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Attualità | 30 settembre 2020, 08:23

Turismo outdoor, il finalese punta sulla sicurezza: "Rendiamola all'altezza del nostro nome"

"Soccorsi a persona in zona impervia aumentati evidentemente negli ultimi anni. Garantire servizio all'altezza senza penalizzare l'ordinario"

Turismo outdoor, il finalese punta sulla sicurezza: "Rendiamola all'altezza del nostro nome"

Dagli 11 interventi a persona in zona impervia nel 2013 ai circa 80 nel 2019, con tendenza sempre crescente. Il tutto legato ovviamente al fenomeno del turismo per sport outdoor.

Parla chiaro la statistica presentata dai Vigili del fuoco nell'incontro organizzato ieri, 29 settembre, dal sindaco di Calice Alessandro Comi per parlare di soccorsi, discutendo di come coordinare le missioni per così dire "straordinarie" e i servizi ordinari ai cittadini.

Lavorare insieme ora che i disagi della pandemia lasciano un margine di manovra viste le minori presenze per fornire ai clienti di un territorio considerato un'eccellenza un servizio di soccorso all'altezza, senza però dimenticare i cittadini comuni.

Da qui è partita l'analisi di istituzioni, soggetti privati operanti nel settore e soccorritori presenti, i quali hanno esposto le criticità evidenziate e alcuni progetti futuri su cui lavorare.

La necessità primaria, visto il lungo tempo d'intervento richiesto in questo tipo di soccorsi, è quella di non sguarnire il territorio del servizio ordinario. Da qui la proposta di una convenzione tra soccorritori e comuni attraverso la quale determinare le giornate di attività più intensa e attivare risorse aggiuntive dedicate.

Insegnare come trattare un ferito, dotare di un sistema GPS individuale e mappare accuratamente anche con precisi riferimenti durante il loro tragitto i sentieri è stat la proposta delle diverse pubbliche assistenze presenti sul territorio (Croce Bianca e Verde di Finale e Bianca di Calice), secondo cui la strada principale da intraprendere è sempre più quella della prevenzione. Punto su cui peraltro sono state concordi tutte le entità presenti in sala consiliare.

Una prevenzione che però deve partire anche da una maggior cura del territorio. Se gli interventi di soccorso sono infatti cresciuti in maniera esponenziale dal 2015, così non è stato per la curva delle presenze di turisti nel finalese, portando all'usura dei sentieri sempre più pericolosi.

Mattia Pastorino

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