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Eventi | 08 agosto 2020, 13:44

"Il Terrore nell'arte": auditorium gremito a Finalborgo per ascoltare Lorenzo Soave

Una coinvolgente pièce tra teatro e divulgazione culturale, attraverso millenni di arti figurative

"Il Terrore nell'arte": auditorium gremito a Finalborgo per ascoltare Lorenzo Soave

Grande partecipazione di pubblico, ma tutto disciplinato, ben distanziato e con mascherina, nel pieno rispetto delle norme di contenimento del Covid-19, ieri sera all’interno dell’Auditorium di Santa Caterina a Finalborgo, per la presentazione del saggio “Il terrore nell’arte”, di Lorenzo Soave.

Nel mondo culturale italiano Soave è un esperto pienamente riconosciuto, curatore anche di molti progetti dedicati alla tutela e valorizzazione museale. “Visitate i musei, visitate le mostre, viaggiate, osservate i monumenti” è stato il suo messaggio al pubblico a fine serata.

Nei suoi studi, Soave ha scelto un tema decisamente suggestivo per questa sua opera: la ricerca di immagini dai contenuti palesemente “orrorifici”. Il risultato è un saggio che si “beve” come un romanzo, pubblicato da Palombi Editore, casa editrice con oltre un secolo di storia (fu fondata nel 1914) e specializzata in libri d’arte e d’architettura, che ha ben valorizzato lo scrupoloso percorso condotto dall’autore, grazie a una qualità di stampa molto elevata e immagini tutte a colori (cosa rara al giorno d’oggi).

Ma Soave ha fatto di più: visto che, come abbiamo appena detto, questo testo di saggistica può appassionare come un romanzo, perché non portarlo a teatro?

Soave è intervenuto personalmente sul palco dividendo la sua ricerca sostanzialmente in tre grandi macrocontesti: uno storico, partendo dalle incisioni rupestri del Paleolitico Superiore e passando attraverso il Medio Evo, gli Illuministi, fino ad arrivare ai giorni nostri; uno geografico: dalle grandi civiltà del passato, come gli Egizi, allo stile dei pittori fiamminghi, passando per Caravaggio, per Munch, per i primi fotografi; il terzo, infine, il più importante di tutti, quello per aree tematiche: ogni capitolo del libro diventava pariteticamente un “capitolo” sul palco. E scopriamo così quali sono i fenomeni (che oggi raggrupperemmo sotto la definizione di “paranormali”) che hanno fatto più paura alla razza umana nel corso dei millenni: le mostruosità e deformità fisiche intese come punizione divina, la vita dopo la morte, sia essa vista in ottica di paradiso e inferno, di dèmoni, di fantasmi o di poltergeist, i lupi mannari, i vampiri, le streghe, temibili alleate del maligno, l’arrivo di presenze aliene sul nostro pianeta.

A volteggiare con sinuosa grazia attorno all’autore sul palco una misteriosa figura femminile mascherata che, con movenze tra il teatro e la danza contemporanea, impersonava di volta in volta un ibrido umano/animale, la morte, il licantropo, il vampiro e tante altre figure inerenti le varie tappe dell’opera. Solo alla fine dello spettacolo scopriremo che si tratta di Luisa Zanoli, docente di espressione corporea, sempre eccellente nelle sue interpretazioni.

Non vogliamo svelare nulla né del libro, né dello spettacolo teatrale, perché ovviamente la condizione ideale è acquistare l’uno e assistere all’altro. Ma solo per fare qualche esempio… Sapevate che nelle pitture rupestri si vedono i nostri antenati al cospetto di presenze umanoidi molto più alte e longilinee? Sapevate che nei bassorilievi egizi si riconoscono tre sagome identiche a un elicottero, un carro armato e una navetta spaziale come le progetteremmo oggi? Sapevate che Dracula è esistito per davvero e fu Vlad l’impalatore, Principe di Valacchia? Sapevate che un tempo si usavano delle “miniature” strutturate in vignette per informare la gente come oggi faremmo con i quotidiani e in una miniatura medievale si vedono nei vari disegni in sequenza tutte le tappe della cattura, tortura e decapitazione di un licantropo?

I vari capitoli erano introdotti ciascuno da una “sigla” su maxischermo che citava i grandi classici del cinema di tutti i tempi: dal Nosferatu di Murnau a “Un lupo mannaro americano a Londra” di Landis, da “L’Esorcista” di William Friedkin a “Incontri ravvicinati del III tipo” di Steven Spielberg. Ricordiamo a tal proposito il ruolo importante svolto dall’assistenza audio-video-luci da parte di Cisque Service di Lorenzo Vicino.

Al termine dell’evento, brevi parole di ringraziamento da parte di coloro che hanno reso possibile tutto questo: oltre ai due protagonisti sul palco, i già menzionati Lorenzo Soave e Luisa Zanoli, anche Stefano Sancio, da 25 anni organizzatore della rassegna culturale estiva “Un libro per l’estate”, Sara Badano, curatrice della tappa finalborghese de “Il terrore nell’arte” e l’editore Francesco Palombi, che con sincera passione porta avanti la tradizione di famiglia nel campo delle pubblicazioni artistiche e culturali di eccellente livello.

A. Sg.

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