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Attualità | 18 febbraio 2021, 15:21

Discoteche, è lontana la luce in fondo al tunnel: in Liguria il 30% non riaprirà

Con una nota della direzione nazionale, il Silb riporta numeri impietosi a livello nazionale, con 1,5 miliardi di euro bruciati e circa 840 imprese già ko

Discoteche, è lontana la luce in fondo al tunnel: in Liguria il 30% non riaprirà

E' una crisi che continua a picchiare molto duro nei confronti dei locali da ballo, ormai costretti da un anno, se si esclude la discussa parentesi estiva che tuttavia non ha coinvolto ogni tipologia di locale, come invece è stato per quanto ha riguardato le difficoltà economiche.

Numeri impietosi per tutto il comparto, ramo di quella che ormai, in tempi "pre pandemici", era definita la prima industria ligure, ovvero il turismo. A livello nazionale, delle 2.800 aziende coinvolte il 30% ha già chiuso definitivamente i battenti lasciando senza lavoro migliaia di persone perdendo inoltre tutto un indotto bruciando un giro d'affari di circa 1 miliardo e mezzo, ben più dell’80% del totale.

E' quanto emerge dalle ultime stime elaborate da SILB-Fipe, il sindacato dei locali da ballo che raduna il 90% delle imprese del comparto censite dalla Camera di Commercio secondo cui questi numeri potrebbero raddoppiare entro la primavera se non ci saranno interventi mirati.

“Siamo davanti a una crisi senza precedenti che sta letteralmente distruggendo le nostre aziende, - sottolinea Maurizio Pasca, il Presidente nazionale - e la cosa che fa più male è che sembra che questo non interessi a nessuno. Siamo fermi praticamente da un anno perdendo quasi tutto il fatturato e i ristori che ci hanno destinato ammontano a 2 milioni di euro. Due milioni a fronte di una perdita di un miliardo e mezzo, c’è bisogno di commentare? Come possiamo andare avanti in queste condizioni?”.

“Tra l’altro ho la sensazione che la discoteca sia associato a qualcosa di brutto e cattivo. Chiariamo una volta per tutte che non è così! I nostri locali sono luoghi di socialità e aggregazione sana, ma soprattutto luoghi sicuri e controllati. Non possiamo accettare di essere abbandonati a noi stessi in questo modo. Mi aspetto dal nuovo Esecutivo un deciso cambio di direzione che possa finalmente aprire gli occhi sulla tragedia che stiamo vivendo. Urgono aiuti concreti altrimenti delle nostre aziende rimarranno macerie!" conclude Pasca.

E se circa le mosse future del Governo Draghi appena insediatosi vi è ancora profonda incertezza, legata al procedere della campagna vaccinale e all'evolversi della situazione epidemiologica, in Liguria una certezza c'è, ed è quella di chi non ripartirà: "Un terzo di chi ha chiuso a causa del lockdown non riuscirà a riaprire - afferma il presidente regionale, Fabrizio Fasciolo - Il grosso problema che ci siamo trovati ad affrontare a livello locale è che nessun ente ha ridotti i costi, escluso un taglio del 50% sulla tassa sui rifiuti, come ad esempio è stato in Emilia Romagna dove chi non ha aperto affatto ha visto eliminati totalmente l'imposta". 

Al di là dell'aspetto economico vi è poi quello sociale: “Il nostro settore, quello dell’intrattenimento, merita più rispetto - sottolinea il noto DJ Christian Marchi - I locali non sono quello che spesso si vuol far credere e poche mele marce non possono danneggiare la stragrande maggioranza di imprenditori che lavora seriamente. In ogni caso i ragazzi dovranno tornare a vivere la propria socialità in luoghi sicuri e controllati. Per questo è ora di pensare a un piano per ripartire, magari con nuove modalità, che possa garantire la sicurezza di tutti e che ci consenta di lavorare per tenere in vita un comparto in estrema difficoltà, fatto di professionisti e di tante famiglie al seguito che meritano risposte concrete e maggiore attenzione!”.

Ulteriore commento sull’importanza di vivere nel modo giusto i locali da ballo arriva da Luigina Bucci, Presidente del COGEU: “In questo periodo stiamo purtroppo assistendo ad un aumento della violenza tra i giovani che si aggregano spontaneamente per strada, al di fuori di luoghi sicuri. Proprio alla luce di questa situazione crediamo sia necessario un piano per ripartire che possa dare la giusta attenzione al benessere dei nostri ragazzi, sicuramente molto colpiti dalle limitazioni sociali a cui tutti siamo stati costretti. In questo senso dobbiamo ripensare alle modalità di intrattenimento, con la diffusione di un vero e proprio manifesto del divertimento in sicurezza nelle discoteche di Italia”.

“Le discoteche non devono essere percepite come un luogo ostile e malsano, ma come un posto sicuro dove vivere in modo sano e controllato la socialità, una vera opportunità di rinascita. Va da sé che dell’iniziativa non faranno parte quei pochi che, non rispettando le regole, gettano una cattiva luce su tutto il comparto. Si tratta di un progetto ambizioso e necessario che ci vede protagonisti insieme al Silb, che ringraziamo per la disponibilità e la collaborazione che ci ha offerto nonostante la profonda crisi del settore”

Redazione

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