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Attualità | 22 settembre 2020, 11:38

La prelazione del Mibact sulla gallinara diventa un giallo: "Lo Stato ha esercitato il proprio diritto solo sulla villa degli anni '60"

Il legale rappresentante della parte cessionaria specifica: "L'isola e il convento benedettino rimarranno private. Come se si fosse comprato un solo appartamento in un intero condominio"

La prelazione del Mibact sulla gallinara diventa un giallo: "Lo Stato ha esercitato il proprio diritto solo sulla villa degli anni '60"

Nelle ultime settimane ha avuto ampio risvolto mediatico la scelta dei proprietari dell’Isola Gallinara, e degli immobili presenti sulla stessa, di cedere l’intero compendio ad un magnate ucraino.

"In questi giorni stanno uscendo numerosi articoli su varie testate giornalistiche con i quali si riferisce che lo Stato ha esercitato la prelazione e che l’Isola diventerà pubblica. Fino ad ora la parte venditrice aveva ritenuto di non intervenire sui giornali ma oggi le imprecise e/o errate notizie apparse impongono, per dovere di verità e corretta informazione, alcune precisazioni".

Ad affermarlo è l'avvocato Matteo Iato, legale novarese che rappresenta l'attuale proprietà dell'isola, che spiega: "Lo Stato italiano, e, più precisamente, il Ministero MiBACT, ha speso ben 8.013.952,48 euro per acquistare una 'villa' eretta negli anni ’60 dall’allora proprietario dell’isola e dunque priva di alcun particolare pregio storico. Non ha invece acquistato l’antico 'Convento dei Benedettini' questo sì, di elevato pregio storico né, soprattutto, l’Isola che è rimasta totalmente privata".

"Il consistente investimento dello Stato può praticamente paragonarsi a quello per l’acquisto di un appartamento in un condominio, senza l’acquisto del terreno circostante" ribadisce quindi il legale.

"L’isola, in sostanza, con le sue uniche peculiarità paesaggistiche e faunistiche, così come l’antico Convento dei frati, sono e rimarranno di proprietà privata e non di pubblico accesso e non potrà dunque essere liberamente visitata e percorsa nei suoi suggestivi sentieri. In compenso sono stati spesi oltre 8 milioni di euro prelevati dalle tasse dei cittadini, somma a cui dovrà aggiungersi altra ingente spesa relativa alle manutenzioni straordinarie per poter riavere servizi primari quali luce ed acqua " aggiunge.

"Sebbene il diritto di prelazione dello Stato non sia mai stato posto in dubbio, anzi la vendita era stata preannunciata tramite gli Enti locali e poi regolarmente notificata, non appare comprensibile un esercizio del diritto solo parziale e non sull’intero compendio così da poter davvero rendere pubblica l’Isola e le sue bellezze" conclude il rappresentante dei

Redazione

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