Nota di Mario Carrara, consigliere comunale di minoranza (gruppo "Centrodestra"), rivolta al Consiglio comunale pietrese e in particolare alla presidente Michela Vignone.
Di seguito il testo completo della missiva:
In merito e relazione alla convocazione della seduta del Consiglio Comunale, stabilito dalla Presidente del Consiglio per la data di lunedì, 9 Novembre 2020, alle ore 17, non possiamo esimerci, perché rientra pienamente nella funzione di "controllo" esercitata dai consiglieri comunali, specie dell'opposizione, dall'effettuare e rimarcare i seguenti rilievi:
1) In merito alla "data" di convocazione del Consiglio
Tutti i consiglieri comunali dell'opposizione, in data 19 Ottobre u.s, sottoscrivevano e depositavano al protocollo del Comune di Pietra Ligure, la richiesta ai sensi dei vigenti ordinamenti, da parte di almeno un "quinto" dei consiglieri comunali, affinché fosse convocata una seduta del Consiglio Comunale entro il termine stabilito dalla legge, confermato dallo Statuto comunale, ed in modo ancora più chiaro ed apodittico dal vigente Regolamento Comunale. I termini sono: "20 (venti) giorni decorrenti dal deposito dell'atto di richiesta medesimo."
Infatti, sia l'art. 39, c 2, del T.U.E.L. (Testo unico enti locali), che l'art. 16, c.7, dello Statuto Comunale vigente dispongono che il Presidente, su richiesta di un quinto dei consiglieri o del Sindaco provvede a riunire il Consiglio, in un termine non superiore a 20 gg.
Entrambe le norme, riconfermate dal regolamento d'organizzazione del Consiglio Comunale vigente, parlano esplicitamente di "riunire ", non solo di "convocare " la riunione che, quindi, deve tenersi in quello stesso termine dei 20 giorni.
Il Regolamento del Consiglio Comunale, poi, è stato fatto in modo "tranciante", per rendere "inequivocabile" la norma ed evitare "furberie" di "furbetti" e di "furbette" che potessero eluderla; infatti, l'art.16, comma 2 dello stesso Regolamento recita, testualmente: " Il termine di cui al precedente comma -20 giorni- decorre dal giorno nel quale perviene al Comune la richiesta dei Consiglieri, indirizzata al Presidente, che viene immediatamente registrata al protocollo generale dell'ente."
Ora, come su accennato, essendo stata la richiesta di convocazione del Consiglio protocollata il giorno 19 Ottobre, i venti giorni prescritti scadevano il giorno 7 Novembre 2020.
Perché la riunione del Consiglio è stata convocata dopo la scadenza del termine? In quarant'anni di esperienza nel Consiglio Comunale, è la prima volta che accade una cosa del genere, perché mai è successo in passato che questo termine, che è posto a garanzia dei diritti dei Consiglieri comunali, sia stato infranto con disinvolutura e superficialità. D'altronde ci chiediamo: ma Lei non sa contare, almeno fino a 20? O è, forse, una laureata che non lo sa fare? E non ci venga ad accampare la scusa che il termine scadeva di sabato, così che Lei ha ritenuto di convocare il Consiglio Comunale il lunedì successivo, perché la legge, lo Statuto ed il Regolamento NON fanno nessuna distinzione tra giorni "feriali" e giorni "festivi" circa il termine dei 20 giorni, per cui si sarebbe potuto riunire il Consiglio anche il sabato stesso. Per di più, il fatto che le norme stabiliscano: "entro 20 giorni ", non significa certo che la riunione debba tenersi per forza proprio il ventesimo ed ultimo giorno di scadenza, bensì in uno qualsiasi dei precedenti "venti giorni" considerati. Lei, invece, con supponenza, lo convoca, addirittura, dopo la scadenza del termine perentorio.
Ma, Le chiediamo: Lei, Presidente, che dovrebbe garantire la corretta applicazione della normativa vigente che riguarda il Consiglio Comunale, la conosce? Noi abbiamo l'impressione di no.
Come fa ad applicarla correttamente se dà dimostrazione di non conoscerla? Se non la conosce, Le suggeriamo di farsi supportare da qualcuno che La possa consigliare per il meglio, perché Lei, da Presidente del Consiglio, deve rappresentare una funzione di "garanzia" per tutti i Consiglieri: anche e soprattutto quelli di opposizione e non, invece, dare un'impressione crescente che Lei svolga solo una funzione ancellare del Sindaco.
Potremmo, a questo proposito, visto che quanto è successo è grave, fare una segnalazione al Prefetto sull'accaduto ed il Prefetto non potrebbe che darci ragione, visto che la situazione è oggettivamente inequivocabile; ma non stiamo certo a far perdere tempo, di questi tempi, al Prefetto per un affare del genere; lo abbiamo rilevato e lo teniamo in conto, però, come Suo precedente.
2) In merito alle "modalità" di svolgimento della seduta del Consiglio Comunale
Nella richiesta di Convocazione del Consiglio Comunale, visti gli importanti argomenti posti all'ordine del giorno, come la questione dello sciagurato "senso unico" sul lungomare centrale e la conseguente richiesta di ritorno al doppio senso di marcia, visto che sta provocando l'impoverimento del centro urbano e code continue di veicoli, nonché altri argomenti come la gestione e l'utilizzo dei soldi pubblici, l'utilizzo dell'ex MIOS-INFETTIVI di Santa Corona e, solo ultimo in ordine di tempo, il trasferimento del "punto nascite" da Pietra Ligure a Savona, veniva richiesto di fare svolgere la seduta in una sala "vasta e capiente" tra quelle esistenti nel territorio comunale per consentire la partecipazione dei cittadini ed, in più, la trasmissione della seduta anche tramite un canale televisivo, visto l'estremo interesse con il quale la cittadinanza sta seguendo questi temi.
Invece, invocando le norme "anticovid 19", emanate dal Governo, Lei ha colto l'occasione per eliminare ogni tipo di "apertura" alla presenza dei cittadini e di convocazione "in presenza", disponendo, all'opposto, lo svolgimento della seduta tutta in modalità telematica "a distanza".
Abbiamo atteso ad inviare questa nostra solo il tempo necessario per capire in che tipo di "colorazione" governativa fosse collocata la Liguria e, conseguentemente, a che tipo di "restrizioni" dovesse adeguarsi: prendiamo atto che non siamo in zona "rossa" ed anche che, da tutta la documentazione decretazionale prodotta, non sussiste nessun obbligo per i Comuni di doversi assoggettare ad una modalità di svolgimento di una riunione dell'organo elettivo, qual è il Consiglio Comunale, solo con la modalità telematica "a distanza".
Infatti, l'ultimo atto in materia, cioè la circolare Min. Interni, n.066194 del 27 Ottobre 2020, non ordina, nè prescrive in nessuna sua parte un obbligo dei Comuni nel tenere le sedute in modalità telematica (né, essendo una circolare, avrebbe potuto farlo..); essa, nel 4ultimo cpv, "Dà facoltà agli enti locali di tenere le sedute con la modalità della video conferenza", ma non stabilisce certo un "obbligo"; inoltre, nel cpv successivo, rimarcando: "fermo restando che non si riscontra un obbligo normativo, l'ente locale deve valutare con attenzione l'opportunità di tenere le sedute dei consigli e delle giunte.....da remoto e non in presenza,....." anche in questo caso, di nuovo non stabilendo "obblighi", dei quali viene, esplicitamente, invece, esclusa la sussistenza e parlando, poi, solo di "opportunità ". In ultimo, al cpv finale, esplicitamente prevede che le riunioni "in presenza" si possano ben tenere, affermando: " Va, infine, rammentato che, nel caso in cui non si ricorra alla modalità della videoconferenza (quindi, ammettendo così la possibilità di effettuare la seduta in presenza), e la riunione si svolga in presenza, devono esser messe in atto tutte le misure anticontagio che prevedono l'obbligo del distanziamento interpersonale e l'utilizzo di protezione individuali personali (mascherine) sia per i partecipanti alla seduta che per il pubblico eventualmente ammesso ad assistervi."
Abbiamo volutamente riportato e scritto tutto quanto sopra, affinché non si venga a dire, "cambiando le carte in tavola", che la scelta della modalità "a distanza" in via telematica è un obbligo od un'imposizione governativa o è una scelta obbligata per evitare la diffusione del contagio. Non è nessuna di queste cose.
A Pietra Ligure abbiamo capienti ed ampi locali dove si possono tenere le sedute consiliari anche col pubblico, con i prescritti "distanziamenti" anche notevoli e l'utilizzo delle protezioni individuali personali (mascherine).
La riprova? Se, ad esempio, venisse utilizzato il teatro cinema comunale "Moretti", collocando tutti i consiglieri sul palcoscenico ed il pubblico in platea si potrebbero ottenere distanziamenti di tre/quattro metri tra i tredici consiglieri e di cinque o sei metri tra i cittadini presenti; se, in un'altra ipotesi si volesse sistemare la sola Giunta sul palcoscenico e consiglieri e pubblico in platea, si potrebbero ottenere distanziamenti tra tutti gli intervenuti anche superiori ai cinque metri.... Ed ancora: se si volesse sistemare il pubblico in "galleria", i distanziamenti sarebbero "siderali", ci si costringerebbe a guardare quasi coi binocoli.... Ovviamente, abbiamo fatto degli esempi paradossali, ma solo per dimostrare che, se si vuole, la possibilità di svolgere il Consiglio Comunale anche col pubblico ed in piena sicurezza c'è. O, almeno, a Pietra Ligure c'è. Non volerla effettuare in una delle sale idonee esistenti rappresenta solo l'ennesima "furberia", l'ennesimo escamotage per " svicolare" in modo apparentemente legale dalla responsabilità di dover affrontare le questioni "spinose" come, tra le tante, il senso unico del lungomare, sotto il controllo, la presenza, lo sguardo, l'influenza e magari, l'indignazione dei cittadini di Pietra Ligure, cui la risoluzione di questa come delle altre questioni in discussione sta molto a cuore e crea angustia, preoccupazione, angoscia.
Per tutto quanto finora scritto, Le chiediamo formalmente di riconsiderare e rivedere la modalità dello svolgimento della riunione del Consiglio Comunale del 9 Novembre alle 17, non tenendolo più in modalità telematica "a distanza", ma "in presenza", con tutte le precauzioni di distanziamento e protezione personale, in una delle sale, preferenzialmente il teatro cinema "Moretti", a disposizione nel territorio comunale, nonché di diffondere le immagini della seduta anche tramite un canale televisivo.