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Pietrese | 21 novembre 2020, 10:19

Chiusura punto nascite a Pietra, la deputata Foscolo e il sindaco De Vincenzi scrivono a Toti: "Si può attingere alla graduatoria di 50 ostetriche"

"Chiediamo di verificare la possibilità di sostituire il personale infermieristico con queste figure dedicate e in grado di gestire il reparto e il 'blocco parto', evitandone la completa chiusura e garantendo la giusta assistenza alle gestanti"

Chiusura punto nascite a Pietra, la deputata Foscolo e il sindaco De Vincenzi scrivono a Toti: "Si può attingere alla graduatoria di 50 ostetriche"

Una lettera con al centro la chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Corona e il trasferimento del punto nascita presso l’ospedale San Paolo di Savona. La deputata Sara Foscolo e il primo cittadino pietrese Luigi De Vincenzi hanno indirizzato la loro missiva al presidente della Regione Giovanni Toti. Inviata anche ad Alisa e all'Asl2.

"Gentilissimo Presidente, con questa lettera congiunta vogliamo trasmetterle le preoccupazioni di un intero territorio in merito alla chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Corona e il trasferimento del punto nascita presso l’ospedale San Paolo di Savona, decise dall’ASL 2 “Savonese” con decorrenza dal 16 novembre u.s. Pur prendendo atto delle motivazioni di tale scelta, dettate dall’emergenza Covid e dalla conseguente necessità reperire personale infermieristico da destinare ad altri reparti, e delle sue rassicurazioni, espresse a mezzo stampa e in Consiglio Regionale, sulla sua temporaneità, non possiamo negare le molte perplessità e contrarietà che questa decisione ha suscitato e delle sue ripercussioni negative su una grande parte della nostra provincia" spiegano Foscolo e De Vincenzi.

"Condividiamo le preoccupazioni per ciò che potrebbe succedere in questo lasso di tempo, che sembra non preannunciarsi breve. Il servizio interrotto, relativo non solo al punto nascita ma anche alle altre numerose urgenze ginecologiche e ostetriche, coinvolge il vasto territorio fra Imperia e Savona, entroterra compreso, ed un elevato numero di utenti che, da lunedì 16 novembre, sono obbligati a rivolgersi all’ospedale di Savona, di non tempestivo e facile accesso causa la ben nota conformazione del nostro territorio e dello stato delle sue infrastrutture. Parliamo di dati consistenti, considerato che i parti effettuati nel 2019 sono stati 503 e 441 quelli fino ad ottobre 2020, mentre solo quest’anno sono già circa una quindicina le emergenze ostetriche non differibili su altri presidi e i parti spontanei trattati dal pronto soccorso ostetrico. Inoltre, come ha avuto modo di constatare di persona solo pochi giorni fa inaugurando il nuovo angiografo biplano, Santa Corona ospita l’unico servizio di radiologia interventistica da Ventimiglia a Genova, caposaldo dell’urgenza-emergenza in area neurochirurgica e indispensabile negli interventi di embolizzazione preventiva delle arterie uterine nelle patologie di inserzione placentare e nelle emorragie post partum" continuano la deputata e il sindaco.

"Il senso di responsabilità verso le nostre comunità che ci contraddistingue e connaturato agli incarichi che ricopriamo, le gravi criticità che questa scelta, seppur temporanea ma che lascia scoperto un territorio vasto e con notevoli ed evidenti difficoltà logistiche, porta con sé, e ragionate considerazioni che vanno dall’incongruenza di privare il DEA di II livello, anch’esso unico da Ventimiglia a Genova, di una specialità fondamentale, all’inevitabile movimentazione di utenza fino all’uso improprio di ambulanze, situazioni da evitare in questo periodo di grande difficoltà, ci portano a chiederLe di rivalutare questa decisione, verificando tutte le possibilità per reperire, nonostante la recrudescenza dell’emergenza Covid, il personale infermieristico necessario a garantire il funzionamento di tutti i reparti, compreso ostetricia e ginecologia del Santa Corona" proseguono.

"Pur non essendoci graduatorie aperte per l’assunzione di infermieri, in ASL 2 c’è la possibilità di attingere alla graduatoria di circa 50 ostetriche professioniste in attesa di assunzione. Sulla base di questo dato, Le chiediamo di verificare la possibilità di sostituire il personale infermieristico con queste figure dedicate e in grado di gestire il reparto e il “blocco parto”, evitandone la completa chiusura e garantendo la giusta assistenza alle gestanti e scongiurando le gravi conseguenze insite in situazioni di emergenza potenzialmente pericolose, se non letali, per la salute materna e fetale. Chiediamo, inoltre, che a emergenza finita e a situazione nuovamente stabilizzata, gli specialisti di ostetricia e ginecologia non vengano concentrati, come successo negli ultimi tempi, nell’area metropolitana genovese, ma vengano equamente destinati ai nosocomi del ponente, e specialmente a quello pietrese, per riequilibrare una carenza di personale del tutto evidente anche in epoca pre-covid" concludono Sara Foscolo e Luigi De Vincenzi.

"Sulla salute dei cittadini non possono e non devono esserci divisioni politiche o partitiche. Noi abbiamo avanzato una proposta concreta, l'obiettivo principale deve essere quello di avere i migliori servizi e i migliori strumenti sul territorio, a disposizione dei pazienti. Io e Luigi De Vincenzi la pensiamo diversamente su moltissime cose, però su questo condividiamo la stessa battaglia, di buon senso, per la tutela degli interessi dei cittadini del nostro comprensorio". Così Sara Foscolo, deputata della Lega e consigliere comunale a Pietra Ligure, ha commentato la lettera firmata insieme al primo cittadino pietrese.

Redazione

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