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Il Salvadente | 18 ottobre 2020, 13:26

Carie e omeopatia (miti e realtà… in 0,2g di zucchero)

Voglio invece parlare di dati reali: sapete cosa c’è “dentro” i granuli omeopatici? Ve lo dico io: Zucchero

Carie e omeopatia (miti e realtà… in 0,2g di zucchero)

Cari Lettori, non voglio innescare una “guerra di religione”, per cui non intendo discutere qui del fatto che l’omeopatia sia o meno efficace. Personalmente non crederò in questo tipo di cure fino a quando non troverò articoli scientifici che ne dimostrino l’efficacia, redatti col metodo che si utilizza quando si svolge una ricerca di tipo farmacologico (cioè quello in cui si prende un campione di pazienti scelti casualmente e si confrontano statisticamente i risultati tra chi è stato curato col farmaco e chi col placebo). Sono pronto a ricredermi non appena qualcuno dimostrerà scientificamente che funzionano.

Voglio invece parlare di dati reali: sapete cosa c’è “dentro” i granuli omeopatici? Ve lo dico io: Zucchero (in particolare 85% di saccarosio e 15% di lattosio). Ogni granulo ne contiene 0,2 grammi. Questi granuli vengono impregnati della soluzione omeopatica specifica e servirebbero quindi da “contenitore” necessario per la somministrazione.

Ogni somministrazione di 3 granulini contiene quindi O,6 grammi, che sono una quantità minima per noi (ad esempio non danno problemi di iperglicemia in un diabetico) ma sono un “lauto pranzetto” per i batteri che si trovano fra i nostri denti.

Come vi ho detto in altri articoli, ogni introduzione di alimenti diversi dall’acqua provoca un “attacco acido”. Noi siamo in grado, attraverso l’azione della nostra saliva, di annullare 5 attacchi acidi in una giornata. Se sommiamo i nostri pasti alle somministrazioni omeopatiche rischiamo di eccedere questo limite e creare condizioni che portano i nostri denti a cariarsi.

Quindi ecco il mio Salvadente di oggi: cosa può fare chi si cura con l’omeopatia per mantenere i propri denti sani?

  • Può chiedere al proprio omeopata di prediligere i rimedi in gocce anziché in granuli (l’acqua, come già detto, può essere assunta liberamente)
  • Può assumere i granuli contestualmente ad un pasto (in questo modo si “raggruppano” gli attacchi acidi riducendone il numero)

Se siete abituali fruitori di rimedi omeopatici tenete in considerazione questo aspetto… poiché i principi attivi dichiarati non sono chimicamente rilevabili (a causa della fortissima diluizione), ma lo zucchero è realmente presente nei granulini.

 

Se avete altre domande non esitate a scrivermi a dottore@attiliovenerucci.it

Buona domenica!

 

Dr. Attilio Venerucci

Prof. A contratto c/o

Master in Laser Dentistry

Università degli Studi di Genova

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