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Solidarietà | 27 gennaio 2021, 09:57

Varazze, 14 pietre commemorative in ricordo dei varazzini che hanno perso la vita nei campi di concentramento

Questa mattina la cerimonia si è svolta in piazza Nello Bovani

Varazze, 14 pietre commemorative in ricordo dei varazzini che hanno perso la vita nei campi di concentramento

“Ricorderemo 14 nostri concittadini che furono deportati nei campi di concentramento, questa iniziativa è stata voluta fortemente dal consigliere regionale Bozzano, dal vice sindaco Pierfederici e dalla sottoscritta. Quello che è accaduto non deve succedere mai più, un ricordo molto significativo”.

Questa l’iniziativa illustrata dall’assessore Mariangela Calcagno in occasione della Giornata della Memoria in onore di 14 cittadini di Varazze che hanno perso la vita nei campi di concentramento e per i quali sono state posizionate 14 pietre commemorative.

La celebrazione si è svolta in piazza Nello Bovani ed erano presenti l’ex primario del reparto di pediatria, il pediatra Amnon Cohen, lo storico Mario Traversi, gli alpini e l’associazione marinai d’Italia.

Le targhe hanno visto ricordare Antonio Accinelli, Bartolomeo Accinelli, Agostino Bernardis, Livio Canale, Armando Cerruti, Pietro Gio Batta Cerruti, Antonio Delfino, Mario Piombo, Angelo Piombo, Giovanni Isetta, Gio Batta Salviati, Ludovico Koffler, Luigi Pigozzi, Raffaele Leghissa.

Mario Traversi ha recitato una poesia dedicata ai 14 concittadini, alcuni dei quali di sua conoscenza, mentre Don Claudio si è soffermato su un brano biblico inerente il dovuto "ricordo" a Dio, quando si è in tempo per evitare certi errori e orrori.

Un excursus su quanto avvenne a causa della follia omicida nazifascista, ha riportato i presenti sulla necessità di vigilare affinché certi errori non abbiano a ripetersi, mentre un appello all'osservanza ferma e attenta della Costituzione, riguardante il divieto assoluto di "Apologia del Fascismo", è stato lanciato da Davide Petrini, che ha stigmatizzato l'assenza di interventi in merito.

Gli oratori hanno giustamente onorato con efficacia la necessità e il dovere di vigilare affinchè non abbiano a ripetersi errori e orrori, spesso accompagnati da lassismo ed indifferenza.

Ed ecco la poesia scritta e letta dal giornalista, scrittore storico e poeta Mario Traversi:

Oltre quel fumo

Quattordici.

Non è un numero

sulla tavola pitagorica,

ma persone,

gente come noi,

nostri concittadini

per i quali oggi

qui, abbassiamo il capo

per leggerne i nomi,

mentre qualcuno passa oltre

attento a non inciamparsi,

perché inciampo è il pensare,

il meditare su quelle morti

che arrivano da terre lontane

dove il fumo dei camini

non usciva da pacifici casolari

ma da fabbriche di morte

e consegnava al vento

la sorte di vite spezzate.

Qui non c’è posto per l’odio,

l’odio appartiene ai perdenti.

Qui ci sono i vincitori

di una battaglia per la libertà

che le nuove generazioni

hanno il dovere di ricordare

per non dimenticare,

per non cadere in eguali tragedie.

Quattordici.   

È un urlo di vita oltre quel fumo

che non si può spegnere

perché alimentato dalla nostra coscienza,

 

giudice supremo delle nostre azioni.

Luciano Parodi

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