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Attualità | 26 settembre 2020, 09:41

Liguria terza in Italia per denunce relative a sospetti casi di riciclaggio. Savona seconda provincia in regione per casi ogni 100 mila abitanti

L'allarme lanciato dalla Cgia di Mestre: in provincia di Savona nel 2019 518 casi (187,6 ogni 100 mila abitanti). Record nella provincia di Imperia, terza a livello nazionale con 275,9 casi ogni 100 mila abitanti

Liguria terza in Italia per denunce relative a sospetti casi di riciclaggio. Savona seconda provincia in regione per casi ogni 100 mila abitanti

Per la Liguria è medaglia di bronzo nell'infelice classifica delle Regioni con più casi di sospetto riciclaggio di denaro di provenienza illecita; nella nostra regione invece il dato più preoccupante riguarda la provincia di Imperia con 275,9 casi ogni 100 mila abitanti, mentre Savona ne conta 187,6 piazzandosi in seconda posizione nella classifica regionale e tra le più alte nel nord-ovest.

L’allarme lo lancia l’Ufficio studi della Cgia, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre. Nel 2019 infatti, sono state segnalate all’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia oltre 105 mila operazioni sospette di riciclaggio ed è un nuovo primato nazionale.

Per sospetto riciclaggio si intendono i presunti illeciti che le organizzazioni criminali compiono attraverso il reinvestimento dei proventi economici derivanti da operazioni illegali in settori o aziende apparentemente 'puliti'. Nel primo quadrimestre 2020, inoltre, la Uif ha ricevuto 35.927 segnalazioni, con un incremento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. La conferma dell’importanza del giro d’affari delle organizzazioni criminali emerge anche dal numero di segnalazioni pervenute in questi ultimi anni all’Uif, struttura presente all’interno della Banca d’Italia. Operazioni economico-finanziarie sospette “denunciate” a questa Unità da parte degli intermediari finanziari (istituti di credito, uffici postali, notai, commercialisti, gestori di sale giochi, società finanziarie, assicurazioni, etc.). Le principali forme tecniche che nel 2019 hanno originato le segnalazioni alla Uif hanno riguardato, in particolar modo, i bonifici nazionali, i money transfer e le transazioni avvenute in contanti.

Secondo una stima su dati della Banca d’Italia ammonta a circa 170 miliardi di euro l’anno il fatturato ascrivibile all’economia criminale in Italia. Un capitale imponente che va 'conteggiato'senza gli introiti illeciti derivanti dai reati predatori come furti e rapine, ma anche dall’usura e le estorsioni. Lo scheletro di queste operazioni appare lecito poiché vi è un accordo tra il venditore e l’acquirente, ma la natura è tutt’altro che lecita. Tra il 2009 e il 2019 le segnalazioni all'Uif sono aumentate di oltre il 400%. Nel 2009 erano infatti, 21.066, a distanza di dieci anni, quindi l’anno scorso.  hanno raggiunto la quota record di 105.789. Su questi avvisi la Uif effettua degli approfondimenti che poi conteranno dell’analisi finanziaria compiuta dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e della Direzione Investigativa Antimafia (Dia). Tra le 105.789 comunicazioni arrivate l’anno scorso alla Uif, 104.933 (pari al 99,1%) hanno riguardano operazioni di riciclaggio. Pochissime, invece, le "denunce" che hanno interessato la presunta attività di terrorismo e proliferazione di armi di distruzione di massa.

A livello territoriale, le regioni più "colpite" nel 2019 sono state la Campania (222,8 segnalazioni ogni 100 mila abitanti), la Lombardia (208,1) la Liguria (185,3) e la Toscana (184). Quelle meno interessate, invece, sono state l’Abruzzo (115,7 ogni 100mila abitanti), l’Umbria (110,3) e la Sardegna (86,6). Il Piemonte ha fatto registrare 6.312 segnalazioni (144,9 ogni 100mila abitanti) e la Valle d'Aosta 198 (157,6 ogni 100mila abitanti). Rispetto al 2018, Sicilia (+26,3 per cento), Molise (+23,8 per cento) e la Basilicata (+17,4 per cento) sono state le regioni che hanno registrato le variazioni percentuali di crescita del numero di segnalazioni più importanti; mentre le uniche regioni in controtendenza sono state il Piemonte (-0,5 %), la Toscana (-1,6%), l’Umbria (-3,3%) e la Valle d’Aosta (-4,3%).

A livello di province, quelle che nel 2019 hanno registrato il più alto numero di segnalazioni giunte all’Uif ogni 100 mila abitanti sono state Prato (344,6), Milano (337,1), Imperia (275,9), Napoli (270,7), Trieste (235,8), Parma (225) e Caserta (209,4). La media nazionale è stata pari a 175,3. Le segnalazioni all'Uif riguardanti la provincia di Imperia sono state 590. Ed ecco i dati relativi alle alle province del Nord Ovest: Savona 518 (187,6 ogni 100mila abitanti), Genova 1.429 (169,9), Torino 3.605 (159,5), Aosta 198 (157,6), La Spezia 336 (153), Novara 549 (148,8), Cuneo 774 (131,8), Verbania 202 (127,6), Biella 218 (124,2), Alessandria 516 (122,5), Asti 262 (122,1), Vercelli 186 (108,8).

L’aumento delle segnalazioni di riciclaggio potrebbe trovare la causa nella mancata liquidità da parte delle aziende e anche dal mancato accesso al credito da parte delle banche. Non va escluso infatti, che chi non ha potuto accedere a mutui o prestiti si sia rivolto alle organizzazione criminali. Tra il giugno del 2011 (picco massimo di erogazione dei prestiti bancari alle imprese) fino allo stesso mese di quest’anno, infatti, le aziende italiane hanno subito una stretta creditizia pari a 250,5 miliardi di euro (-27 %). Se nelle imprese con più di 20 addetti la riduzione è stata pari a 196,7 miliardi (-26,1%), in quelle con meno di 20 la diminuzione è stata di 53,8 miliardi (-30,8%).

Redazione

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