raspini sceglie la qualità italiana per i suoi prosciutti cotti: firmato un accordo con FDAI Coldiretti

Le carni verranno scelte da produzioni delle filiere agroalimentari italiane per garantire origine e tracciabilità

Roberto Moncavlo e Umberto Raspini

Roberto Moncavlo e Umberto Raspini

I Prosciutti Cotti Alta Qualità a marchio Raspini e Rosa saranno firmati dagli Agricoltori Italiani con il marchio FDAI evidenziato nella confezione, per garantire al consumatore, l’italianità di tutti gli attori della filiera.

Si è infatti svolto, mercoledì 22 luglio 2020, presso la sede Raspini S.p.A. di Scalenghe (TO), l’incontro per la sottoscrizione dell’accordo tra l’azienda piemontese e FDAI /COLDIRETTI a cui hanno preso parte Stefano Albertazzi, Direttore Generale Filiera Agricola Italiana, Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti Piemonte e Umberto Raspini, Presidente e Amministratore Delegato della Raspini SpA.

Un traguardo importante, uno di quei momenti che entrano di diritto nella storia di un’azienda: i prosciutti Cotti di Alta Qualità Raspini e Rosa sono stati scelti, a livello nazionale all’interno del mercato dei cotti, come prodotti che rappresentino quei principi fondamentali che il progetto FDAI intende valorizzare: le produzioni delle Filiere Agroalimentari Italiane, che garantiscono origine e tracciabilità.

Il primo prodotto, che si fregia di questa importante distintività, è il Gran Paradiso Raspini, prosciutto cotto ottenuto con l’impiego di sole carni italiane, accuratamente selezionate. I Maestri Salumieri della Raspini mettono a frutto la capacità di saper fare con estrema cura, una lavorazione che preservi tutte le espressioni sensoriali del prodotto, iniziando con una ricetta corta ottenuta solo con l’impiego d’ingredienti naturali e proseguendo con 72 ore di massaggio delle carni, 24 ore di lenta cottura a vapore e 2 settimane di riposo. Il Gran Paradiso sarà disponibile, nel distintivo formato intero e facilmente riconoscibile per il suo stampo che ricorda la legatura a mano e nelle vaschette pronte al consumo. Che dire, una vera eccellenza assolutamente da gustare.

“Questo accordo commerciale è un primo importante strumento che segue il decreto a livello interministeriale per il via libera all’etichetta d’origine dei salumi Made in Italy – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – e testimonia il nostro impegno e quello di chi crede nel territorio, come Raspini, e intende valorizzare le produzioni locali. In questo modo, infatti, l’azienda si è impegnata ad utilizzare e valorizzare ulteriormente i suini piemontesi. La filiera suinicola piemontese, d’altronde, conta circa 3 mila aziende, un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale. Questo progetto di filiera, su cui abbiamo lavorato negli ultimi mesi, è un passo decisivo che conferma un impegno comune per garantire agli allevatori una reale valorizzazione dei suini Made in Piemonte ed al consumatore finale una elevata qualità del prodotto”.

“L’accordo firmato, è per la nostra azienda un momento estremamente importante, che conferma il percorso che da sempre portiamo avanti” – commenta, a margine dell’incontro, Umberto Raspini – Presidente e Amministratore Delegato della Raspini SpA – “la nostra azienda si fonda infatti su una filosofia che mette al primo posto la qualità della materia prima, il valore del territorio, nel quale lavoriamo, e i suoi prodotti. Un accordo quindi, che è la naturale prosecuzione di quanto fatto fino a oggi dalla Raspini Salumi. Ma anche un passaggio che consolida, in modo tangibile e concreto, l’importanza della nostra Filiera, quel filo che nasce dai produttori e arriva fino al consumatore”.

Comunicato stampa

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