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Politica | 26 settembre 2020, 09:06

Finale, no deciso alle nuove antenne in Santa Caterina da "Per Finale": "Si vende una bellezza per poco più di un caffè a cittadino all'anno"

Si delinea ampio il fronte del no alle nuove installazioni nel campanile del complesso finalborghese: "Il Comune non farà causa a se stesso: il sindaco non punti i piedi"

Finale, no deciso alle nuove antenne in Santa Caterina da "Per Finale": "Si vende una bellezza per poco più di un caffè a cittadino all'anno"

Era passata in sordina in un primo momento la notizia della posa in opera di un nuovo ripetitore per cellulari e per la rete internet all'interno del campanile del complesso monumentale di Santa Caterina in Finalborgo.

Nelle ultime settimane però l'accordo siglato da una compagnia di telecomunicazioni con l'amministrazione Frascherelli, che porterà nei prossimi dieci anni 180mila euro nelle casse comunali, è salito agli onori di cronaca, facendo anche timidamente capolino nella campagna elettorale di "Grande Liguria - Chiappori Presidente" per le regionali appena concluse.

Anche il mondo finalese, non solo politico, ha così spostato la sua attenzione sull'argomento. Contrari all'installazione si sono detti i Verdi, che hanno chiesto l'intervento della soprintendenza così come il presidente della sezione finalese dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri Giovanni Murialdo, ma anche le opposizioni.

A tal proposito è intervenuta Tiziana Cileto, capogruppo di "Per Finale": "Nonostante il sindaco la faccia complicata, la questione è molto semplice. Lui afferma che non si può dire no ad un'azienda di telecomunicazioni perchè è un'opera primaria, e se un'amministrazione interferisce e blocca la posa su un bene privato questa va in causa col Comune appunto. Ora viene da chiedersi: se il campanile è di proprietà del Comune, quest'ultimo farebbe causa a se stesso? Non credo" afferma sarcastica la consigliera di minoranza. 

"Non c'è il rischio di alcuna vicenda legale, a meno di un harakiri clamoroso" sottolinea quindi Cileto. Che poi prosegue: "A questo punto l'amministrazione si sta difendendo dietro al nulla, la proprietà non è del sindaco, ma dei cittadini tutti di Finale, e i soldi che potranno arrivare sono briciole laddove un avanzo di bilancio in epoca Covid è di 2 milioni di euro. Arriviamo a venderci una bellezza architettonica e storica per poco più di quel famoso caffè pro capite annuale che abbiamo risparmiato col no al referendum?".

"Credo poco sinceramente che si vadano ad investire quei proventi nel sociale, come ha detto il signor sindaco. Stiamo parlando piuttosto di una sua presa di posizione sulla quale punta i piedi" conclude la consigliera di minoranza.

Mattia Pastorino

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