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Savona | 03 dicembre 2020, 14:35

Processo Tirreno Power, ascoltati gli esponenti di Legambiente e di Uniti per la Salute

La difesa ha contestato l'audizione di un teste che è comune sia gli stessi che alle parti civili: verrà ascoltato nell'udienza del 15 dicembre insieme all'ex presidente della Regione Claudio Burlando

Processo Tirreno Power, ascoltati gli esponenti di Legambiente e di Uniti per la Salute

Dopo le ultime cinque udienze di settembre, ottobre e novembre, dove hanno testimoniato alcuni cittadini, residenti, costituiti come parti civile nel processo che vede al centro la centrale Tirreno Power di Vado Ligure per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell'azienda, rinviati a giudizio con l’accusa di disastro ambientale e sanitario colposo, quest'oggi sono stati ascoltati Maria Maranò, della segreteria nazionale di Legambiente e la presidente di Uniti per la salute dal 2007 Emilia Piccardo.

"Ai tempi curavo per l'associazione i rapporti con altre associazioni ambientaliste e sociali e con i comitati locali. Ci saremo impegnati perché quei progetti sul carbone non andassero avanti, avevamo l'intento di non lavorare da soli ma costruire alleanze, dare una mano ai volontari locali e sensibilizzare verso altri movimenti. Rispetto a Tirreno abbiamo utilizzato le leve della sensibilizzazione e la costruzione di alleanze( tramite sit in, convegni) e facendo approfondimenti tecnici scientifici" spiega la rappresentante di Legambiente interrogata dal legale dell'associazione ambientalista.

"Abbiamo chiesto e partecipato alle conferenze dei servizi e abbiamo perseguito la strada giudiziaria viste le autorizzazioni che erano state date. Volevamo sollecitare un'indagine epidemiologica approfondita" ha continuato Maria Maranò.

"Abbiamo sempre effettuato un'attività di contrasto contro la centrale Tirreno Power effettuando diverse spese per le perizie, gli avvocati, e le manifestazioni - ha detto la presidente di Uniti per la Salute - eravamo preoccupati per il potenziamento della centrale e avevamo espresso perplessità a Claudio Burlando (ex presidente della Regione) in una manifestazione a Cairo Montenotte (all'inaugurazione del parco eolico nel febbraio 2009), ma ci rispose di stare tranquilli perché De Benedetti gli avrebbe detto che non si sarebbe fatto".

Contestato dalla difesa il testimone Stefano Maggi che oggi doveva essere ascoltato dagli avvocati della parte civile. 

Il giudice Francesco Giannone ha specificato che "tenuto che all'udienza del 17 dicembre 2019 si era già formato il consenso delle parti della parziale inversione dell'ordine di assunzione delle prove con riferimento all'esame dei testi delle parti civile dovendosi tra questi ritenere compreso anche il teste Maggi Stefano quale teste comune anche alla difesa Orlando come confermato dal fatto che l'esame del teste veniva indicato all'udienza del 14 gennaio 2020 come adempimento da effettuare all'udienza del 28 gennaio a cui tuttavia facevano seguito rinvii dapprima per l'astensione dei difensori quindi per la normativa emergenziale da pandemia Covid19. Ritenuto tuttavia che all'udienza del 26 novembre 2020 venivano indicati come adempimenti all'udienza odierna di tre testi della parte civile, due dei quali da individuare tra un novero di nominativi tra i quali non era presente il teste Maggi, ritenuto pertanto anche in considerazione del fatto che si tratta di un teste comune ad un altra difesa sicché la difesa deve essere messa in condizioni di procedere all'esame del teste in condizione di adeguata condizione, in accoglimento dell'istanza risponde di rinviare alla prossima udienza il teste Maggi".

Il processo è stato rinviato al prossimo 15 dicembre con l'audizione proprio di Stefano Maggi e dell'ex presidente della Regione Claudio Burlando.

Luciano Parodi

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