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Sanità | 23 ottobre 2020, 13:30

Savona, il primario Anselmo ad ASSFAD: "Fase delicata, i negazionisti del Covid muteranno la loro opinione"

"La voglia di normalità a mio parere ci ha un po' distratto dal ripensare ad una immediata riorganizzazione del modello precedente, tutti speravamo in una seconda fase meno violenta e soprattutto non pensavamo fosse così precoce"

Savona, il primario Anselmo ad ASSFAD: "Fase delicata, i negazionisti del Covid muteranno la loro opinione"

ASSFAD, Associazione Savonese per lo Studio e la cura delle malattie del Fegato e dell’Apparato Digerente, ha intervistato il primario del reparto di malattie infettive dell‘ospedale San Paolo di Savona Marco Anselmo per fare il punto sull'emergenza sanitaria dopo che i numeri stanno progressivamente peggiorando.

"I dati epidemiologici si aggiornano di ora in ora: oggi quasi 1 tampone su 10 effettuati risulta positivo confermando la grande diffusione del virus, siamo in una fase epidemiologica molto delicata, il virus ha infettato una numero elevato di persone giovani asintomatiche con notevole dispersione del contagio" spiega Anselmo.

"Savona e la Liguria si allineano a questa situazione epidemiologica. Questa volta, a differenza di marzo i cluster maggiori sono stati nella città metropolitana di Genova e nel Levante ma anche a Savona ci sono diversi cluster che coinvolgono sia Strutture per anziani sia contagi familiari o sporadici - continua il primario del reparto di malattie infettive - Ricostruire il modello di gestione dell'ospedale e tentare di recuperare i ritardi e le liste di attesa sono stati gli obiettivi che ci eravamo dati alla fine della prima fase della pandemia. La voglia di normalità a mio parere ci ha un po' distratto dal ripensare ad una immediata riorganizzazione del modello precedente, tutti speravamo in una seconda fase meno violenta e soprattutto non pensavamo fosse così precoce".

"Bisognerà ripensare ad un adeguamento strutturale dell'ospedale proprio in funzione di nuove patologie infettive ad andamento epidemico/pandemico, un lavoro di adeguamento molto più complesso che non può essere organizzato in breve tempo. L'errore sarebbe invece sottovalutare l'esperienza che stiamo vivendo e non adeguarci non appena usciti da questa storia. Abbiamo sì più apparecchiature, alcuni adeguamenti strutturali sono già in opera, ma dovremo recuperare un gran numero di personale medico ed infermieristico per adeguare gli standard della assistenza ai nuovi parametri pandemici" prosegue Anselmo.

"È vero che può essere differenziato un decesso “per o con” Covid. Resta il fatto che nella popolazione anziana il Covid comunque aggrava le pregresse patologie e può essere la miccia che innesca altre complicazioni soprattutto a carico dell'apparato respiratorio. Molti cosiddetti "negazionisti" si troveranno con familiari, amici, o loro stessi a dover lottare con l'infezione da SARS-CoV-2 e allora piano piano muteranno la loro opinione. Non indossare la mascherina, in particolare in luoghi chiusi ed affollati ha portato a questa nuova situazione di grande circolazione virale" conclude il medico savonese.

Redazione

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