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Sanità | 10 settembre 2020, 10:56

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri: "Mancano dottori specialisti e di medicina generale"

Le preoccupazioni del presidente (dottor) Luca Corti: "Situazione nota da parecchio tempo. Se non si porrà rimedio, nei prossimi anni assisteremo ad una drastica riduzione dei servizi ospedalieri"

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri: "Mancano dottori specialisti e di medicina generale"

"Da ormai molto tempo il Sistema Sanitario Nazionale risente della gravissima crisi dovuta alla carenza di medici specialisti. La situazione è nota da anni, segnalata dalla FNOMCeO e da vari sindacati medici da almeno 10 anni se non di più. Nel 2010, nel corso di un importante congresso tenutosi a Savona vi fu un’importante relazione presidente della FNOMCeO dott. Amedeo Bianco che presentava le proiezioni della curva di decremento dei medici per gli anni successivi con estrema preoccupazione. Bene negli anni successivi ci siamo ora, i dati presentati nel 2010 dal Dott. Bianco ora sono reali, non sono più delle previsioni ma realtà, confermando la precisione dei calcoli eseguito 10 anni fa". 

Cosi commenta in una nota il dottor Luca Corti, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Savona. 

"Tutti i precedenti governi hanno mostrato non solo indifferenza verso il problema ma, a mio parere, sono ampiamente e dolosamente responsabili della attuale e drammatica situazione. La carenza di medici specialisti è oramai una emergenza nazionale come riportato da un’interessante studio dell’ANAAO che rileva come vi sia stato “un totale fallimento della programmazione del numero degli specialisti” nelle varie regioni e nelle varie discipline. A questo si aggiunge anche la errata programmazione delle borse di studio necessarie per accedere al corso di formazione per Medici di Medicina Generale". 

"A fronte di più di 10.000 laureati per anno le borse di studio non sono sufficienti per tutti, negli anni si è formato un serbatoio, che noi chiamiamo “limbo”, di medici non specialisti che si calcola sia di almeno 13.000 che non possono entrare a far parte dell’organico del SSN perché privi di diploma di specializzazione o del corso di formazione per la medicina generale - prosegue - A questo va aggiunta la scarsa attrattività della nostra professione in particolare per alcune specializzazioni che sono maggiormente in crisi come la Medicina d’Urgenza ed Emergenza che nel 2018 vedeva solo il 32% di assegnazione dei posti disponibili, Anestesia e Rianimazione il che aveva il 40% di assegnazione, la Chirurgia Generale con il 31%, alcune altre più ambite, perché sicuramente più remunerative e che permettono di lavorare in libera professione o nel privato convenzionato hanno invece una percentuale di assegnazione dei posti vicina al 100% come la Chirurgia Plastica, Oculistica, Dermatologia". 

"Per quanto riguarda la situazione nella nostra regione e nella nostra provincia si sottolinea che a causa della carenza di medici specialisti e di medici che abbiano completato il corso di formazione in Medicina Generale non si sono potute assegnare tutte le zone carenti di quest’ultima e che sempre più spesso i concorsi per assumere medici ospedalieri, in particolare nelle branche più in crisi come l’emergenza, o vanno deserti o vedono la partecipazione di uno solo o due medici. Un recente studio eseguito da uno dei principali sindacati dei medici ospedalieri prevede per la Liguria, nel periodo 2020-2025 una carenza di 853 specialisti: 98 per la Medicina d’Emergenza, 99 per Anestesia e Rianimazione, 84 per la pediatria, 63 per la Psichiatria per elencarne solo alcune". 

"Inoltre la recente epidemia di CoVid 19 ha ancora peggiorato la situazione imponendo, come da direttive ministeriali, modalità di lavoro molto più impegnative per tutto il personale sanitario (basti pensare ai percorsi separati per pazienti “sospetti” e non sospetti” rallentamenti ne lavoro, necessità di maggior personale e gravi difficoltà nelle attività ambulatoriale e programmate oltre che a quelle di emergenza. Queste difficoltà naturalmente non riguardano solo l’Ospedale ma anche, in maniera importante, la Medicina Generale e la Pediatri di Libera Scelta nonché tutte le attività territoriali". 

"Se non si porrà rimedio immediatamente a questa situazione già notevolmente deteriorata nei prossimi anni assisteremo ad una drastica riduzione dei servizi ospedalieri e, forse, alla chiusura di molti ospedali o al loro ridimensionamento ma vedremo anche la pressoché scomparsa dei Medici di Medicina Generale (i medici di famiglia) che nei prossimi 5 anni perderanno, per pensionamento cita 14.000 professionisti, lasciando probabilmente 14.000.000 di italiani senza il medico (dai FIMMG)" conclude. 

Comunicato stampa

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