Il Natale per le puzzole è una festa davvero speciale. Quasi come quello dei bambini. Ma forse ancora più speciale. E sì, perché le puzzole a Natale fanno una gran festa, una grande baldoria, una grande abbuffata, ma soprattutto le puzzole a Natale fanno una cosa che non fanno per tutto l'anno: il bagno, si buttano tutte quante insieme nel Grande Fiume che attraversa la loro città.
E nel fiume, nell'acqua, giocano, nuotano, si rincorrono, si divertono a spruzzarsi l'un l'altra, vanno a fondo per poi riemergere più divertite che mai.
Il bagno natalizio è, per le puzzole, un rito collettivo atteso per tutto l'anno: a scuola le piccole puzzole descrivono il bagno del Natale precedente e sognano il bagno del Natale che verrà, esprimendo le loro emozioni in disegni e parole; al lavoro le puzzole adulte sopportano fatica, noia e responsabilità, sognando a occhi aperti il prossimo Natale, con il bagno nel fiume che consentirà loro di fare nuove amicizie, di ritrovare amici da tempo più visti, ma soprattutto di stare insieme alla famiglia, a tutta la famiglia, senza impegni, orari, difficoltà e preoccupazioni quotidiane.
Garofano, il re delle puzzole, il pacioso, paziente e buon sovrano della Città delle Puzzole, dava da sempre grande importanza al Natale e al suo bagno.
Si può dire che tutto il governo di re Garofano era mirato, un Natale dopo l'altro, a rendere sempre più sfarzoso, bello e accogliente il gran bagno natalizio nel fiume. Quintali e quintali di petali di rose erano sparsi per le strade della città poco prima di Natale, ma anche nel fiume, così che se una puzzola distratta, mentre leggeva il giornale camminando, non prestava attenzione, rischiava di cadere dalla strada al fiume prima del tempo.
Festoni colorati addobbavano ogni casetta delle puzzole già ben prima del Natale e ognuna di esse faceva a gara ad avere nel proprio cortile alberi con lucenti palline e leccornie appese.
Le giovani puzzole poi passavano quasi tutto il loro tempo libero alla ricerca del nuovo costume da bagno che le avrebbe fatte invidiare dalle amiche e compagne al gran bagno di Natale. E profumi a profusione, schiume a volontà, canotti e salvagenti di ogni forma e colore arricchivano le acque del fiume durante il Natale delle puzzole. I variopinti asciugamani, poi, rendevano particolarmente festosa l'atmosfera natalizia avvolgendo ogni puzzola dopo i tuffi nel fiume.
Era la gioia degli occhi e del cuore, era la felicità di grandi e piccini, era un Natale atteso tutto l'anno.
Non per Pirella, giovane, delicata, sensibile puzzolina con i genitori separati e soprattutto con i genitori arrabbiati. Ma proprio tanto arrabbiati, l'uno contro l'altra.
E Pirella si sentiva responsabile per questa situazione. Sì perché Vinicio e Nasturzia, il papà e la mamma, litigavano soprattutto a Natale per chi dovesse portare al bagno di Natale la piccola Pirella.
Vinicio,il papà, si era risposato con quell'odiosa Domizia ed era nato Dinetto, il suo fratellino; Nasturzia la mamma si era a sua volta risposata con quell'orribile Storione ed era nata la sua sorellina Ginetta. E così ciascuno con la sua nuova famiglia, papà e mamma, tira e molla, molla e tira, sia mamma e sia papà volevano che lei, Pirella, stesse a Natale al bagno nel fiume con loro.
Finiva sempre che un Natale lei faceva il gran bagno con mamma e relativa famiglia e l'altro, il successivo, si bagnava con papà e con il suo codazzo di familiari.
Che tristezza, che noia, che rabbia, che barba: che diamine, lei, Pirella voleva bene ad entrambi i suoi genitori, anche ai suoi nuovi fratellini, ma Domizia e Storione proprio non li digeriva.
Avevano un bel dire e un bel fare mamma e papà per far apparire belli e buoni i loro rispettivi compagni e probabilmente li erano anche belli e buoni, ma a lei questo non importava proprio niente, lei era figlia dei suoi genitori!
Così il gran bagno natalizio, la gioia di tutta la Città delle Puzzole, il momento tanto atteso da tutti, così gioioso e festoso, l'occasione per tutti di stare insieme alla famiglia e agli amici si trasformava invece per la piccola povera puzzolina Pirella in un momento di sofferenza e turbamento.
Se stava con mamma, doveva vedere il papà con il fratellino Dinetto a giocare nell'acqua lontano da lei e se stava con papà, doveva assistere sempre da lontano alle coccole che la sua mamma faceva a Ginetta, la nuova sorellina.
Che fare? Come ritornare all'antica felicità?
E tra l'altro ogni volta, all'avvicinarsi del Natale, quando tutti cominciavano a gioire nell'attesa del gran bagno, per la piccola Pirella cominciava il triste periodo delle liti tra mamma e papà, per telefono, per lettera, persino per strada quando i due, per caso, si incontravano.
“Pirella deve stare con me a Natale”, diceva papà ,“Suo fratellino piangerà moltissimo nel fiume se lei non ci sarà!”
E la mamma: “A piangere saremo io e Ginetta, la sua sorellina, se lei non farà il gran bagno con noi”.
E così tutti i Natali, ma proprio tutti.
Per fortuna questa brutta situazione venne all'orecchio del buon re Garofano che, oltre a essere molto buono e saggio, sapeva anche parlare al cuore di grandi e piccini.
Garofano ordinò ai genitori di Pirella di recarsi al palazzo reale e fece loro un lungo discorso che più o meno suonava così:”Cari genitori, io comprendo che voi siate separati perché tra di voi l'amore non c'era più. Ma voi non potete, non dovete mai, neppure per un istante, smettere di essere genitori di Pirella, oltre che dei vostri nuovi puzzolini. E il Natale, con il suo gran bagno, è il momento in cui grandi e piccini sentono più vicino l'affetto dei propri cari. Il gran bagno è proprio questo: le acque avvolgono ogni puzzola così come l'Amore dei propri familiari deve avvolgere ognuno di noi: voi avete formato due nuove famiglie, una per ognuno di voi; ebbene, dal prossimo Natale le vostre famiglie faranno il gran bagno insieme, in gioia e letizia, e questo Amore, nuovo e rinnovato, porterà finalmente ristoro alla vostra piccola Pirella che tanto soffre la lontananza di uno di voi”.
Era un ordine del Re, ma era soprattutto la via maestra indicata da un grande maestro.
Vinicio e Nasturzia si guardarono per la prima volta, dopo tanto tempo, negli occhi e addirittura si abbracciarono.
Il messaggio era stato semplice e chiaro: non ci sarebbe mai più stato un Natale senza il gran bagno tutti insieme appassionatamente.
Tratto da: "Le fiabe per... la famiglia allargata (un aiuto per grandi e piccini)", di Elvezia Benini, Giancarlo Malombra e Cecilia Malombra, collana "Le Comete", Franco Angeli Editore. Prefazione di Maria Rita Parsi.
GLI AUTORI:
Elvezia Benini, psicologa, psicoterapeuta a orientamento junghiano, specialista in sand play therapy, consulente in ambito forense, già giudice onorario presso la Corte d'Appello di Genova. Autrice di numerose pubblicazioni a carattere scientifico.
Cecilia Malombra, psicologa clinica, specializzanda in criminologia e scienze psicoforensi, relatrice in convegni specialistici per operatori forensi e socio-sanitari. Autrice di pubblicazioni a carattere scientifico.
Giancarlo Malombra, giudice onorario presso la Corte d'Appello di Genova sezione minori, già dirigente scolastico, professore di psicologia sociale. Autore di numerose pubblicazioni a carattere scientifico.
Associazione Pietra Filosofale
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La “Filosofia dell'associazione” è quella di ridare vita al "Cantiere" in una nuova forma e in un nuovo spazio, ma con lo stesso intento di progettare e costruire "mezzi" speciali, per poter viaggiare con l'immaginazione, strumento di fondamentale importanza per creare spazio e tempo migliori in cui vivere.
L'Associazione vuole favorire l'alchimia di differenti linguaggi, promuovendo spazi di arte, cultura e spettacolo, convogliando le energie nascoste, rintracciando il messaggio archetipico attraverso la narrazione, tentando di recuperare i meandri del proprio Sé, per creare momenti di incontro, scambio e ascolto e per gioire dell'Incanto della Vita. L'aspetto narrativo si è già concretizzato nel 2016 attraverso l'esperito Concorso letterario sulla fiaba; la fiaba è metafora di vita: se il suo linguaggio è ricco e articolato, anche la vita, di conseguenza, sarà ricca e articolata, capace, come per i personaggi delle fiabe, di conservare una nicchia di libertà che faccia considerare l'alterità, l'altro, come un patrimonio da tesaurizzare. L'intento è quindi quello di compiere il “varo” di un “Festivalincantiere” quale contenitore di numerose iniziative, in primis il recupero del concorso letterario sulla fiaba, per poter consentire di viaggiare con l'immaginazione, strumento di fondamentale importanza per creare uno spazio e un tempo migliori in cui vivere e per offrire al Comune l'ampliamento della propria visibilità culturale sia a livello locale sia nazionale e oltre.
«I luoghi hanno un'anima. Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana.» scrive James Hillman
La triste verità è che la vera vita dell'uomo è dilacerata da un complesso di inesorabili contrari: giorno e notte, nascita e morte, felicità e sventura, bene e male. Non possiamo neppure essere certi che l'uno prevarrà sull'altro, che il bene sconfiggerà il male, o la gioia si affermerà sul dolore. La vita è un campo di battaglia: così è sempre stata e così sarà sempre: se così non fosse finirebbe la vita. (C.G.Jung, L'uomo e i suoi simboli)
Pedagogia della fiaba
La fiaba è metafora di vita: se il suo linguaggio è ricco e articolato, anche la vita, di conseguenza, sarà ricca e articolata, capace, come per i personaggi delle fiabe, di conservare una nicchia di libertà che faccia considerare l'alterità, l'altro, come un patrimonio da tesaurizzare e non come un competitor o peggio come un diverso stigmatizzabile in minus da omologare coercitivamente.
"L'aspetto linguistico così intenso ed evocante contesti e costrutti, spesso caduti nell'oblio, è il necessario contenitore, è la pelle del daimon che consente a ciascuno di riappropriarsi di conoscenza e di dignità, ricordando a tutti e a ognuno che l'ignoranza è la radice di tutti i mali". (Giancarlo Malombra in "Narrazione e luoghi. Per una nuova Intercultura", di Castellani e Malombra, Ed Franco Angeli).