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Alassino | 10 dicembre 2020, 02:35

È morto "Pablito" Rossi, l'eroe azzurro del Mundial '82: un'avventura iniziata nel ritiro di Alassio

Se n'è andato a 64 anni, stroncato da un male incurabile, il simbolo della vittoria del calcio italiano in Spagna: un successo costruito tra le critiche del ritiro nella città del "Muretto"

Archivio Foto Aldo Alassio, tratte dal libro "Alassio, la Culla dei Campioni del Mondo '82"

Archivio Foto Aldo Alassio, tratte dal libro "Alassio, la Culla dei Campioni del Mondo '82"

Una triste notizia è ben presto divenuta virale nella notte: all'età di 64 anni si è arreso ad un male incurabile Paolo Rossi, il simbolo della nazionale italiana di calcio campione del mondo nel 1982. "Pablito", ribattezzato così dopo l'exploit che contribuì al trionfo azzurro in Spagna, fu l'emblema di quella vittoria grazie alle sei reti segnate nel torneo, a partire dalla famosissima tripletta con la quale "fece piangere il Brasile": una frase divenuta poi il titolo della sua autobiografia.

Come tutti i protagonisti della nazionale guidata dal ct Enzo Bearzot, Rossi prese parte al raduno iniziato il 19 maggio del 1982 ad Alassio, località scelta per preparare la spedizione mondiale con il ritiro all'hotel "Puerta del Sol" e gli allenamenti sul terreno di gioco dello stadio della città del "Muretto", effettuati in un clima non proprio sereno. L'attaccante nativo di Prato era infatti da poco tornato in campo con la Juventus dopo due anni di squalifica per lo scandalo "calcioscommesse" nel quale si ritrovò coinvolto: è per questo che parte della stampa e dei tifosi rimproverava la sua convocazione al posto del capocannoniere della Serie A, il romanista Roberto Pruzzo, o dell'interista Evaristo Beccalossi. Una scelta aspramente criticata ma che gli eventi dimostrarono poi vincente.

Fu così che dopo i pareggi tutt'altro che esaltanti con Polonia e Perù (0-0) e con il Camerun (1-1), l'Italia si ritrovò nel girone di ferro con Argentina (battuta 2-1) e Brasile, sconfitto 3-2 in un pomeriggio di fuoco: al "Sarrià" di Barcellona, il 5 luglio '82, nasce il mito di Pablito che dopo una serie di prestazioni anonime segna tre gol che spingono l'Italia, sfavorita al cospetto dei verde-oro, in semifinale. A seguire una doppietta che vale il 2-0 contro la Polonia per poi chiudere con la rete che apre le marcature nella finalissima dell'11 luglio al Bernabeu di Madrid contro la Germania Ovest.

"Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo" l'urlo di Nando Martellini, telecronista dell'epoca, al fischio finale. Per Rossi una liberazione dopo le stagioni difficili della squalifica e le pesanti critiche pre-mondiale, il preludio ad un'ulteriore soddisfazione, qualche mese dopo, con la conquista del Pallone d'Oro. Per quanto riguarda i club fu protagonista con Lanerossi Vicenza e Perugia prima dell'approdo definitivo alla Juventus: in bianconero vinse due scudetti, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e la Coppa dei Campioni nella tragica notte dell'Heysel. Concluse infine il suo percorso da calciatore con le maglie di Milan ed Hellas Verona. Recentemente era stato a opinionista in tv per Mediaset e Rai.

Paolo Rossi lascia la moglie Federica ed i figli Sofia Elena, Maria Vittoria ed Alessandro. A pochi giorni di distanza dalla scomparsa di Diego Armando Maradona se ne va un altro grande protagonista del calcio degli anni '80, l'ennesima perdita di un 2020 davvero triste.

Roberto Vassallo

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