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Solidarietà | 07 gennaio 2021, 16:22

Passa da Finale la difesa degli studenti turchi: l'avvocato Fasciolo portavoce degli studenti italiani che vogliono smuovere le coscienze dell'Europa

Decine i manifestanti arrestati per aver manifestato contro la nomina di Bulu a rettore dell'Università del Bosforo: “E' una violazione ai diritti sanciti dalla Carta Europea”

Passa da Finale la difesa degli studenti turchi: l'avvocato Fasciolo portavoce degli studenti italiani che vogliono smuovere le coscienze dell'Europa

Quasi totalmente soverchiati agli onori delle cronache internazionali dall'irruzione dei sostenitori del presidente uscente degli USA Donald Trump nel Campidoglio di Washington, sede del Congresso, anche la Turchia ha vissuto negli scorsi giorni e nelle scorse ore attimi di tensione legati alla politica.

Oltre 300 studenti sono scesi in piazza a protestare lo scorso 4 gennaio per protestare contro la nomina da parte del presidente Erdogan di Melih Bulu, personaggio esterno al mondo accademico e vicino all'AKP, partito che sostiene lo stesso presidente, a rettore dell'Università del Bosforo, ateneo per altro non nuovo all'essere soggetto ad una misura del genere dopo che un fatto simile era accaduto già nel 2017, dopo che il presidente ha assunto, in seguito al fallito golpe dell'anno precedente, la prerogativa di nominare i rettori delle università. L'ultimo atto presidenziale ha scatenato le rivolte degli studenti portando a diverse decine di arresti (almeno 36 stando alle ultime fonti), e non solo.

Due ragazze tra questi non solo sono state incarcerate, ma parrebbero anche aver subito violenze durante l'arresto. Gli studenti tra l'altro avrebbero subito, pubblicamente, un’ispezione corporale dopo essere stati denudati. Molti studenti italiani si sono attivati per protestare, mostrare solidarietà e portare a conoscenza delle massime cariche europee ciò che sta accadendo in Turchia.

Tra questi un collettivo di giovani turchi e non solo appartenenti ad un collettivo delle università Bocconi e di Firenze che hanno contattato per far loro da portavoce, l’avvocato finalese Camilla Fasciolo, che insieme a questi sta predisponendo gli atti più idonei a portare a conoscenza delle istituzioni europee ciò che sta accadendo e fare in modo che queste si attivino.

“La politica ed il regime non devono entrare nelle Università, che devono invece garantire il diritto alla studio e alla formazione dei giovani. Ciò che sta accadendo in Turchia è un pericoloso precedente e violenta ogni più basilare principio della Carta Europea dei diritti dell’uomo” spiega ai nostri microfoni la giovane legale, da sempre vicina ai problemi di violenze di genere e impegnata con il “Centro Artemisia Gentileschi” che da anni offre supporto alle vittime di abusi e violenze.

In tanti hanno peraltro già aderito alle foto campagne social e alla petizione su chance.org, attraverso le associazioni Link Lecce, Link Universitari e Csx Firenze.

Mattia Pastorino

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