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A proposito di... | 17 novembre 2020, 17:56

Vado, a tutto gas: la sfida di Tirreno Power

"Un’altra battaglia ambientale o un’altra occasione di sviluppo. Dipende dai punti di vista. Certo è che Vado, entro il 2021, ancora una volta si troverà a scegliere tra occupazione e difesa della salute e del territorio"

Vado, a tutto gas: la sfida di Tirreno Power

Un’altra battaglia ambientale o un’altra occasione di sviluppo. Dipende dai punti di vista. Certo è che Vado, entro il 2021, ancora una volta si troverà a scegliere tra occupazione e difesa della salute e del territorio. Scelsero la seconda strada i magistrati, imponendo la chiusura della centrale a carbone; scelse la prima, la politica, aprendo le porte alle gru cinesi della mega piattaforma portuale.

Ora il futuro appare già ipotecato: Tirreno Power vorrebbe realizzare a Vado una centrale a turbogas di potenza doppia rispetto all’attuale impianto. Una richiesta di autorizzazione in tal senso è già stata inoltrata ai ministeri competenti. E Tirreno Power, a giorni, presenterà la proposta a Provincia, Comuni di Vado e Quiliano, Unione Industriali.

Nel frattempo il sindaco Monica Giuliano fa sapere che “non dirò mai un no a priori” a un’opportunità di sviluppo per il territorio, ma “il mio sì potrà arrivare solo dopo un’attenta analisi delle carte e verificate le massime garanzie di tutela dell’ambiente”. Garanzie che “non ho dubbi, pretenderà per primo il governo, viste le spiccate sensibilità ambientali di Cinquestelle e Pd” osserva, con un pizzico di veleno, il sindaco. Rispetto alle ricadute occupazionali, la Giuliano afferma che sarebbero “soprattutto indirette”, ossia dell’indotto, ad esempio per la manutenzione degli impianti. E sottolinea “il collegamento virtuoso che nascerebbe con il corso di ingegneria operativo a Vado”.

Lo stesso Pd savonese, pur con tutte le cautele del caso, appare interessato al progetto di Tirreno Power. Insomma, il gas sembra correre veloce. Eppure ci sono alcuni “ma”.

D’accordo, il gas non ha l’impatto inquinante del carbone, ma come faranno ad esempio i Cinquestelle, protagonisti di una furiosa battaglia contro il fossile a Vado, ad autorizzare a livello governativo una centrale a gas da 800MW in pieno centro abitato? La posizione dei tre parlamentari savonesi è ben sintetizzata dal portavoce del movimento, Eric Festa: “E’ assolutamente anacronistico e fuori dal tempo il progetto di Tirreno Power. Qui non si tratta di discutere se sono troppi o pochi gli 800MW previsti, ma semmai quando verrà smantellato l’impianto esistente. I cittadini vadesi hanno già pagato un prezzo troppo alto, in termini di salute, per sopportare altro inquinamento”.

Poi ci sono le serie e documentate critiche di Uniti per la salute, associazione ambientalista secondo la quale “le emissioni di polveri fini e ultrafini da impianti turbogas a cicli combinati sono tutt’altro che trascurabili”. Tanto più in un territorio già “malato” come attestano “le perizie disposte dalla Procura e l’indagine epidemiologica condotta dal CNR”.

Un altro “ma”: cosa dirà la Ue che stabilisce parametri di emissioni molto rigidi per inserire le centrali a gas tra gli investimenti sostenibili? Se la bozza di un documento che circola a Bruxelles in questo giorni, diventerà testo definitivo, le centrali a gas non dovranno produrre più di 100 grammi di CO2 equivalente per kWh. Curioso notare che nessuno degli impianti in funzione oggi rientri in tali parametri.

E infine, il dopo Covid, quando arriverà, vedrà il governo impegnato nell’attuazione di piani per la ripresa economica del nostro Paese, e questo potrebbe agevolare il percorso di progetti per nuovi impianti produttivi come appunto la centrale a turbogas di Tirreno Power.

Bruno Lugaro


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