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Attualità | 11 agosto 2020, 11:22

Goletta Verde di Legambiente, nel savonese 5 punti monitorati e 2 inquinati

Sono due punti alla foce del Centa ad Albenga e alla foce del Quiliano a Savona. Ok le foci di Maremola e Pora a Pietra e Finale, oltre a un canale sul lungomare Diaz a Ceriale

Goletta Verde di Legambiente, nel savonese 5 punti monitorati e 2 inquinati

Degli 11 punti monitorati sulla costa, 5 risultano oltre i limiti di legge, giudicati “inquinati”. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare.

È questa in sintesi una fotografia scattata lungo le coste di Ponente della Liguria da un team di tecnici e volontari di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. I dati seguono quelli già presentati al pubblico sulla Liguria di Levante in cui su 12 punti analizzati, 4 sono risultati “fortemente inquinati”.

Per la prima volta quest'anno la Goletta non segue il classico itinerario coast to coast a bordo dell'imbarcazione, che si prende una piccola pausa nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia. Il viaggio ideale lungo la Penisola vive infatti di una formula inedita, ma che ugualmente punta a non abbassare la guardia sulla qualità delle acque e sugli abusi che minacciano le coste italiane.

La 34esima edizione di Goletta Verde vede come partner principali CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Partner sostenitore è invece Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio. La campagna 2020 è inoltre realizzata con il contributo di Fastweb. Media partner è la Nuova Ecologia.

È bene ricordare che il monitoraggio di Legambiente non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari, prendendo prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi e torrenti, rivi, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. Le località costiere, inoltre, spesso pagano problematiche che si estendono fino ai comuni dell'entroterra. La denuncia sulle carenze depurative da parte di Legambiente vuole provare a superare questo deficit cronico, anche per tutelare il turismo e le eccellenze dei territori. Il monitoraggio delle acque nella Liguria di Ponente è stato effettuato il 3 e il 4 agosto scorsi, da volontari e volontarie dell'associazione.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Sulla costa di Ponente in Liguria sono stati 5 i punti monitorati in provincia di Savona. Due di questi sono risultati “inquinati”: si tratta di un punto alla foce del fiume Centa nel Comune di Albenga e di un punto alla foce del fiume Quiliano a Savona. Gli altri tre punti risultano entro i limiti e sono il punto alla foce del torrente Maremola nel Comune di Pietra Ligure, il punto alla foce del fiume Pora a Finale Ligure e il punto alla foce del canale sul lungomare Diaz a Ceriale.

Sono stati invece 6 i punti indagati in provincia di Imperia, tre dei quali “inquinati”, 5 in provincia di Genova, di cui 3 risultati “fortemente inquinati”, e infine 7 i punti indagati in provincia di La Spezia, con uno solo di questi risultato “fortemente inquinato”.

"Le analisi delle acque costiere del ponente ligure - commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria - confermano una situazione divenuta purtroppo cronica per tutta la regione. Che si tratti di canali, rivi, torrenti o fiumi quando la loro portata d'acqua è sufficiente a raggiungere le coste delle città più grandi o le aree marine protette, le spiagge ed il mare dei borghi costieri, sfociando trasportano un carico batteriologico inquinante.

E' su questi sistemi ecologici che bisogna accelerare i controlli, indagando e approfondendo in modo puntuale la ricerca sui luoghi di immissione di scarichi abusivi, condotte che perdono, mancata manutenzione e scarsa depurazione perché questi sono i principali indiziati dell'inquinamento costiero che abbiamo rilevato.

Invitiamo gli enti preposti il cui territorio comunale ricade lungo i corsi d'acqua, dalla costa all'entroterra, anche aggregandosi tra loro, ad effettuare analisi suppletive, in modo da identificare, isolare e intervenire sui punti problematici che verranno rilevati".

Redazione

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