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Attualità | 30 settembre 2020, 09:19

Antenna sul campanile di Santa Caterina a Finalborgo: il Comitato chiede prudenza

"Aggiungendo un ripetitore in mezzo alle abitazioni, significa aumentare a dismisura l'esposizione ai campi elettromagnetici della popolazione, sottoponendola a rischi sanitari"

Antenna sul campanile di Santa Caterina a Finalborgo: il Comitato chiede prudenza

"Abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco di Finale Ligure Ugo Frascherelli e la Giunta hanno deciso di consentire l'installazione di un ripetitore di telefonia mobile all'interno del campanile di Santa Caterina in Finalborgo, di proprietà comunale. Dalla documentazione reperibile in Albo Pretorio non risulta chiaro quale sarebbe la tecnologia inizialmente utilizzata, ma nel contratto si fa espressamente riferimento a possibili futuri adeguamenti e trasformazioni tecnologiche. In breve tempo potremmo ritrovarci quindi non solo con un ripetitore proprio nel cuore del borgo, ma magari anche a essere in prima linea per sperimentare le frequenze inesplorate del 5G e vedere l'effetto che fa". Cosi commenta in una nota il Comitato Finale. 

"Riteniamo importante ribadire che il comune non è in alcun modo obbligato a concedere le sue proprietà per installare le antenne e che resta totalmente libero di farlo anche dopo l'approvazione del Decreto semplificazioni. Salvo pochi casi particolari, concedere le proprietà comunali significa di fatto - in particolare con il 5G - favorire l'aumento dell'inquinamento elettromagnetico tramite la proliferazione di impianti in ogni luogo, non solo sui palazzi comunali ma su strutture quali i lampioni, di cui solo il comune può disporre. L'utilizzo delle proprietà comunali non preclude poi la possibilità di ulteriori installazioni su proprietà privata, per cui potremmo finire con l’essere circondati da una foresta di antenne, e questo certo non è bene per la nostra salute". 

"Il tema è stato affrontato anche nella mozione presentata unitariamente da tre gruppi di minoranza e in attesa di votazione, che chiede di non concedere le proprietà comunali per installare impianti 5G. È stata inoltre depositata, e deve ancora essere discussa, una seconda mozione che contiene la richiesta ai Ministeri competenti di garanzie circa l'innocuità della tecnologia 5G, garanzie che al momento non sono a disposizione - prosegue - Siamo come molti preoccupati per i prospettati interventi sul campanile trecentesco, che potrebbero pregiudicarne in parte l'estetica, limitarne la fruibilità turistica o comportare rischi per il patrimonio storico e artistico, ma ovviamente - come Comitato Finale ci preme mettere l'accento anche sulla questione della collocazione di un ripetitore proprio nel cuore del borgo, in mezzo alle abitazioni e sopra luoghi di soggiorno e permanenza di molte persone come il Museo archeologico, i Chiostri e la Biblioteca". 

"Desideriamo far notare che, data la particolare conformazione del luogo, circondato su tre lati da montagne, con case dai muri molto spessi e addossate le une alle altre, la migliore soluzione sarebbe quella di portare la fibra, già arrivata a Finalborgo, all’interno degli edifici dove eventualmente si desideri potenziare il segnale. Per quanto riguarda le varie piazze e spazi aperti, la connettività appare del tutto sufficiente (e il livello di inquinamento elettromagnetico spesso già molto alto)". 

"Pensare di risolvere i pochi residui problemi di connettività aggiungendo un ripetitore proprio in mezzo alle abitazioni, significa invece aumentare a dismisura l'esposizione ai campi elettromagnetici della popolazione, sottoponendola a rischi sanitari che assumono particolare criticità per i soggetti più vulnerabili come bambini, donne incinte, portatori di pacemaker ed elettrosensibili - continua - Una delle principali motivazioni addotte per la concessione del campanile è l'introito previsto per le casse comunali di 20.000 euro annui per un totale di 180.000 euro in nove anni. Vogliamo continuare a pensare che, prima di considerare i risvolti monetari, debbano essere attentamente valutate le responsabilità dal punto di vista sanitario nei confronti di residenti e turisti, le reali necessità e le migliori soluzioni". 

"Invitiamo pertanto accoratamente il sindaco, in quanto massima autorità sanitaria locale, e la Giunta a perseguire politiche volte a minimizzare l'esposizione della popolazione, in ottemperanza alla Legge quadro n. 36 del 2001 e nel rispetto del Principio ALARA (As Low As Reasonably Possible) indicato nella Risoluzione del Consiglio d'Europa del 2011, mantenendo il livello dei campi elettromagnetici sul territorio finalese "il più basso ragionevolmente possibile". A tal fine rinnoviamo ancora una volta l'invito a commissionare a un tecnico specializzato una versione del piano antenne che tenga conto dell'impatto elettromagnetico complessivo delle sorgenti attive sul territorio". 

"Per quanto riguarda la tecnologia 5G, non adeguatamente testata, ricordiamo che Finale Ligure non è mai stata inserita nei luoghi preposti per la sperimentazione 5G - conclude il Comitato - L’invito continua dunque a essere quello di una prudente attesa e del rispetto del Principio di precauzione sancito in ambito UE e recepito nella legislazione italiana. La salute dei cittadini e le generazioni future ringrazieranno". 

Aderiscono: A.P.P.L.E. Elettrosmog, AIE Associazione Italiana Elettrosensibili, CODAREM, Comitato nolese per la difesa di salute e ambiente, ISDE Liguria, Medicina democratica, Progetto Vita e Ambiente, Uniti Per La Salute e WWF Savona. 

Comunicato stampa

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