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Attualità | 31 ottobre 2020, 10:30

Primo giorno di "coprifuoco" notturno, amaro il commento di alcuni sindaci del savonese: "Ordinanza non chiara e impositiva"

Non tutti però i primi cittadini sono critici: "Provvedimento scelto per ridurre i contagi e porre un freno in questo fine settimana di festa"

Primo giorno di "coprifuoco" notturno, amaro il commento di alcuni sindaci del savonese: "Ordinanza non chiara e impositiva"

E' scattata ieri sera la prima nottata dell'ordinanza 'coprifuoco' della Regione Liguria, che sarà in vigore ancora dalle 21.00 alle 6.00 sia tra sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre che tra domenica 1 novembre e lunedì 2 novembre.

Non sono mancate però le polemiche legate alle interpretazioni di questa misura restrittiva, che è sì come quella messa in atto per la città di Genova ma che la Faq regionale non ha chiarito particolarmente.

Infatti non solo i cittadini, ma anche alcuni sindaci del savonese hanno mostrato perplessità, soprattutto per la gestione del territorio.

"L'ordinanza così come scritta risulta difficile da comprendere e interpretare, per questo abbiamo chiesto ufficialmente una interpretazione alla Regione che ci auguriamo possa chiarire le cose. In ogni caso ritengo che questa sia una ordinanza che risulta impositiva e non tiene conto delle realtà dei singoli comuni - il commento del sindaco di Albenga Riccardo Tomatis - Noi sindaci che viviamo sul territorio e sappiamo qual è la situazione non siamo stati interpellati. Equiparare tutte le realtà di un territorio così variegato e complesso credo sia sbagliato. Infine questa ordinanza nn tiene neppure conto di realtà dell'entroterra o dei comuni più piccoli che spesso nn hanno la disponibilità di poter avere le forze dell'ordine sul loro territorio per farla rispettare".

"L'ordinanza di fatto non è chiarissima - il pensiero di Luigi De Vincenzi, sindaco di Pietra Ligure - di certo è una scelta che è stata fatta e in questo momento dire che le scelte fatte siano giuste o sbagliate è aleatorio. Probabilmente sì è cercato, da parte della Regione, di porre un freno a quanto potrebbe accadere in questo fine settimana di festa".

"Ci adeguiamo ma probabilmente vale molto di più il concetto su Genova rispetto alle nostre zone, dove non c'è la stessa situazione dei contagi - le parole di Luigi Pignocca, sindaco di Loano - da un certo punto di vista si poteva essere un pochino più attendisti non scegliendo un provvedimento di questo tipo che limita molto le persone. Credo che questa presa di posizione sia stata dettata soprattutto dalla serata nella quale molti sarebbero usciti, quindi si è voluto evitare questo tipo di situazioni. Sono restrizioni che ci auguriamo possano essere utili".

Naturalmente ha appreso con positività l'ordinanza il neo consigliere regionale Alessandro Bozzano, sindaco di Varazze ancora per qualche giorno:

"Si cerca di fare tutto il possibile per cercare di far scendere la curva dei contagi evitando la chiusura generale, per fare ciò si agisce in maniera chirurgica, certo è che l’elemento imprescindibile è il buon senso dei cittadini e il loro senso di responsabilità al di là dei provvedimenti di limitazione".

 "Come già detto in precedenza, indipendentemente che sia corretto o meno, noi ci dobbiamo attenere alle disposizioni. Si tratta di un provvedimento che ha come finalità quella di ridurre i contagi e contenere il virus. Personalmente ritengo sia un accorgimento sopportabile, tenuto conto che molti locali hanno già subito delle limitazioni per via di ordinanze o decreti. Non sposta di molto, al momento, la nostra quotidianità. Ossia non ci toglie niente delle attività che vogliamo svolgere durante il giorno, come ad esempio visitare i nostri cari al cimitero" ha detto il sindaco di Cairo Montenotte Paolo Lambertini.

"Il senso è quello di fare un sacrificio questo fine settimana ed evitare assembramenti, mi pare un minimo sforzo in una situazione che sta avanzando con grosse difficoltà - ha detto il sindaco di Vado Monica Giuliano - è necessaria, troviamo ancora un'assenza di rispetto delle regole. Credo che sia fondamentale. Alcuni interventi nel settore sanitario durante l'estate e non adesso andavano fatti, le strutture non sono state potenziate per la seconda ondata, abbiamo perso un po' troppo tempo, ci ritroviamo sotto delle ordinanze perché forse abbiamo paura che il sistema vada in difficoltà".

"Non ho i numeri sul contagio che ha la Regione per esprimere un parere se quella di chiudere sia una misura opportuna. Certo è che scritta così com'è l'ordinanza lascia molto all'interpretazione del personale di polizia preposto ai controlli. Se il problema era la movida, che produce chiaramente degli assembramenti, forse si doveva valutare altre misure, ma sempre valutando le ricadute economiche e sociali - continua il primo cittadino di Finale Ligure Ugo Frascherelli - A Finale in questo momento ad esempio non direi ci sia uno stato di emergenza tale, contando poi che non vi sono particolari festeggiamenti e il tempo non aiuta".

Redazione

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