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Solidarietà | 18 gennaio 2021, 11:42

Finale, il tema dell'indifferenza al centro degli "itinerari", quest'anno online, del Palazzo del Tribunale

Con due spettacoli in streaming, "Alla finestra" e "La canzone dei sommersi", l'associazione Baba Jaga celebrerà il ricordo della "Giornata della Memoria"

Finale, il tema dell'indifferenza al centro degli "itinerari", quest'anno online, del Palazzo del Tribunale

Gli “itinerari” del Palazzo del Tribunale sono percorsi a tappe che si articolano per le sale dell'antico palazzo di Finalborgo, sede della vita giudiziaria fin dai tempi delle dominazioni spagnola e genovese, sviluppandosi in maniera accattivante e originale, multimediale e interattiva: laboratori, spettacoli, incontri e molto altro ancora.

Quest’anno, data la particolare situazione sanitaria, il percorso verrà raccontato interamente mediante contenuti digitali: tramite il sito del Teatro delle Udienze gli spettatori potranno riflettere insieme all'Associazione "Baba Jaga" sul tema dell'indifferenza, avventurandosi all'interno di una piccola galleria di storie più o meno conosciute (la fuga di Sandro Pertini in Corsica, la deportazione in seguito alla razzia del Ghetto di Roma, il rocambolesco salvataggio di inestimabili opere d'arte, la vicenda di Piero Gobetti, persino la storia di un bacio).

"A partire dallo spettacolo 'Alla finestra', proposto in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, abbiamo creato cinque finestre digitali alle quali potrete affacciarvi per regalarvi un'esperienza immersiva resa possibile grazie a podcast, video e schede di approfondimento" spiegano dall'associazione.

"Filo conduttore che lega queste storie - spigano - è il ruolo del testimone: colui o colei che assiste ad eventi nefasti, evidenti ingiustizie, rimanendo disorientato, confuso, non sapendo cosa fare e, spesse volte, decidendo di non agire, di non prendere posizione. Sarete chiamati ad assumere il punto di vista di chi vede accadere qualcosa che non può lasciare indifferente e sarete portati a domandarvi: e io cosa farei? Io cosa avrei fatto? Non c’è una colpevolizzazione dell’indifferenza, bensì un invito alla responsabilizzazione, perché quante volte noi restiamo a guardare senza intervenire, quanto spesso preferiamo non vedere e restare nella comodità della nostra confort-zone piuttosto che scendere in campo?".

Lo spettacolo, con la regia di Maria Grazia Pavanello, scene e costumi di Sara Pelazza e interpretato da Lara Giurdanella, Roberta Firpo, Chiara Tessiore, è già disponibile online all'indirizzo https://www.teatrodelleudienze.org/events/alla-finestra.

Una popolazione disorientata, quasi assente, non consapevole. Frasi come “Non sapevo”, “Non ne conoscevo di ebrei”, “Da noi in campagna queste cose non c’erano” e altre come “Sì, forse avevo letto qualcosa”, “Un mio compagno di classe forse era ebreo, ma non so”, “Lo hanno ucciso nella piazza... ma solo lui... era una testa calda...”.

Inadeguatezza, silenzi, sogni infranti, vite sospese. “Alla finestra” racchiude i ricordi di quegli italiani esausti, impotenti, che si misero ad aspettare che tutto finisse, che arrivasse finalmente la pace”.

Lo spettacolo intitolato "La canzone dei sommersi", recital di e con Paola Bigatto, in scena anche Chiara Tessiore, andrà invece in onda in streaming sabato 31 gennaio alle 21 e resterà visibile sino lee 22.00 di domenica 1 febbraio (QUI).

L’attrice Paola Bigatto, appassionata lettrice della Divina Commedia, che da anni porta in scena il monologo La banalità del male e affronta con professori e allievi le tematiche sollevate dalla riflessione sulla Shoà, racconta - a metà tra la lezione e il recital - il verso, la parola, la poesia in un viaggio per scoprirne e riscoprirne l'immenso potere salvifico. In scena con lei, l'attrice Chiara Tessiore.

Gittò voce di fuori e disse. “Quando". Dopo una presentazione piena di suspance, Dante interrompe il discorso di Ulisse fin dalla prima parola, con un ardito a capo. Perché? E come può un lettore rendere questo vuoto? Deve farlo? O deve leggere continuativamente il verso successivo?   Nell'anno del centenario dantesco, "La Canzone dei sommersi" propone un percorso a partire dalla lettura di questo verso, collocato in un canto ricco di difficoltà e arditezze metriche, che tratta delle insidie e del potere del linguaggio. Attraverso questo filo, dopo un percorso nelle altezze della Commedia, verrà attraversato il “mare rinchiuso” di Primo Levi, per arrivare a indagare le diverse parole che indicano la Shoà, sulla scorta delle riflessioni contemporanee di David Grossmann. Sarà proprio l’autore israeliano a offrire all’attrice una possibile soluzione per la sua lettura.

Redazione

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