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Attualità | 06 settembre 2020, 11:48

Cairo, presunti insulti razziali a una ragazza. Il sindaco Lambertini: "Falsità che hanno leso lei e tutti i cairesi"

Il primo cittadino smonta definitivamente le polemiche seguite alla visita del leader della Lega Salvini in città: "La comunità cairese è stata additata come razzista quando non lo è e non lo è mai stata"

Cairo, presunti insulti razziali a una ragazza. Il sindaco Lambertini: "Falsità che hanno leso lei e tutti i cairesi"

Il primo cittadino di Cairo Montenotte Paolo Lambertini prende posizione a nome dell'Amministrazione comunale in risposta alle polemiche seguite alle notizie di stampa a margine della visita del leader della Lega Salvini in città.

"Carissimi cittadini, permettetemi di intervenire in merito alle polemiche intorno a quanto sarebbe accaduto il giorno 1 settembre scorso in relazione a presunti insulti razziali a una ragazza cairese - le parole del sindaco - Premetto subito che in generale, prima di formulare giudizi e affermazioni su fatti, è sempre doveroso prima di tutto accertare le informazioni, anche quando sono riportate da organi di stampa o social media. Trovo grave, pericoloso e triste che un avvenimento riportato sui social sia subito considerato 'oro colato' e da lì si formulino giudizi, sentenze e perfino insulti, senza che ad alcuno venga in mente di verificare la veridicità di queste informazioni".

"Detto questo, in merito al presunto avvenimento, come Amministrazione comunale abbiamo immediatamente sentito le persone interessate, anzitutto le Forze dell’Ordine, verificando che non c’è stato da parte di nessuno alcun insulto razzista verso la ragazza, la quale non è stata 'scortata' ma semplicemente accompagnata a casa e che via Roma risultava ormai libera da ogni forma di assembramento e che pertanto non c’è stato alcun problema affinché la ragazza potesse raggiungere la sua abitazione - continua Lambertini - Per quanto mi riguarda ritengo che il caso si possa chiudere qui, prima di tutto nel rispetto della ragazza e poi di tutta la comunità cairese che è stata additata come razzista quando non lo è e non lo è mai stata, né in questa circostanza né mai in precedenza, sempre dimostrandolo nei fatti e nelle azioni e non con affermazioni o slogan vuoti e ipocriti".

"Una cosa mi permetto di chiedere a tutti: verifichiamo sempre che quello che ci viene raccontato sia vero e non frutto di invenzioni, magari create ad arte per alzare polveroni, per screditare una o l’altra parte politica. Molti si sono sentiti in diritto di manifestare indignazione, perfino schifo per azioni che non sono successe. Sarebbe giusto e doveroso che gli stessi provassero e manifestassero gli stessi sentimenti verso chi ha ricamato e inventato, comunicando falsità che hanno leso sia la ragazza sia tutti i cairesi. La costruzione e la crescita di una Comunità deve passare dalla lealtà e dalla ricerca del vero" conclude infine il sindaco di Cairo Montenotte.

redazione

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