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Cronaca | 28 settembre 2020, 13:50

Cairo, disposto il dissequestro della chiesa San Lorenzo: chiesta perizia psichiatrica per il responsabile dell'incendio

Le indagini dai carabinieri (supportati dai vigili del fuoco) avevano portato all'individuazione di un 44enne cairese

Cairo, disposto il dissequestro della chiesa San Lorenzo: chiesta perizia psichiatrica per il responsabile dell'incendio

Via libera al dissequestro dell'area. Questa la decisione del Pubblico Ministero Chiara Venturi in merito alla parrocchia di Cairo Montenotte che lo scorso 14 agosto aveva preso fuoco.

Le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Cairo Montenotte (supportati dai vigili del fuoco) avevano portato all’individuazione del responsabile, un 44enne cairese.

Proprio per chiarire se l'uomo sia capace o meno di intendere e volere, il Pm ha conferito l'incarico al perito il dottor Gabriele Rocca che effettuerà una perizia psichiatrica.

Il 44enne aveva specificato di essere andato in chiesa quel pomeriggio per accendere una candela, di essersi poi spostato in sacrestia e da lì il cero gli sarebbe caduto dalle mani provocando una grande fiamma. Avrebbe poi anche tentato di spegnere l'incendio invano.

Il racconto non aveva però convinto il Pm in quanto in chiesa non erano presenti candele ma ceri elettrici e poi secondo le ricostruzioni dei vigili del fuoco il materiale che sarebbe stato usato per appiccare l'incendio era altamente infiammabile.

La svolta nelle indagini era arrivata a seguito degli accertamenti effettuati dai vigili del fuoco del comando provinciale di Savona che avevano potuto stabilire che l’incendio divampato intorno alle 15.00 della vigilia di ferragosto era di natura dolosa escludendo ogni possibile causa accidentale.

La stretta collaborazione tra i carabinieri della stazione cairese ed i pompieri aveva permesso quindi di concentrare le indagini sull’analisi delle immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona e delle testimonianze delle varie persone presenti.

Le serrate indagini sviluppate fino a tarda serata di ieri avevano, quindi, permesso di individuare l'uomo, che accompagnato in caserma, era stato interrogato e, messo di fronte a riscontri oggettivi della falsità delle proprie dichiarazioni dopo una iniziale tentativo di negare le proprie responsabilità fornendo una versione dei fatti che è apparsa subito non credibile, aveva deciso di confessare in presenza di un difensore nominato d’ufficio il proprio insano gesto che per fortuna non ha avuto vittime.

Luciano Parodi

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