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Economia | 28 ottobre 2020, 08:30

Come è cambiata l’industria del cinema e dell’entertainment durante il 2020

L’anno della pandemia ha segnato gravemente l’industria dello spettacolo e l’intrattenimento con gravi conseguenze soprattutto per il mondo del cinema. Se la cava meglio l’on demand

Come è cambiata l’industria del cinema e dell’entertainment durante il 2020

Cinema, spettacolo e intrattenimento sono tra i settori che con maggiore forza stanno subendo le restrizioni alla vita sociale. I fatturati, che erano molto promettenti nel 2019, sono adesso caratterizzati dal segno negativo e rappresentano motivo di forte preoccupazione per via degli effetti a catena.

Si considera che alcuni dei settori coinvolti, in particolare Entertainment & Media saranno in grado di riprendere nel 2021 gli incassi perduti così da chiudere comunque con il segno positivo il quinquennio di riferimento. Ma la situazione rimane per molti versi molto incerta e ricca di incognite difficili da risolvere.

Le analisi hanno tardato a essere rese note anche per considerare gli effetti su larga scala del brusco freno all’economia. Ma è evidente che alcuni ambiti, in particolare cinema e concerti, stiano conoscendo il momento più buio della loro storia. Tutti quegli eventi che vivono del momento aggregativo hanno margini minimi per reinventarsi e anche la pervasiva conversione al digitale che ha interessato tanti settori, non è in grado di offrire risposte efficaci in questo contesto.

 

Un settore che marciava a ritmo serrato

Il 2020 ha visto un repentino cambiamento nel modo di fruire del settore relativo all’ambito dell’Entertainment & Media. Con questa definizione si intendono tutti i prodotti relativi al settore dell’audiovisivo che fino al 2019 ha registrato performance eccellenti.

La tendenza marcata e diffusa su scala planetaria è stata quella di “personalizzare” la fruizione di questi materiali. Ha conosciuto particolare fortuna in questo momento il settore dello streaming e dei servizi on demand da fruire a pagamento o dopo sottoscrizione di un abbonamento. Questo è stato l’anno delle grandi piattaforme di prodotti di intrattenimento, del lancio di Disney+ per il pubblico italiano.

Segnato dagli stravolgimenti epocali di questo periodo, il 2020 ha rappresentato anche la fonte di una notevole incertezza e rimodulazione dell’offerta delle strutture aggregative per vocazione.

I dati del 2019 davano per assodata una certa stabilità del settore economico dell’intrattenimento. Concerti fermi, teatri chiusi, cinema deserti: il panorama che si prospetta non sembra affatto promettente dal punto di vista degli operatori del settore. Anche per quanto riguarda i fruitori le prospettive non sono rosee: non è dato sapere quando sarà possibile riprendere la socialità, e in che modo dopo la scottatura feroce di questi mesi.

 

Lo scenario presente

Una fotografia attenta della situazione presente è stata stilata dall’Istituto PricewaterhouseCoopers. PwC è un ente che fornisce servizi di consulenza di direzione e consulenza strategica alle imprese.

Ha tardato a presentare il proprio report sul settore E&M proprio per via della situazione senza precedenti. Dall’analisi emerge netta la crescita della domanda di servizi su misura, ritagliati per rispondere alle esigenze individuali, compresa la fruizione domestica e personale delle risorse proposte dai media di ogni parte del mondo.

Per questo motivo, il report stima una ripresa veloce del mercato, trainata dal settore dell’home entertainment. E di fatto, la repentina trasformazione del modo di fruire di questo tipo di prodotti ha determinato un’inevitabile accelerazione del tipo di risposta da parte dei big del settore. È stata colta l’occasione offerta dall’impulso al consumo di beni in streaming e su dispositivi elettronici.

Del resto, pare inevitabile per le major cercare nuovi canali alternativi a quelli tradizionali. Per cinema e spettacoli al chiuso, il DPCM di ottobre prevede limitazioni categoriche prevedendo al massimo 200 spettatori e 1.000 all’aperto. Aumenta l’offerta di strumenti per accedere a questo tipo di contenuti, come quelli che si possono trovare nei cataloghi e nelle recensioni di https://nafura.it.

 

Le prospettive per il futuro

Poca chiarezza riguardo cosa ci attenda all’orizzonte. Le variabili in gioco sono ancora difficili da decifrare e non è ancora ben noto quale sarà l’impatto psicologico dei mesi di lockdown. Anche la costante tensione accumulata cercando di contrastare il “nemico invisibile” non gioca a favore di un ritorno alla socializzazione libera e spontanea come si fruiva fino a qualche mese fa.

Nessuno si senta solo trovandosi a inorridire nel vedere filmati di eventi pubblici registrati prima di marzo 2020. La morsa allo stomaco e la paura legata all’incertezza sono fenomeni naturali e normali reazioni a uno stato di incertezza. Bisognerà saper valutare in che modo tornare alle abitudini pre-Covid senza perdere di vista la propria sicurezza godendosi il piacere di stare insieme.

 


Richy Garino

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