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Al direttore | 29 luglio 2020, 07:58

Lettera al direttore: "La bretella Albenga-Predosa un pericolo incombente"

Castellazzi (Verdi savonesi): "L'opera autostradale nei programmi di Giovanni Toti e dei suoi sostenitori. Forte preoccupazione per il dissesto idrogeologico nell'entroterra finalese"

Lettera al direttore: "La bretella Albenga-Predosa un pericolo incombente"

"Giusto mettere in evidenza il grande successo, in questi ultimi anni, del turismo outdoor e come questo abbia rappresentato per l'economia un flusso positivo in costante crescita ed è un dovere preservare il contesto territoriale che consente questi risultati, ma non bisogna abbassare la guardia e l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) parla chiaro: 'La pericolosità idraulica di gran parte del territorio savonese è un dato reale che dovrebbe far mantenere alta l'allerta e la Liguria si posiziona come quarta Regione italiana dove il dissesto idrogeologico è più attivo dopo Valle d'Aosta – Trentino e Campania'.

Nonostante questo dato allarmante, nell'intenzione programmatica di Toti e dei suoi sostenitori  rimane ben chiara la volontà di realizzare l'autostrada Albenga-Carcare-Predosa. Poche settimane fa al “Tavolo di lavoro” dell'Unione Industriali di Savona, il Presidente della Regione Liguria - volendo mettere a sistema le indicazioni delle aspettative territoriali - accostava la necessità di “mettere in sicurezza in maniera strutturale il territorio” con la “necessità di realizzare l'infrastruttura autostradale Albenga-Predosa”. Una palese contraddizione  evidenziata dai dati sopra citati.

La “bretella autostradale” (un progetto il cui costo di realizzazione ammonta a circa 3 miliardi di Euro) andrebbe a devastare l'entroterra Finalese, in particolare alcune aree protette di elevato interesse ambientale, a partire dal comune di Rialto, facendo aumentare notevolmente il “rischio idraulico” anche nei Comuni confinanti coinvolti dallo sventramento di rilievi e dalla distruzione di intere vallate attraversate dai numerosi viadotti (secondo un progetto peraltro non definitivo, che ha già visto diverse modifiche e in attesa di un obbligatorio “dibattito pubblico”L.R.16/2/2016).

Il rischio è concreto perchè la fattibilità del progetto è ormai da molti anni nelle mani  della Società “ALGACE” (Albenga Garessio Ceva Spa) costituita l'11 maggio 1967, con proprio capitale sociale, da circa 50 Enti Pubblici (durata fino al 2065) e collegata Autofiori- Gruppo Gavio. Il prossimo bilancio ALGACE-Spa, che come ogni anno dal 1967 ne pubblica i dividendi, verrà presentato il 31/12/2020.

Non solo gli “ambientalisti” sono fieramente contrari a questa opera devastante, ma anche nel recente passato i Comuni di Giustenice-Rialto-Orco Feglino-Calice Ligure e Finale Ligure, alla presentazione del progetto hanno dichiarato (con Delibere dei rispettivi Consigli comunali) che “quest'opera non risolverebbe il problema dei trasporti e andrebbe invece a distruggere l'ambiente e l'economia dell'entroterra”.

Non è questione di “opinioni”: i Verdi prendono in considerazione i dati scientifici analizzati dal Prof. Willi Husler (ingegnere civile, docente universitario, specializzato in pianificazione e organizzazione dei trasporti, membro dell'Associazione professionale degli ingegneri dei trasporti Svizzeri) il quale si è dichiarato decisamente contrario a quella proposta di “bretella” rilevando come la domanda di mobilità lungo la direttrice Ceva-Savona-Riviera di Ponente, negli ultimi 60 anni, sia stata soddisfatta potenziando solo il trasporto su gomma dimenticando le grandi opportunità di un corretto ed efficiente trasporto ferroviario.

Inoltre i cantieri dell' autostrada “occuperebbero” le valli per almeno 10 anni: di conseguenza  il turismo legato all'outdoor andrebbe altrove, forse si perderebbe per sempre e le numerose imprese ricettive (B&B, agriturismi, attività commerciali, ecc.) dovrebbero cessare le loro attività.

A questo punto è evidente che se si vuole puntare con maggiore impegno e determinazione sull’outdoor, non si può al contempo decidere di distruggere le vallate dei torrenti Pora e Aquila e della valle di Giustenice: tutti luoghi d’elezione per la pratica delle discipline sportive (mountain-bike, arrampicata, trekking, ecc.).

Sempre secondo il Prof. Husler, tutto ciò per avere un risparmio di soli 13 chilometri sull’attuale percorrenza senza risolvere nulla (i picchi di traffico resteranno invariati in quanto costruendo un’altra autostrada arriverebbero più macchine che, come sempre, andrebbero via la domenica sera o il lunedì mattina).

I turisti, non solo quelli stranieri, sceglierebbero volentieri le linee ferroviarie  se solo ci fosse un servizio di treni adeguato sui collegamenti tra Piemonte e Liguria"

Il portavoce dei Verdi della provincia di Savona,

Gabriello Castellazzi.

Lettera firmata

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