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Politica | 26 novembre 2020, 14:21

Spotorno, la riqualificazione della "Maremma" fa ancora discutere il Consiglio comunale

Opposizioni critiche verso il procedimento scelto dall'amministrazione: "Distorte le leggi regionali e lavori nell'interesse del privato e non del pubblico". Il sindaco Fiorini: "Progetto parte di una visione d'insieme: ne beneficeranno tutti gli spotornesi"

Spotorno, la riqualificazione della "Maremma" fa ancora discutere il Consiglio comunale

Resta centrale nel dibattito politico spotornese la questione della riqualificazione delle aree della "Maremma", ieri sera tornata in Consiglio comunale con un nuovo progetto che sarà sottoposto alla valutazione ambientale strategica della Regione per la sua fattibilità.

Dopo la bocciatura subita nel 2018 da parte degli uffici competenti secondo i quali non sussistevano i requisiti di interesse pubblico "indispensabili per la formazione di un Accordo di Programma tra il Comune e la Regione" dove solo marginalmente emergeva la "riqualificazione del relativo contesto urbanistico" senza "significativi miglioramenti alle infrastrutture ed alle dotazioni di servizi pubblici".

Da allora alcune condizioni a contorno sono variate, come l'aggiornamento del piano di bacino e l'ingresso nel quadro di un nuovo soggetto attuatore. Ma soprattutto è stata approvata una legge regionale, la numero 23, sulla rigenerazione urbana che l'amministrazione intende sfruttare per riproporre questo nuovo progetto.

Una via che però non convince la minoranza, come spiega il gruppo "Spotorno che vorrei" accusando di un interesse più sbilanciato sul privato che sul pubblico: "La zona non pare essere prossima ad un degrado complessivo, anche in virtù delle licenze edilizie concesse negli anni passati. Si sostiene ciò solo per il fine della richiesta di intervento edilizio da parte del privato" spiegano i consiglieri Spiga e Bonasera. "Il Comune doveva essere l’attore principale nell’individuare gli ambiti che presentino condizioni di degrado urbanistico e non doveva farselo suggerire dai privati che hanno interessi economici di rilievo sul territorio, e non possiamo accettare che le norme e leggi regionali vengano distorte dalla loro finalità con queste intenzioni" spiegano. 

Secondo l'amministrazione invece gli investimenti pubblici nel progetto non solo porterebbero al raggiungimento di importantissimi obiettivi perfettamente in linea con i requisiti della legge 23, ma anche ad un discorso di più ampia visione anticipando il percorso del PUC e "aprendo la strada ad investimenti di terzi integrati con interventi di interesse pubblico per il miglioramento urbanistico della zona, la maggiore fruibilità turistica, la messa in sicurezza, il recupero di edifici fatiscenti e la nascita di attività imprenditoriali nel settore marino e horeca" spiega la maggioranza.

Oggetto del contendere, ossia corpo del progetto, è anche la natura degli interventi. Oltre a 600 mila euro di oneri relativi a due interventi edilizi previsti nella zona dell'ex Hotel Pippo e nella zona del parcheggio camper, che prevedono la realizzazione di circa 5mila mq lordi di residenziale per ogni ambito e di circa 2.200 mq di ricettivo, vi sarebbero infatti compresi circa 4 milioni di opere pubbliche quali la realizzazione di una rotatoria tra Aurelia e via Maremma, la realizzazione di una nuova passeggiata e un intervento di riqualificazione del terzo molo.

"Nel complesso si tratta di interventi volti a dare maggior sicurezza e ridurre le criticità ambientali idrogeologiche dell’intera area, oggi segnalata a rischio molto elevato. Oltre che a valorizzare turisticamente l'ingresso di levante della città, in particolare grazie all'intervento di particolare pregio estetico e funzionale sul Molo San Antonio, e a migliorarne la viabilità" spiega il sindaco Mattia Fiorini. 

Una visione non condivisa dalla minoranza: "Tutto ciò sembra andare più a vantaggio del privato che del pubblico" sottolineano Spiga e Bonasera. "In termini di rigenerazione urbana, si sarebbero potuti inserire, ad esempio, lavori alla centrale villa Albini, sede del Comune, o anche in zone diverse del paese, per far si che di questi 4 milioni di euro ne beneficiassero tutti i cittadini".

La pratica è stata approvata, ora la palla passerà agli uffici regionali competenti.

Mattia Pastorino

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