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Politica | 19 ottobre 2020, 17:08

Gualdi (Fp Cgil Genova): “L’accordo tra la Regione e i dottori di medicina generale non dev’essere un’operazione di business, ma una soluzione d’emergenza”

"Garantire un'equa ed efficace azione che abbia come unico ed esclusivo obiettivo la tutela della salute dei cittadini"

Gualdi (Fp Cgil Genova): “L’accordo tra la Regione e i dottori di medicina generale non dev’essere un’operazione di business, ma una soluzione d’emergenza”

“In una situazione emergenziale come quella in atto, alla luce di cinque anni in cui troppo poco, se non nulla, s’è investito per riorganizzare e rilanciare la sanità territoriale, la notizia di un accordo raggiunto tra Regione Liguria e i medici di medicina generale relativa all’effettuazione dei tamponi rapidi antigenici potrebbe essere letta come una notizia positiva avendo lo scopo d’alleggerire l’afflusso alle strutture ospedaliere già in affanno”: sono le parole di Maurizio Gualdi, segretario generale di Fp Cgil Genova.

“Ma mentre tentiamo di vedere il lato buono della notizia, - continua Gualdi - non dimenticando quello cattivo, conseguenza dell’assenza di strutture pubbliche diffuse adeguate ai bisogni dei cittadini, veniamo informalmente a conoscenza delle cifre previste dall’accordo stesso per remunerare i Mmg; cifre che potremmo definire a dir poco vergognose alla luce del riconoscimento economico per il personale in servizio nelle strutture pubbliche che null’altro percepisce se non quanto previsto dal contratto nazionale e per il quale le organizzazioni sindacali hanno dovuto battagliare mesi per un minimo riconoscimento dell’impegno profuso durante il picco dell’epidemia”.

“Bene in questa situazione la messa in campo dei medici di medicina generale, - aggiunge Gualdi - bene il superamento della diatriba su chi debba fare i tamponi al momento veramente inopportuna, massima attenzione e rigore sulla salute dell’utenza e sicurezza per operatori, pubblici e privati, ma serve anche l’attenzione a non trasformare un supporto, che può essere considerato oggi necessario in un’operazione di business offensiva per chi presta analoga opera con remunerazioni ben differenti”.

“Queste scelte confermano – conclude Gualdi – che la gestione della sanità deve restare fuori dalle logiche di profitto e che solo con ingenti investimenti nel sistema sanitario pubblico, iniziando a pensare anche ad un processo d’internalizzazione dei servizi di medicina generale, si possa garantire un'equa ed efficace azione che abbia come unico ed esclusivo obiettivo la tutela della salute dei cittadini”.

Comunicato stampa

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