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Sanità | 24 ottobre 2020, 17:01

Ansie, paure e problemi psicologici: la fotografia della scuola post lockdown secondo gli psicologi

Riparte, questa volta in modalità online, il progetto ‘ScuolAscolta’ ideato e curato da Erika Panchieri in collaborazione con la collega Chiara Feno: previsti incontri collettivi e individuali

Ansie, paure e problemi psicologici: la fotografia della scuola post lockdown secondo gli psicologi

“Quest’anno di supporto psicologico c’è ancora più bisogno rispetto al solito. E noi continueremo ad assicurarlo, anche se saremo costrette a fare tutto in via telematica e non potremo fare nulla in presenza”. Però il servizio, come si suol dire, è confermato ed è pienamente attivo. In quanto particolarmente prezioso e apprezzato.

Per il settimo anno scolastico consecutivo, grazie all’incarico e al finanziamento da parte del Fondo Chiara Rama (che ha già garantito anche l’edizione 2021/2022, oltre alla presente 2020/2021), riecco il progetto ‘ScuolAscolta’, come sempre curato dalla psicologa e psicoterapeuta Erika Panchieri, in collaborazione con la collega Chiara Feno.

C’è ancora più bisogno di un supporto psicologico a scuola perché, oltre alle problematiche ‘ordinarie’, stavolta si sono aggiunte quelle riconducibili all’emergenza sanitaria, al lockdown di marzo e aprile, alla faticosa e per molti assai traumatica ripresa della didattica in presenza.

Erika Panchieri, ideatrice della ‘ScuolAscolta’, racconta: “Quest’anno avevamo progettato, insieme alla collega Chiara Feno e al Fondo Chiara Rama, di spingere ancor di più l’acceleratore sul progetto. Poi, purtroppo, l’emergenza sanitaria ci ha costretto a rivedere tutti i nostri piani. Così questa settima edizione sarà interamente online e includerà sia dei momenti collettivi che le classiche sedute a livello individuale”.

Tutte le scuole che hanno aderito lo scorso anno hanno dato la loro riconferma, segno che il servizio è molto ben valutato: si tratta di istituti scolastici di Chiavari e di Carasco, sia medie inferiori che superiori, “in più si è aggiunto l’Istituto Comprensivo di Sestri Levante, quindi abbiamo ancor più numeri. La ‘ScuolAscolta’ partirà ai primi di novembre: abbiamo terminato le riunioni con le scuole, ora verranno affisse e diffuse le locandine e poi metteremo a calendario i primi appuntamenti. Non potevamo stare con le mani in mano, soprattutto di fronte a questa situazione, e posso assicurare che il progetto andrà avanti comunque sino al termine dell’anno scolastico e con qualsiasi decisione che riguarderà la scuola, tra didattica in presenza e didattica a distanza”.

Due saranno i filoni, quello collettivo e quello personale: “Continueremo a essere un riferimento sia per gli insegnanti che per le famiglie e, ovviamente, per i ragazzi. A livello generale, metteremo a punto dei filmati, sotto forma di webinar, che caricheremo su YouTube e che poi potranno essere veicolati dalle rispettive scuole secondo i loro canali. Cercheremo di creare contenuti di vario tipo, sulle tematiche specifiche e su ciò che, di volta in volta, ci verrà segnalato. Gli incontri individuali, invece, seguiranno un calendario loro e saranno tutti in piattaforma online. È stato dimostrato che dal punto di vista clinico l’efficacia è la medesima. Certo, cambia molto dal punto di vista della relazione e del sentirsi a proprio agio. Molti ragazzi non se la sentono di ‘aprirsi’ di fronte a uno schermo e infatti già l’anno scorso hanno rinunciato: questo è senz’altro uno degli aspetti negativi di aver dovuto modificare in corsa le nostre intenzioni”.

Per la prima volta da quando ‘ScuolAscolta’ è partito, “sono state le insegnanti a farci pervenire un elenco di criticità, un elenco di temi da toccare. E, come c’era da aspettarsi, l’emergenza sanitaria è in cima”.

Secondo Erika Panchieri, “quest’anno i principali problemi sono infatti relativi al disagio dovuto alla ripresa della scuola in presenza. Potrà sembrare strano, ma specialmente nei ragazzi più ansiosi e più impauriti e spaventati da questa situazione e dal virus, la cosa è stata vissuta malissimo. Sono aumentate le ansie, si vive in uno stato di allerta continua e questo non aiuta di certo. Si fa fatica a frequentare, a rispettare tutti i protocolli che, all’interno degli edifici scolastici, sono particolarmente rigidi, e c’è molto da lavorare su questi aspetti, dal punto di vista psicologico. In più, è indubbio come ci sia ancora una coda del lockdown di primavera: i ragazzi sono rimasti chiusi in casa per oltre due mesi, poi quando sono usciti hanno fatto, in molti casi, fatica a gestire le loro emozioni. I casi più sensibili sono sfociati anche in quegli episodi di violenza che abbiamo commentato la scorsa estate”.

Non manca, anche se ora in secondo piano, il problema ‘solito’ delle dipendenze da sostanze: “Pure questo ha avuto un incremento perché è stato, purtroppo, anche un modo per reagire a tutte le difficoltà che si sono venute a creare. Non è facile, anzi direi che è proprio innaturale, per un ragazzo nell’età dell’adolescenza dover rinunciare alle relazioni con gli altri. I bambini piccoli superano questa fase, ma chi è già un po’ più grande no: in età adolescenziale si necessita per natura di contatto con gli altri, anche fosse solo per la prima cotta amorosa. Negare tutto questo ingenera ansia, stress, delusione, che possono condurre a derive di tipo patologico. È proprio così: ‘ScuolAscolta’ servirà quest’anno ancor di più. Noi ci saremo. A distanza fisicamente, ma sempre vicine con il supporto”. 

Alberto Bruzzone

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