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Attualità | 29 ottobre 2020, 12:05

Centinaia di firme al Prefetto: "L'autovelox di Toirano non serve alla sicurezza ma solo a far cassa"

Adesione di firmatari da diversi paesi del comprensorio per chiedere la rimozione del rilevatore di velocità

Centinaia di firme al Prefetto: "L'autovelox di Toirano non serve alla sicurezza ma solo a far cassa"

Sono già diverse centinaia i firmatari di una petizione consegnata al Prefetto di Savona con la richiesta di una revisione della gestione dell'autovelox di Toirano. Centinaia di firme ovviamente in gran parte di residenti del comune che ospita il rilevatore di velocità, ma non solo: a sottoscrivere la richiesta sono gli abitanti di un bacino piuttosto ampio, fatto di paesi limitrofi ma anche di diverse altre località dell’entroterra. Persone che, nella loro quotidianità, fatta di lavoro, di visite ai parenti, e altro, sono transitate davanti all’occhio severo del macchinario.

Nel testo della petizione, in sintesi, si legge:

“Il 22 gennaio fu indetta presso il Comune di Toirano, su espressa richiesta, una assemblea aperta alla cittadinanza avente ad oggetto l'installazione del dispositivo in argomento, nel corso della quale, presente l'Amministrazione Comunale tutta e i rappresentanti dell'Amministrazione Provinciale, veniva chiesto di modificare il limite di velocità aumentando i previsti 50 Km/h nonché la sostituzione dei cartelli stradali ritenuti poco visibili, comprovando tale proposta a causa di migliaia di verbali emessi nei confronti dell'utenza, ma a tutto ciò a tutt'oggi non si è avuto alcun riscontro né è stato modificato alcunchè.

Da allora a tutt'oggi l'apparecchiatura, per la sua invisibilità, ha continuato a operare, seppur con sanzioni minime in considerazione della velocità rilevata, causando oltre al danno economico anche l'eventuale decurtazione dei punti sulle patenti di guida e/o conseguente revoca delle medesime causando a posteriori l'impossibilità di poter raggiungere il posto di lavoro con i propri mezzi o con i mezzi pubblici inesistenti nella località in parola.

Per quanto sopra ritenendo che:

• le finalità dell'installazione dell'apparecchiatura non siano dettate da motivi di natura tecnica per il miglioramento delle sicurezza ma da un sotteso desiderio di un ricavo economico per effetto delle numerosissime infrazioni rilevate;

• le installazioni di autovelox possono avvenire esclusivamente se nei tratti interessati sia stata accertata un alto tasso di incidentalità; nel caso di specie non risultano essere avvenuti incidenti stradali di particolare gravità;

• il tratto di strada interessato parrebbe non risultare, per le caratteristiche tecniche, strutturali e funzionali, poter essere classificato di tipo "C" bensì di tipo "F", con la conseguente risultanza che per l'apparecchiatura in argomento scaturisca l'impossibilità della contestazione in differita;

• siano stati violati gli artt. 11 e 12 del Codice della Strada, per effetto della convenzione stipulata tra le Amministrazioni Provinciali di Savona e Imperia, non tenendo conto della gerarchia delle fonti, che consentirebbe a quest'ultima di interagire anche su Savona (sprovvista di personale di Polizia Provinciale), contrariamente a quanto dettato dalla normativa che, nell'individuare i soggetti legittimati all'espletamento dei servizi di polizia stradale, fa riferimento ai corpi e servizi di polizia provinciale, nell'ambito del territorio di competenza (Vedasi sentenza GDP di Savona);

• il limite di velocità è stato ridotto previa spostamento del cartello di indicazione del centro abitato che, da sommarie risultanze parrebbe essere stato effettuato in assenza di delibera di Consiglio Comunale, al fine di legittimare l'attuale postazione dell'autovelox;

• debba essere dichiarata l'inefficacia della fonte di prova a causa della mancanza dell'omologazione ed approvazione dell'apparecchiatura da parte dell'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale del Ministero dei Lavori Pubblici;

• in un momento di effettiva e grave difficoltà economica derivante dal Coronavirus si voglia maggiormente penalizzare i cittadini residenti e non;

Chiedono la revoca del provvedimento e la rimozione dell’apparecchio”.

I firmatari, inoltre, sottolineano che non esiste alcun risvolto di tipo associativo o politico in questa petizione, che è stata scritta solo nel pubblico interesse.

Redazione

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