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Attualità | 20 ottobre 2020, 11:56

Nuovo Dpcm, bar e ristoranti di nuovo in difficoltà: "Norme disastrose, ci mettono in ginocchio"

Bertino (Confcommercio): "Purtroppo ancora una volta ci sarà qualcuno che non riuscirà a stare in piedi, chi è riuscito a tenere aperto nonostante tutto e che non ce la farà ad andare avanti"

Nuovo Dpcm, bar e ristoranti di nuovo in difficoltà: "Norme disastrose, ci mettono in ginocchio"

Tutte le attività di ristorazione, pub, gelaterie, pasticcerie sono consentite dalle 5 del mattino alla mezzanotte se il consumo avviene ai tavoli, se il consumo non è previsto ai tavoli è permessa la somministrazione fino alle ore 18.00. Nei ristoranti invece si potrà stare al massimo con 6 persone per tavolo e ogni ristoratore dovrà affiggere ai locali il numero massimo di persone consentiti nel locale. 

Le nuove stringenti norme del Dpcm del Governo in vigore da ieri hanno creato un ulteriore scossone importante negli esercenti che, dopo le estreme difficoltà dei mesi scorsi, si trovano di nuovi a far fronte a limitazioni che possono mettere a serio rischio la loro sopravvivenza.

"Indubbiamente non ci nascondiamo dietro ad un dito, i danni per queste categorie saranno veramente forti e non si può non tener conto che la riduzione degli orari e dei posti sarà un problema - spiega il presidente di Confcommercio Savona Vincenzo Bertino -. Bisogna mettere in conto che queste categorie dovranno ricevere aiuti. Gli imprenditori devono partecipare a richieste di sostegno, dove si dimostra veramente la difficile situazione che si riscontra nel rispettare le norme".

"Naturalmente però bisogna rispettare queste regole sia da parte degli imprenditori che dei clienti, che hanno come l'obiettivo di fermare questo flagello. La Liguria è la seconda regione per contagi, qualcosa bisogna fare - prosegue Bertino - Purtroppo ancora una volta ci sarà qualcuno che non riuscirà a stare in piedi, chi è riuscito a tenere aperto nonostante tutto e che non ce la farà ad andare avanti".

"La situazione si sta ingarbugliando sempre di più, non ci si capisce più niente. Abbiamo cercato di dare supporto a tutti quelli che ci chiedono aiuto, ma è veramente dura - spiega il presidente provinciale di Fipe Confcommercio Pasquale Tripodoro -. È un momento difficilissimo soprattutto perché si avvicinano le feste natalizie, la gente non esce più ha paura e quindi i locali sono vuoti".

"Viene a mancare quella liquidità per far fronte ai pagamenti, le norme sono disastrose soprattutto per i pub che aprono alle 18 e che non hanno posto a sedere né all'interno né fuori come fanno? Devono chiudere. Mettono in ginocchio tutte le categorie" prosegue Tripodoro.

"Se ci sarà veramente il blocco della province non verrà più nessuno. Mi auguro che il Governo faccia dietrofront e che le amministrazioni ci diano supporto, alcuni comuni chiedono il pagamento della Cosap e altri non hanno dato la concessione per la proroga dei dehor. Cosi non va" ha continuato il presidente Fipe Savona.

Preoccupazione anche da parte degli esercizi commerciale, il rischio è che con un peggioramento dei contagi arrivi un ulteriore Dpcm che possa colpire anche le diverse attività.

"Attualmente le categorie al centro del Dpcm sono sicuramente i pubblici esercizi e la ristorazioni, però vediamo comunque la questione a 360 gradi, se le persone non escono perche lavorano in smart working sia per la pausa pranzo che per fare un giro,  si va così a ridurre il nostro pubblico - continua la presidente di Ascom Savona Laura Chiara Filippi -. C'e un calo di persone in città molto elevato e la situazione senza sostegni è tragica. Siano tutti al limite della sopravvivenza, siamo seriamente preoccupati. Se gli aiuti sono un decimo del nostro fatturato non so quanti potranno resistere. Abbiamo bisogno inoltre che il comune a Savona, che ci è venuto incontro all'ampliamento gratuito del 30% dei dehor fino a fine anno,  metta mano alle altre rate per il rinvio della Tari al 2021".

Luciano Parodi

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