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Attualità | 22 ottobre 2020, 17:54

Vezzani (Federmanager/Asdai Liguria): "Occorre coraggio ed imprenditorialità ma anche guardare a ciò che fanno i Paesi più all’avanguardia"

Workshop online oggi pomeriggio durante il quale Vezzani ha illustrato la “Proposta di soluzione tecnica per il rilancio dello stabilimento di Taranto”

Vezzani (Federmanager/Asdai Liguria): "Occorre coraggio ed imprenditorialità ma anche guardare a ciò che fanno i Paesi più all’avanguardia"

Workshop online oggi pomeriggio durante il quale il presidente di Federmanager/Asdai Liguria Marco Vezzani ha illustrato al presidente del Cnel Tiziano Treu la “Proposta di soluzione tecnica per il rilancio dello stabilimento di Taranto” realizzata da ex manager genovesi di Italimpianti.

Al dibattito, moderato dal caporedattore economia di Panorama Guido Fontanelli, hanno partecipato anche il direttore generale di Federmanager nazionale Mario Cardoni, il presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro, il segretario generale Uilm–Uil Rocco Palombella, il segretario nazionale Fim–Cisl Valerio D'Alò e il segretario generale della Fiom-Cgil di Genova Bruno Manganaro.

“Occorre andare oltre la sterile contrapposizione - ha dichiarato Vezzani - tra chi vuole semplicemente chiudere lo stabilimento e chi ritiene si possa andare avanti così, con semplici aggiustamenti di facciata: occorre coraggio ed imprenditorialità ma anche saper guardare a quanto fanno i Paesi più all’avanguardia”.

“Il nostro studio, - ha aggiunto Vezzani - al quale hanno collaborato tecnici con decenni d’esperienza specifica in siderurgia e di provenienza Italimpianti (con sede a Genova) che progettò e realizzò fin dagli anni ‘60 il cosiddetto quarto centro siderurgico (Italsider-Taranto) è stato accolto in maniera positiva dal presidente Treu e da tutti gli altri partecipanti al convegno: confidiamo che le nostre proposte possano essere realizzate al più presto, il comparto non può più aspettare, finora si è solo sprecato tempo”.

“Il vero pericolo per i polmoni dei cittadini - ha concluso Vezzani - non è l’anidride carbonica che va comunque ridotta perché responsabile del riscaldamento globale, ma polveri di ferro e carbone, diossine, polveri sottili che vanno abbattute con gli interventi drastici che lo studio Federmanager suggerisce e che porterebbero tali emissioni largamente al di sotto del livello di quelle delle auto di un centro urbano”.

Comunicato stampa

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