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Dalla parte dei bambini | 10 gennaio 2021, 15:03

Al via la rubrica "Dalla parte dei bambini"

Gabriele Lugaro è Dottore in Pedagogia, Progettazione e Ricerca Educativa e in Scienze Politiche e dell'Amministrazione. Padre di due bambine di tre e sei anni, Pedagogista e Docente di italiano per stranieri, ha pubblicato il testo "La cattiva strada, Storia del pensiero educativo libertario e anarchico ed esperienze dirette"

Al via la rubrica "Dalla parte dei bambini"

Inauguriamo oggi la rubrica “Dalla parte dei bambini”. L’obiettivo di questo appuntamento ricorrente sarà quello di analizzare con uno sguardo critico, e una prospettiva non adultocentrica, i temi più emergenti riguardanti il mondo dell’infanzia e dei giovanissimi. Ma non solo: ridurre il campo di riflessione ai soli bambini significherebbe circoscrivere i temi e slegarli dalle dinamiche sociali in cui stiamo vivendo. Risulterebbe riduttivo, se non superficiale.

Per parlare dei bambini impareremo a parlare della società e, parlando della società, ci alleneremo ad assumere lo sguardo dei bambini, degli adolescenti e dei ragazzi di oggi. Per far questo servirà un piccolo esercizio: dovremo scrollarci di dosso quell’autorità prospettica dell’adulto (il nostro “sentirci alti” rispetto ai bambini ci autorizza troppo spesso a sentirci forzatamente dalla parte della ragione) che tanto ha fatto ribollire il sangue alle generazioni passate e, probabilmente, anche a quelle attuali. 

Proveremo insieme a leggere la realtà con degli occhiali da vista diversi da quelli ai quali siamo abituati. La scuola, le nuove tecnologie, la città, le relazioni, gli affetti, i bisogni delle nuove generazioni non possono essere eternamente osservati “dall’alto in basso”, c’è bisogno di accovacciarsi, sedersi, parlare allo stesso livello e con tutta la sensibilità che riusciamo a trovare. E’ difficile? Si, ma i temi non mancano.

Il XX secolo è stato definito il Secolo del bambino: le condizioni di vita sono migliorate enormemente e il benessere economico e sociale ha garantito un maggior sviluppo delle qualità individuali. Eppure, osservando gli anni venti del nuovo millennio, sembra che “il diritto del bambino all’infanzia” stia perdendo colpi. Pare che retroceda, giorno dopo giorno, avvolto da una spirale di paure e ansie delle famiglie (che le riversano sui figli), di tecnologie usate senza senso critico (a proposito dei “compiti” che deve avere la scuola nella nostra società), di social network come piovre che rendono ogni secondo meno autentico e più “performativo”, di una società che ha sempre altre priorità. Non sono tempi facili per l’infanzia, come non lo sono per l’adolescenza.

Questa rubrica cercherà, umilmente, di affrontare a piccoli passi i temi quotidiani delle famiglie, i problemi e i timori dei genitori, lo stress che la società genera nei giovanissimi. Ascoltando le voci di coloro che vorranno scrivermi per testimoniare le proprie difficoltà e utilizzando la bussola della Storia.

Perché la natura della fragilità, individuale e sociale, risiede nella storia dell’umanità e non c’è stimolo più grande che ascoltare la voce di coloro che, con le proprie parole, hanno indagato l’animo e la natura umana. Procederemo dal passato, per leggere il presente e disegnare il futuro.

Non per noi, ma per le generazioni che verranno.

Gabriele Lugaro

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