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Sanità | 01 ottobre 2020, 19:26

Vaccinazione dal 5 ottobre ma è fumata grigia dopo incontro medici/Asl: Tersidio (FIMMG): "Problemi con le sedi e i vaccini rischiano di non bastare"

Firmato l'accordo regionale ma permangono diverse problematiche. Difficoltà anche per i farmacisti, Zorgno: "Siamo in attesa di capire cosa succederà, temo moltissimo che si andrà a finire come all'inizio con le mascherine"

Vaccinazione dal 5 ottobre ma è fumata grigia dopo incontro medici/Asl: Tersidio (FIMMG): "Problemi con le sedi e i vaccini rischiano di non bastare"

A tre giorni dall'avvio della campagna antinfluenzale prevista per lunedì 5 ottobre, quest'oggi ennesima fumata nera nell'incontro tra i medici savonesi e l'Asl2 nonostante la firma dell'accordo regionale.

Ancora una volta al centro la mancanza delle sedi per effettuare i vaccini e il numero proprio degli stessi che quest'anno settimanalmente è ridotto all'osso. 

Le sede vaccinali resteranno così, oltre agli ambulatori dei medici di famiglia dove non mancano le criticità legate agli spazi, anche i quattro punti prelievi degli ospedali presenti nella nostra provincia: Savona, Pietra Ligure, Albenga e Cairo Montenotte.

"In ballo ci sarebbero anche due sedi ad Albisola e Celle gestite dai medici e avevo proposto anche due strutture in via Torino (dalle suore) e in piazza Monticello (dalla chiesa di San Giovanni Battista) messe a disposizione dalla Curia che si era resa disponibile" spiega Angelo Tersidio che come segretario provinciale della Federazione Medici di Medicina Generale ha firmato l'accordo, che però non è stato sottoscritto da Giorgio Fusetti, segretario regionale del Sindacato autonomo dei medici italiani (Sami), non era presente invece Renato Giusto, presidente regionale Sindacato medici italiani (Smi).

Le prime dosi vaccinali, circa 30-50 settimanali per medico sono state consegnate a scaglioni oggi. Un numero esiguo che rischia assolutamente di non dover bastare ai camici bianchi savonesi. "Non so come faremo, dovremo organizzarci contingendando anche gli accessi. Per non parlare delle pulizie, i turni, diventa tutto più complesso" ha continuato Tersidio.

Preoccupazione anche da parte dell'Ordine dei Farmacisti in quanto ogni singola farmacia rischia di vedersi recapitare circa solo 15 vaccini. "Siamo in attesa di capire cosa succederà, temo moltissimo che si andrà a finire come all'inizio con le mascherine, rischiamo di vivere quell'incubo - spiega il presidente dell'Ordine dei Farmacisti Savona Giovanni Zorgno - Una grande fascia della popolazione attiva della società, tra i 20 e i 50 anni, rimarrà sprovvista di vaccino e speriamo che non gli venga l'idea di reperirli su internet su siti non legali anche perché non sarebbero autorizzati alla vendita e rischiano ulteriormente la salute".

I farmacisti avevano cercato anche di aiutare i medici provando ad ospitarli nelle loro strutture e di tenere i vaccini in farmacia per alleggergli il carico. Proposte che però non sono state prese in considerazione.

"Le abbiamo provate tutte ma non ci sono state aperture di nessun genere. Non abbiamo ancora capito chi ce li darà. Il  grossista? la Regione? Per non parlare che rischiamo di avere zone scoperte. Il vaccino quest'anno ancora di più ha un'importanza ed un impatto fondamentale per farci capire la differenza tra l'influenza e il Covid". 

"Dovremo oscillare tra i 10mila e i 12mila vaccini per i cittadini liguri che non sono assistiti gratuitamente ma le 15 medie dosi a farmacia sono fortemente deficitarie, resteranno sempre di proprietà delle Asl e distribuite dalle farmacie con distribuzione per conto" ha continuato Aldo Gallo di Federfarma Savona.

Quest'anno ai farmacisti a livello nazionale verranno consegnate 250mila dosi contro le 900mila dell'anno scorso, su una richiesta di circa un milione e mezzo. 

Regione Liguria intanto ha stanziato 2 milioni e mezzo di euro complessivi per offrire gratuitamente la vaccinazione antinfluenzale ai cittadini in età pediatrica (tra i 6 mesi e fino al compimento dei 6 anni) e tra i 60 e i 64 anni, fasce di popolazione per le quali a livello nazionale è prevista una ‘raccomandazione’ ma non la gratuità. Le risorse stanziate serviranno anche per offrire gratuitamente la vaccinazione antipneumococcica ai soggetti di età compresa tra i 66 e i 75 anni, nel momento in cui effettueranno la vaccinazione antinfluenzale.

Luciano Parodi

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