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Attualità | 30 ottobre 2020, 12:07

Quando il maltempo spaventò la Liguria: il 29 e 30 ottobre del 2018 la mareggiata che mise in ginocchio le nostre coste

A due anni di distanza diversi fondi sono stati stanziati per rimediare ai danni, alcuni ancora visibili

Quando il maltempo spaventò la Liguria: il 29 e 30 ottobre del 2018 la mareggiata che mise in ginocchio le nostre coste

I tonfi sordi delle onde che irrompono sull'abitato danneggiando o addirittura distruggendo i manufatti sul loro percorso. Il furioso vento che gonfia i flutti e abbatte alberi.

Sono passati due anni da quelle infernali giornate del 29 e 30 ottobre del 2018 in cui nella mente dei liguri sono state incise immagini, suoni e immagini di cui non si aveva memoria. Se non per la potenza, spesso sprigionata localmente, per l'estensione con cui il maltempo flagellò tutte le coste liguri e anche l'entroterra.

Un'ondata di maltempo che ha prodotto nel complesso oltre 42 milioni di euro di danni nel savonese, ripartiti per un totale di 75 interventi, il cui via libera è arrivato solo nello scorso gennaio e i cui cantieri devono vedere ancora la luce.

Si arrivò persino a contare una vittima, una donna di 88 anni di Albisola Superiore colpita da alcuni detriti staccatisi dal cornicione di una palazzina, e innumerevoli danni a infrastrutture che ancora devono essere ripristinate.

Nessun Comune costiero venne risparmiato. Da Varazze, dove venne danneggiato l'ingresso della Marina, fino ad Alassio, che pagò un conto salatissimo con addirittura una voragine venutasi a creare sotto la cappelletta con i dehors dei locali per la maggior parte distrutti.

Anche i più importanti porti del savonese vennero colpiti senza pietà, come a Porto Vado, dove la Corsica Ferries ruppe gli ormeggi e si allagò l'area d'imbarco, con le auto presenti circondate dall'acqua, la quale nel porto Savona fu con ogni probabilità la causa scatenante di un incendio che vide coinvolte circa mille auto che sarebbero state destinate all'esportazione. 

Anche a Celle il porticciolo Cala Cravieu dovette fare i conti con la furia del mare, con diverse pagare distrutte, altre particolarmente danneggiate e il muro di contenimento che cedette a causa delle imponenti onde. Una situazione che si ripropose anche a Finale, seppur in maniera meno marcata, dove però si aprì una profonda voragine lungo l'Aurelia, all'altezza del Malpasso.

Un ampio prezzo venne pagato anche dalle passeggiate, completamente sepolte dalla sabbia e dai detriti portati dal mare, e dagli esercizi commerciali a ridosso di esse, come ad Albisola Superiore, Bergeggi e Spotorno. A Vado si rivisse quanto accaduto nel 2017, ad Albissola Marina solo gli interventi a tempo di record permisero di salvaguardare la passeggiata degli artisti, mentre nulla potè evitare la distruzione di diversi moli come a Noli e Albenga.

Innumerevoli anche gli alberi crollati sul litorale e nell'interno, diversi i centri sportivi che registrarono ingenti danni.

Fu da allora che il savonese, dopo gli eventi alluvionali degli anni precedente a Genova, cominciò a fare i conti sempre più costantemente con le allerte meteo. Una situazione dove la paura non manca mai, per un nemico che si conosce ma che rimane sempre imprevedibile.

Mattia Pastorino

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