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Economia | 20 gennaio 2021, 13:00

Gli stranieri in Italia "scoprono" il bonus vacanza. Ma basterà a salvare la Liguria?

Le perplessità di UPA Savona: "Bonus farraginoso e troppe risorse disgregate in tanti piccoli progetti anziché in un unico grande ristoro per l'economia"

immagine di repertorio

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Saranno gli stranieri residenti in Italia a salvare l’economia alberghiera della nostra Liguria con il “bonus vacanza”?

Egiziani, marocchini, albanesi, romeni e persino qualche abitante delle nazioni più lontane dall’Italia, come il Pakistan o lo Sri Lanka, non potendo rientrare in patria per riabbracciare i propri parenti a causa delle limitazioni ai voli internazionali imposte dal Coronavirus, hanno scelto in alternativa di conoscere un po’ meglio la nazione nella quale si sono trasferiti alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore. E hanno così scoperto le spiagge di Andora, di Alassio, di Loano.

Un fenomeno che è stato registrato da vari albergatori l’estate scorsa e che gli imprenditori del turismo sperano che si ripeta in questa Pasqua, per salvare un momento economicamente drammatico.

Abbiamo chiesto ad Angelo Berlangieri, presidente di UPASV (Unione Albergatori della Provincia di Savona) se esistono dei dati statistici in merito.

Berlangieri esprime perplessità: “Casi isolati, insufficienti a delineare un trend”.

Ma, più in generale, Berlangieri, non crede nel bonus vacanza. Ci spiega: “Innanzitutto tanti non ne hanno usufruito in quanto è stato concepito in modo farraginoso. La cosa più ovvia e più logica sarebbe stata offrire all’utenza una detrazione fiscale fino a una cifra x. Invece, così come è stato concepito, per assurdo ha ottenuto addirittura l’effetto opposto, cioè di penalizzare le strutture alberghiere più virtuose, quelle che negli anni hanno fatto più investimenti e, pertanto, avevano maturato più crediti verso lo Stato”.

Berlangieri è critico in generale verso la filosofia dei “bonus”: “Sono stati inventati bonus per qualsiasi cosa; il bonus vacanza, il bonus monopattino, il bonus bici elettrica, il bonus tecnologie se cambiavi il computer… In questo modo si sono investite cifre enormi che però, frammentate in questa maniera, si sono concretizzate in poco per tutti. Tutto ciò sarebbe invece dovuto confluire in un unico enorme bacino da investire sulle risorse più importanti: un potenziamento delle infrastrutture e dei trasporti per minimizzare la seconda ondata di virus di settembre, quando invece avremmo dovuto avere la ripresa delle attività e delle scuole; un potenziamento della sanità; un grande ristoro per tutelare le aziende e il loro personale. Perché quando inizieranno a diffondersi a macchia d’olio le lettere di licenziamento andremo incontro a tensioni sociali preoccupanti”.

Concludiamo chiedendo a Berlangieri una previsione sulla prossima Pasqua: “Penso che sia più facile azzeccare i numeri vincenti al Superenalotto”, ci risponde. E continua: “Comunque il quadro non è roseo. Sarà la seconda Pasqua economicamente drammatica di fila, stavolta però ulteriormente aggravata da una crisi parlamentare. E in questi giorni, ascoltando i dibattiti alla Camera e al Senato, viene da domandarsi se chi ci governa viva sul nostro stesso pianeta. Fanno le loro considerazioni politiche, senza che noi si capisca di che cosa stanno parlando e perché, in modo totalmente avulso dai reali problemi della nazione”.

Alberto Sgarlato

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