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A proposito di... | 28 novembre 2020, 11:23

Segreti e big dell'operazione Crescent

Bruno Lugaro: "Chi si cela dietro la ragione sociale Lino 2020? Scopriamo le carte"

Segreti e big dell'operazione Crescent

Lino 2020 srl. E’ il nome della società che ha ereditato l’operazione Crescent 2 per la quale è prevista l’apertura del cantiere nel giro di un anno.

L’iter autorizzativo ha visto un’accelerazione proprio nelle ultime ore, con il “sì” della giunta comunale alla contropartita in oneri di urbanizzazione concordata tra i soggetti attuatori e l’amministrazione di Palazzo Sisto.

Ma chi si cela dietro la ragione sociale Lino 2020? Scopriamo le carte.

Il dominus è sempre Aldo Dellepiane, o meglio, la famiglia del facoltoso imprenditore valbormidese. Ma l’aprile scorso, lontano dai riflettori, è successo qualcosa di clamoroso: la storica Orsa 2000 è uscita di scena lasciando il posto a una nuova società, appunto Lino 2020, che ha iniziato le proprie attività il 15 luglio scorso, con un capitale sociale di 200 mila euro.

Tecnicamente si è trattato di una procedura di scissione. Socio unico di Lino 2020 è la Gesco di Dellepiane, sempre lui, che ha evidentemente preparato il terreno all’operazione del Crescent 2.

Ma andiamo avanti con le novità.

Amministratore unico di Lino 2020 è un argentino: Juan Arnaldo Decastelli; mentre Gesco è affidata a un procuratore speciale: Marcello Tallarico. Fin qui la “carta canta”.

Poi ci sono le voci che danno per conclusa da mesi una trattativa fra Dellepiane e Paolo Campostano, big dei traffici portuali. Di fronte a un notaio sarebbe stato firmato un accordo di vendita dell’intero pacchetto Crescent proprio allo spedizioniere marittimo che ricordiamo già nel 1996 lavorava con Dellepiane al progetto di un nuovo quartiere residenziale nella Darsena.

Nel 2001 l’operazione decollò anche grazie alla spinta decisiva di Raffaello Orsero, ma nel frattempo Campostano si era defilato. Il suo sarebbe quindi un ritorno di fiamma. Per un’operazione immobiliare da oltre 20 milioni di euro.

L’assessore all’Urbanistica Massimo Arecco non era al corrente di questi movimenti societari. “Tutta la documentazione fin qui presentata - afferma - è intestata ad Orsa 2000; quindi per me non cambia nulla. Certo è che alla luce di queste novità (se confermate) la fideiussione che chiediamo al costruttore diventa indispensabile. Il Comune deve tutelarsi da eventuali brutte sorprese”.

Bruno Lugaro


Per contattare l'autore, scrivi a lugaro@savonanews.it

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