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Al direttore | 25 ottobre 2020, 08:47

Da una settimana coi sintomi del Covid in attesa di un contatto da Asl. La storia di una famiglia savonese

"In confronto ad altre persone stiamo bene perché respiriamo bene, ma nessuno si è fatto vivo, neanche più la dottoressa per sapere come stiamo"

Da una settimana coi sintomi del Covid in attesa di un contatto da Asl. La storia di una famiglia savonese

Che la pressione sul sistema sanitario locale sia arrivata a livelli significativi ormai è assodato.

Lo ha confermato ieri il presidente Toti chiedendo di recarsi solo per importanti necessità presso i pronto soccorso della Liguria. Lo ha lasciato intendere Alisa chiedendo al personale sanitario di rinunciare alle ferie, quello stesso personale che sta in un certo senso rivivendo quanto accaduto a marzo. 

E anche da parte dei cittadini sono tornati sempre più frequenti le narrazioni di incertezza e senso di abbandono legate all'attesa di un tampone o semplicemente alle indicazioni su come comportarsi in caso di contatti con positivi al Covid19.

L'ultima storia, in ordine di tempo, ci giunge da Savona. E' il signor Michele a scrivere alla nostra redazione la situazione che sta vivendo lui con la sua famiglia, composta dalla moglie e da una figlia ancora minorenne.

"Da lunedì (il 19 ottobre, ndr) abbiamo avvisato la dottoressa di famiglia sulla positività di una collega di mia moglie sul posto di lavoro. Da allora mia moglie soffre di dolori forti ai muscoli, perdita di olfatto e sapori, mia figlia solo perdita di gusto e olfatto, mentre la febbre per loro un po' è scesa, per me solo un forte dolore allo stomaco persistente che mi ha portato a perdere 2 kg" ci spiega.

"In confronto ad altre persone stiamo bene perché respiriamo bene, ma nessuno si è fatto vivo, neanche più la dottoressa per sapere come stiamo. Nulla, il vuoto nella comunicazione della Sanità locale". E ora Michele e la sua famiglia si chiedono: "Un aiuto, una parola di quando si effettuerà il tampone a casa?". 

Redazione

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