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Solidarietà | 04 gennaio 2021, 12:55

Linea Condivisa ricorda il geologo Mimmo Filippi

"Con il suo impegno professionale, civile e ambientale difese il territorio savonese"

Linea Condivisa ricorda il geologo Mimmo Filippi

Linea Condivisa ricorda a pochi giorni dalla scomparsa il geologo Mimmo Filippi: "Ricordiamo il suo impegno professionale, civile e ambientale per la difesa del territorio savonese, dall’Acna, alla Tirreno Power, alla difesa della vallata del Letimbro, ma anche alla comprensione dell’evoluzione e delle dinamiche della fascia costiera. In uno dei suoi ultimi lavori ha collaborato al volume “Il mare privato. Le conseguenza di cemento. Speculazioni e criminalità”. E proprio da qui che vogliamo ripartire per continuare il suo instancabile lavoro". 

"Il 28 dicembre un’ulteriore mareggiata, dopo quella del 2 ottobre, ha causando danni al litorale non ancora “sistemato” dopo la grande mareggiata del 2018, da Alassio a Nervi. La Regione Liguria dispone di un PTAMC (Piano di Tutela dell’Ambiente Marino e Costiero che sviluppa una pluralità di temi riguardanti la fascia costiera: tra questi la difesa della costa ed il rispetto della vita dell’ambiente marino, talvolta con interessi confliggenti. tuttavia consultando il sito ufficiale della Regione Liguria, il Piano sembra fermo all’anno 2000". 

"I PTAMC demanda il controllo e la regia degli interventi alla Regione, mentre  alle Amministrazioni Comunali spetta la progettazione e la realizzazione delle azioni di prevenzione lungo la costa, ai sensi della legge regionale 13/1999 che disciplina tutte le attività che ricadono sulle aree demaniali marittime, tra le quali anche quelle balneari - prosegue - Di fatto i comuni non riescono a svolgere questo ruolo importante per mancanza di risorse. Accade quindi che i Comuni intervengono solo quando si verificano eventi eccezionali che attivano fondi statali e regionali. Ed è proprio questo regime finanziario che impedisce interventi coordinati e una regia complessiva degli stessi". 

"Dopo due anni, dal 2018, finalmente sono stati stanziati circa 250 milioni di euro destinati ai Comuni che hanno presentato progetti di difesa del litorale, in alcuni casi si prevede la sistemazione di massi, in altri di pennelli frangiflutto, in altri prevale il cemento armato come unica soluzione. Un insieme eterogeneo di interventi che sembrano più legati a interessi locali che a un progetto di prevenzione e difesa a più ampio respiro. La linea di costa ha le sue caratteristiche, il moto ondoso con conosce confini amministrativi, ogni progetto non può essere trattato singolarmente, senza una visione complessiva dei potenziali effetti che ogni singolo intervento ha nella dinamica della fascia costiera" continua. 

"Non riusciamo proprio a comprendere che, a causa della crisi climatica, la forza del vento e la potenza delle onde sono destinate ad aumentare, in intensità e frequenza e quindi ci troveremo sempre più spesso a dover fronteggiare l’emergenza. Come dimostrato in altri settori (vedi la Legge sui Parchi), l’Amministrazione Regionale ligure è priva di progetto, di un quadro d’insieme. L’uso delle risorse disponibili per le emergenze potrebbe essere ottimizzato per una seria e duratura azione di prevenzione". 

"Linea Condivisa chiede una aggiornamento del PTAMC e la creazione Osservatorio Regionale costituito da esperti del settore che siano responsabili del coordinamento e della progettazione  degli interventi previsti dai i singoli comuni" conclude la nota. 

Comunicato stampa

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