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Attualità | 13 gennaio 2021, 18:10

Ristori Liguria, nella lista dei beneficiari diverse attività fallite e chiuse. Lupi (Camera di Commercio): "Verrà chiarito lo stato dell'arte"

7 milioni e 750mila euro, questa la cifra che la Regione dovrebbe dividere tra le 6300 imprese della Liguria, ma pare che ci sia stato un intoppo

Ristori Liguria, nella lista dei beneficiari diverse attività fallite e chiuse. Lupi (Camera di Commercio): "Verrà chiarito lo stato dell'arte"

Un centinaio di bar, ristoranti, discoteche, cinema e teatri, molti anche nel savonese, che, anche se hanno tirato giù la serranda da anni, sono presenti nell'elenco dei potenziali beneficiari dei fondi del decreto Ristori quater che è stato approvato lo scorso 23 dicembre dalla giunta Toti.

7 milioni e 750 mila euro questa la cifra che la Regione dovrebbe dividere tra le 6300 imprese della Liguria. I ristori sono destinati alle micro e piccole imprese che hanno subito la sospensione totale dell'attività o che, pur non avendo subito una sospensione totale, sono state gravemente colpite dagli effetti delle disposizioni governative causate dalla pandemia di Covid 19.

Il perimetro dei soggetti beneficiari dei ristori individuati ha definito un divisione in due classi: nella prima rientrano le categorie economiche di piccola dimensione che hanno subito una chiusura totale come cinema, teatri, sale da concerto, biblioteche, archivi, musei, piscine, palestre, discoteche, stabilimenti termali e servizi di centri per il benessere fisico nella seconda alcune categorie di micro imprese soggette a restrizione parziale come bar, ristoranti, pasticcerie (fino ad 1 addetto), strutture ricettive, agenzie di viaggio e tour operator, catering e organizzazione di eventi (fino a 9 addetti).

Però scorrendo l’elenco allegato alla delibera di giunta, si trovano attività che sono chiuse da tempo e alcuni esercizi sono passati di mano più di una volta con la nuova e la vecchia ragione sociale.

La Camera di Commercio di Genova era il soggetto capofila che ha presentato la lista e la nostra redazione ha contattato Enrico Lupi, presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria Imperia Savona e La Spezia.

"Gli elenchi sono 'sporchi', se l'impresa modifica il suo status deve andare in Camera di Commercio e cambiarlo però il 90%, succedono così questi inconvenienti - spiega Lupi - nel momento in cui non è aggiornato non corrisponde ai fatti. La Regione ha detto al sistema camerale di occuparsene, Genova ha fatto da capofila e ha preso dagli elenchi che avevano, ad oggi si sono rivolti ad Infocamere per vedere di aggiornarli e l'impegno che abbiamo preso è di dare rispondenza all'effettivo stato dell'arte e creare poi una seconda lista nel caso ci fossero degli avanzi per dare ristoro a tutti".

“Prima parlano di ristori certi e immediati alle aziende che hanno subito perdite per le chiusure dovute al Covid-19, poi compilano un elenco pasticciato in cui figurano numerosi negozi, bar e ristoranti chiusi, alcuni addirittura da oltre 10 anni come nel caso di un'attività di Rapallo. Nell’elenco figura addirittura il Teatro Cantero di Chiavari, chiuso dal 2017. Queste cose non le diciamo noi: è tutto scritto nero su bianco nella lista delle aziende beneficiarie del bonus una tantum regionale trasmessi alla Regione dalle Camere di Commercio. Risultato? Parecchi esercizi sono rimasti esclusi e giustamente hanno protestato, come è accaduto ad esempio pochi giorni fa a Savona dove i centralini della Camera di Commercio sono stati subissati di richieste di chiarimenti”, ha dichiarato il capogruppo regionale del M5S Fabio Tosi, primo firmatario dell'interrogazione dedicata discussa ieri in Consiglio regionale.

“Tra un paio di giorni, le Camere di Commercio procederanno a rendere disponibili sul proprio sito le modalità per usufruire del contributo regionale una tantum. Ma nel frattempo, è stata corretta la tabella allegata? Sia chiaro: bene che Regione abbia destinato quegli oltre 7 milioni di euro di fondi governativi (inutilizzati) alle imprese in difficoltà, male però che l'abbia fatto senza le necessarie attenzioni. Il pasticcio delle imprese non più in attività rischia di rallentare l'iter dei ristori regionali, che saranno tutto fuorché “immediati”. Quei fondi erano lì da tempo e andavano impegnati entro fine anno altrimenti sarebbero dovuti tornare allo Stato. Non sono arrivati, come cerca invece di far passare l’assessore competente nella sua risposta in Aula, all'ultima ora”, ha aggiunto Tosi.

“È evidente che questa Giunta, a dispetto dei proclami, non ha tutte le soluzioni in tasca e non è esente da errori. Su una cosa l’assessore competente Benveduti ha ragione: in questa Giunta non ci sono fenomeni, benché negli ultimi mesi ci siamo sentiti dire ben altro! Quel che è certo è che in Regione la maggioranza si è scornata per utilizzare fondi governativi per ristorare le imprese. Soldi stanziati da quello stesso Governo quotidianamente attaccato dal centrodestra regionale: la risposta dell’assessore competente ci soddisfa ma non ci rassicura. Vigileremo dunque sulla distribuzione dei ristori, sperando davvero che non ci finiscano alle imprese chiuse da diversi anni”, ha concluso Tosi.

Luciano Parodi

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