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Attualità | 15 novembre 2020, 09:44

La Fiaba della Domenica: "La talpa e i suoi amici"

Nelle disavventure di questa povera talpa, una metafora sull'importanza del valore della solidarietà e del mutuo aiuto

La Fiaba della Domenica: "La talpa e i suoi amici"

C’era una volta una talpa che, tutte le volte che camminava nel bosco, scontrava tutto ciò che trovava sul suo cammino.

Era davvero spiacevole e, a volte, anche disdicevole incappare fisicamente in tutto e tutti.

Certo c’era chi la scusava, chi la compativa, chi l’aiutava, ma, si sa, il mondo è bello perché è vario (o avariato come dicono alcuni!) e c’era anche chi si infuriava, chi la spingeva via, chi la blandiva, chi la minacciava.

E poi, che dolore in tutto il corpo per tutte quelle collisioni!

Il risultato fu che la talpa si ritirò, sempre più e sempre più mestamente nella sua tana, in un isolamento in cui cercava disperatamente di essere autosufficiente.

La talpa un brutto giorno finì le provviste che custodiva gelosamente nella sua tana; allora dovette per forza uscire per procurarsi del cibo.

Non poteva certo morire di fame e poteva contare solo su se stessa!

Ma il suo problema era la vista: si avvicinava a una ghianda con le sue zampine, ma la ghianda gli tirava un ceffone perché era il muso di un topolino, faceva per prendere una noce, ma questa saltava via perché era una pallina da tennis. Povera talpa!

Si avviava verso il negozio del gufo, ma inciampava tre o quattro volte per la strada e finiva per arrivare quando il negozio era chiuso.

Il problema era serio: la talpa rischiava di morire di fame e anche di farsi male per davvero.

Più volte rischiò di finire nel dirupo o dritta nelle fauci del lupo!

Lo scoiattolino che osservava da tempo la talpa pensò bene di intervenire.

Come era possibile che la povera talpa fosse lasciata al suo triste destino?

Nel bosco essere corti di vista significava morte certa, con tutti i pericoli che si trovano dietro ogni albero!

Lui, scoiattolino generoso, soffriva profondamente nel vedere la talpa in difficoltà!

Cara talpa, disse lo scoiattolino, non credi che sarebbe bene che ti mettessi gli occhiali?

Certo rispose la talpa, ma costano molti soldi e io non li possiedo!

Io sono sola e non ho risparmi!

Quel poco che possiedo mi serve, giorno dopo giorno, per continuare a sopravvivere!

L’indomani lo scoiattolino cominciò a girare per tutto il bosco correndo e saltando : il gufo, il picchio, la marmotta, il tasso, la chiocciola, il riccio, persino la vipera furono coinvolti nella colletta per gli occhiali della talpa.

Non si era mai visto nel bosco una tale mobilitazione: era un correre frenetico, ciascuno con l’intento comune di compiere una azione pregevole, ciascuno con la volontà di rendersi utile!

E più gli animali si sentivano utili e più stavano bene con sé e con gli altri!

Chi non aveva soldini da parte vendeva al mercato una patata, delle noci, del miele e il ricavato lo dava allo scoiattolino per gli occhiali della talpa.

Finalmente fu raccolta la cifra necessaria e tutto felice lo scoiattolo portò alla talpa un bel paio di occhiali.

Finalmente la talpa avrebbe potuto vedere la realtà per come in effetti era!

Ora la talpa non avrebbe più scontrato nulla e nessuno, non avrebbe più rischiato la vita nell’uscire di casa!

La talpa conobbe così una nuova vita: il mondo sorrideva e le cose quotidiane erano diventate per incanto molto facili.

Quanto era bello il mondo! Come era smagliante il bosco! Come era luminoso il cielo! Come erano profondi gli occhi di Talpone! E come era semplice uscire di casa!

Il ringraziamento della talpa fu molto commovente: tutti gli amici del bosco si abbracciarono a lungo e il ghiro trovò il tempo per schiacciare un pisolino.

Tratto da: "Le fiabe per... affrontare i distacchi della vita (un aiuto per grandi e piccini", di Elvezia Benini e Giancarlo Malombra, collana "Le Comete", Franco Angeli Editore. Con il patrocinio dell'Unicef. 

GLI AUTORI:

Elvezia Benini, psicologa, psicoterapeuta a orientamento junghiano, specialista in sand play therapy, consulente in ambito forense, già giudice onorario presso la Corte d'Appello di Genova. Autrice di numerose pubblicazioni a carattere scientifico.

Cecilia Malombra, psicologa clinica, specializzanda in criminologia e scienze psicoforensi, relatrice in convegni specialistici per operatori forensi e socio-sanitari. Autrice di pubblicazioni a carattere scientifico.

Giancarlo Malombra, giudice onorario presso la Corte d'Appello di Genova sezione minori, già dirigente scolastico, professore di psicologia sociale. Autore di numerose pubblicazioni a carattere scientifico.

Associazione Pietra Filosofale

L’Organizzazione persegue, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante l’esercizio, in via esclusiva o principale, delle seguenti attività di interesse generale ex art. 5 del D. Lgs. 117/2017:

d) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa;

i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;

k) organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;

In concreto l’associazione, già costituita di fatto dal 27 gennaio 2016 e che ha ideato e avviato il concorso letterario Pietra Filosofale di concerto con l'amministrazione comunale, intende proporsi come soggetto facilitatore, promuovendo e stimolando proposte di cultura, arte e spettacolo sul territorio, organizzazione di eventi culturali e/o festival, ideazione e promozione di iniziative culturali anche in ambito nazionale, costruzione, recupero e gestione di nuovi spazi adibiti a luoghi di Cultura Permanente, anche all’interno di siti oggetto di riqualificazione e/o trasformazione quali ad esempio l’ex Cantiere Navale di Pietra Ligure, come già attuato nel 2018 presso la Biblioteca Civica di Pietra Ligure, ove ha curato un percorso specifico di incontri dedicati alla salute e al benessere attraverso il progetto Il sogno in cantiere": il sogno, in onore e ricordo del cantiere navale che un tempo a Pietra Ligure ha dato vita a tante navi che sono andate nel mondo, vuole ritrovare nel “Cantiere” il luogo di cultura permanente dove poter trascorrere un tempo dedicato al pensiero del cuore, per nutrire l'anima con letture, scrittura creativa, musica, conferenze, mostre.

La “Filosofia dell'associazione” è quella di ridare vita al "Cantiere" in una nuova forma e in un nuovo spazio, ma con lo stesso intento di progettare e costruire "mezzi" speciali, per poter viaggiare con l'immaginazione, strumento di fondamentale importanza per creare spazio e tempo migliori in cui vivere.

L'Associazione vuole favorire l'alchimia di differenti linguaggi, promuovendo spazi di arte, cultura e spettacolo, convogliando le energie nascoste, rintracciando il messaggio archetipico attraverso la narrazione, tentando di recuperare i meandri del proprio Sé, per creare momenti di incontro, scambio e ascolto e per gioire dell'Incanto della Vita. L'aspetto narrativo si è già concretizzato nel 2016 attraverso l'esperito Concorso letterario sulla fiaba; la fiaba è metafora di vita: se il suo linguaggio è ricco e articolato, anche la vita, di conseguenza, sarà ricca e articolata, capace, come per i personaggi delle fiabe, di conservare una nicchia di libertà che faccia considerare l'alterità, l'altro, come un patrimonio da tesaurizzare. L'intento è quindi quello di compiere il “varo” di un “Festivalincantiere” quale contenitore di numerose iniziative, in primis il recupero del concorso letterario sulla fiaba, per poter consentire di viaggiare con l'immaginazione, strumento di fondamentale importanza per creare uno spazio e un tempo migliori in cui vivere e per offrire al Comune l'ampliamento della propria visibilità culturale sia a livello locale sia nazionale e oltre.

«I luoghi hanno un'anima. Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana.» scrive James Hillman

La triste verità è che la vera vita dell'uomo è dilacerata da un complesso di inesorabili contrari: giorno e notte, nascita e morte, felicità e sventura, bene e male. Non possiamo neppure essere certi che l'uno prevarrà sull'altro, che il bene sconfiggerà il male, o la gioia si affermerà sul dolore. La vita è un campo di battaglia: così è sempre stata e così sarà sempre: se così non fosse finirebbe la vita. (C.G.Jung, L'uomo e i suoi simboli)

Pedagogia della fiaba

La fiaba è metafora di vita: se il suo linguaggio è ricco e articolato, anche la vita, di conseguenza, sarà ricca e articolata, capace, come per i personaggi delle fiabe, di conservare una nicchia di libertà che faccia considerare l'alterità, l'altro, come un patrimonio da tesaurizzare e non come un competitor o peggio come un diverso stigmatizzabile in minus da omologare coercitivamente.

"L'aspetto linguistico così intenso ed evocante contesti e costrutti, spesso caduti nell'oblio, è il necessario contenitore, è la pelle del daimon che consente a ciascuno di riappropriarsi di conoscenza e di dignità, ricordando a tutti e a ognuno che l'ignoranza è la radice di tutti i mali". (Giancarlo Malombra in "Narrazione e luoghi. Per una nuova Intercultura", di Castellani e Malombra, Ed Franco Angeli). 

 









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