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Alassino | 16 agosto 2020, 16:59

Un lettore: "Mia figlia in un locale ad Alassio ad una cena senza sicurezza"

"Mia figlia per Ferragosto con una ventina di amici ha prenotato una cena in un noto stabilimento balneare adibito a locale. La cena a detta degli organizzatori sarebbe stata servita al tavolo con le norme anti Covid..."

Un lettore: "Mia figlia in un locale ad Alassio ad una cena senza sicurezza"

Da un nostro Lettore riceviamo e pubblichiamo questa lettera:

Sono un turista che da anni con la  famiglia si reca in liguria per trascorrere le vacanze, precisamente ad Alassio. Si parla molto in queste ore di norme anti Covid e di inviti ai giovani di rispettare le regole nei locali, ma l'esperienza che le sto per descrivere è completamente opposta.

Ieri sera mia figlia per Ferragosto con una ventina di amici ha prenotato una cena in un noto stabilimento balneare adibito a locale. La cena a detta degli organizzatori sarebbe stata servita al tavolo con le norme anti Covid garantite grazie ad un numero di prenotazioni ridotte rispetto all'ampiezza del posto.

Giunti al locale, però, gli addetti hanno comunicato che le sedie non erano arrivate e che tutti si sarebbero dovuti sedere sulle sdraio servendosi a buffet (modalità che mi risulta proibita per le norme anti Covid).

In più nessun controllo all'ingresso (temperatura, numeri telefono) e praticamente nessuno con la mascherina. Anche la garanzia di sicurezza non è stata rispettata, con molte più persone del consentito. 

A seguito di telefonata di mia figlia che mi chiedeva di andarla a prendere per non correre inutili rischi, Segnaliamo a quel punto alla polizia la situazione, ma ci viene risposto che avrebbero forse controllato oggi (?). Telefoniamo a questo punto al locale che in un primo momento cerca di difendersi dalle critiche in maniera sterile. Tanto che a breve ci richiama il proprietario proponendoci di restituire la somma della cena a mia figlia e ai suoi amici barattando la salute con i soldi che non accettiamo e il nostro silenzio, dietro la nostra volontà di segnalare l'accaduto ai social o ai giornali. 

Come è possibile che si sia data la possibilità di organizzare serate simili senza controlli immediati e dopo mesi di quarantena dove la gente ha fatto sacrifici rimanendo in casa e perdendo anche posti di lavoro?

Che insegnamento possiamo offrire ai giovani se nonostante le loro segnalazioni non ci sono conseguenze per questi locali, ma solo per la collettività con possibili e probabili nuovi e limitanti restrizioni che potrebbero provocare nuove chiusure per le scuole e nuovi e pesanti danni per tutta la nostra economia?

Stefano B.

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