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Politica | 17 settembre 2020, 12:46

Regionali, Niero (Pd): "Una Liguria sociale con un piano di riforma del settore"

"Parlo del volontariato, delle associazioni, del Terzo Settore, ma anche di cooperative e pubbliche assistenze: sono un grande patrimonio umano e di professionalità"

Regionali, Niero (Pd): "Una Liguria sociale con un piano di riforma del settore"

"Se sarò eletto in Regione sono pronto ad un piano di riforma su tutto il macro-settore del Sociale, parlo del volontariato, delle associazioni, del Terzo Settore, ma anche di cooperative e pubbliche assistenze: sono un grande patrimonio umano e di professionalità per la Liguria e tutto il savonese, che ha dato grande prova durante le fasi difficili dell’emergenza Covid". Cosi commenta Massimo Niero, candidato Pd alle prossime elezioni regionali. 

"Le pubbliche assistenze sono state a dir poco umiliate dall’amministrazione Toti, sono stati premiati i manager di Alisa e non i militi protagonisti di una assistenza sanitaria capillare e rischiosa: una vera vergogna che non dovrà mai più ripetersi. E poi serve una azione di supporto alle cooperative sociali che operano a vario livello, in una rete di servizi socio-sanitari, socio-educativi e alla persona essenziali nel nostro territorio e di aiuto per tante famiglie e comunità locali".

"Incentivare il volontariato, specie tra i giovani e nell’ambito del servizio civile, sostenere anche economicamente i contesti associativi di riferimento dei singoli territori deve essere un obiettivo della prossima amministrazione regionale - prosegue - Anziché dislocare risorse ad enti o simili sul piano burocratico e delle poltrone, i fondi a disposizioni dovranno essere indirizzati nel macro-settore del Sociale, anche per la formazione e occasioni di lavoro stabile". 

"L’ultimo Piano Integrato nel Sociale risale al 2013, da allora nessun cambiamento o riforma: ebbene è arrivato il momento di adeguare, anche a livello normativo, questo settore così importante per il territorio ligure e savonese. Un lavoro da fare coinvolgendo in prima persona tutti i soggetti, le realtà e gli operatori sociali. In questi anni poco si è fatto nel contrasto alla povertà e per l’inclusione sociale, per la tutela dei minori, delle persone con fragilità sociale e diversamente abili, e nelle complessive politiche per la non autosufficienza". 

"Quindi perché riformare questo settore? Perché in questo modo, e con una gestione differente delle risorse (tagliate dall’amministrazione Toti e dal centrodestra), possiamo operare concretamente per ridurre in maniera considerevole le diseguaglianze, aiutare i deboli e creare una Liguria all’insegna di una vera Giustizia Sociale" conclude Niero. 

Cpe

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